I colori di Sheila McKinnon al servizio delle donne e del clima

I colori di Sheila McKinnon al servizio delle donne e del clima

ROMA – La fotografa di origini canadesi pone l’attenzione sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici e ai diritti delle donne. Avete tempo fino al 23 febbraio per visitare la mostra!

In questi giorni la Sala del Cenacolo del Complesso di Valdina sta ospitando gratuitamente la nuova mostra fotografica di Sheila McKinnon. L’esposizione multimediale si intitola Invisible Light e pone l’attenzione su due temi molto caldi del nostro tempo, vale a dire i diritti delle donne e i cambiamenti climatici.

Per chi non la conoscesse, Sheila McKinnon è una fotografa, giornalista e artista multimediale di origini canadesi, che ha vissuto la maggior parte della sua vita in Italia. Ha lavorato per le principali testate a livello mondiale e ha collaborato con organizzazioni umanitarie come UNICEF, FAO, UNFPA, IDLO e molte altre, riuscendo a catturare nella sue fotografie la realtà della nostra società.

Da grande appassionato di fotografia mi sono precipitato nella bellissima location e devo dire che la decisione presa ha davvero pagato. La McKinnon è riuscita ad affrontare queste tematiche di cui si parla, si riparla e si straparla in continuazione, con grande originalità e con uno stile personalissimo.

Partiamo dalla sezione dedicata ai diritti delle donne. Sheila McKinnon, nel corso della sua carriera ha dedicato molte esposizioni alla condizione della donna, penso ad esempio alla recente mostra Born Invisible, dove ha ritratto donne e giovani ragazzi provenienti da 3 pianeti diversi (Africa, Asia e India) nel loro quotidiano e difficile ambiente familiare.

Ecco, Invisible Light non è altro che una continuazione di un lavoro durato quasi vent’anni. Nella raffigurazione delle donne e delle ragazze della McKinnon, il silenzio della sua fotografia accompagna il silenzio ereditario dei suoi soggetti, entrambi esponendo la spettanza di “diritti”. Cattura le conseguenze nella loro vita nel contesto del loro presente.

Le sue immagini raccontano storie, storie di emarginate fin dalla nascita, senza accesso all’istruzione e costrette a matrimoni e gravidanze precoci.

Il suo lavoro non può non sensibilizzare lo spettatore e offre una riflessione sulle attività eseguite dalle donne e dalle ragazze in paesi in via di sviluppo con condizioni sociali che le legano ai sistemi nei quali sono inoculate.

Bellissima e sorprendete anche la parte sui cambiamenti climatici. Le foto espongono la bellezza del nostro pianeta, attraverso uno spettacolare gioco di colori sgargianti e vivi in contrapposizione con tutto ciò che ritraggono. Le immagini fanno davvero riflettere; ci fanno riflettere su tutte le difficoltà che le popolazioni migranti e in sottosviluppo affrontano in ogni giorno. E allo stesso tempo, ci fanno riflettere su quanto sia invece facile vivere nella parte occidentale del mondo, un mondo a parte pieno di comodità superflue e di cui spesso approfittiamo.

L’obiettivo della fotografa è focalizzato sull’incoraggiare tutti a scegliere di contribuire a una piattaforma di attivismo politico o personale per supportare aziende, ricerca e lavoro individuale per invertire gli effetti del cambiamento climatico, un’enorme sfida, che deve essere la nostra priorità maggiore.

Il cambiamento climatico determina la nostra sicurezza nazionale ed economica, destabilizza le popolazioni, crea condizioni ancora peggiori che inevitabilmente portano ad un ancora maggiore incremento di povertà, malattie e violenza. Continuando a mantenere pratiche culturali tradizionali, gli effetti del cambiamento climatico restringeranno ulteriormente la priorità dei diritti di educazione per le donne e le ragazze.

McKinnon affronta entrambe le questioni simultaneamente, consapevole, che vanno in parallelo e che sono inseparabili.

INFO

Dal 14 Febbraio 2018 al 24 Febbraio 2018

Roma

Luogo: Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina – Camera dei deputati

Enti promotori: Ambasciata del Canada

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sheila McKinnon

Invisible Light

Gold Water

Gold Water

Niger boat

Niger boat

Vietnam Blue Girl

Vietnam Blue Girl

Yemen Pails

Yemen Pails

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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