Siena tra arte e pixel

Lo spettacolo sarà solo fino al 30 settembre!

Ci eravamo appena seduti  io e i miei due amici  sulle gradinate laterali del Duomo, dopo aver gustato il famoso “ciaccino” senese (una squisita focaccia ripiena), quando un addetto alla sicurezza invita tutte le persone presenti  ad alzarsi per assistere  più da vicino all’originale spettacolo serale che dal 24 luglio ha luogo presso il complesso del Duomo: Divina Bellezza- Discovering Siena.

Promosso dal Comune e dall’Opera di Siena in collaborazione con Opera Gruppo Civita e realizzato da Filmaster Events, l’evento ha per protagoniste sofisticatissime tecniche video, messe al servizio della cultura e dell’arte, in questo caso, della città di Siena. La sua storia, la sua cultura e la sua arte, infatti, sono raccontate attraverso una  serie di mega immagini che, grazie a un elaborato video mapping, vengono proiettate sul cosiddetto facciatone, ossia la controfacciata di quello che avrebbe dovuto essere nel XIV secolo il Nuovo Duomo, secondo un ambizioso progetto.

E quasi a evocare la grandiosità della titanica impresa medievale, altrettanto ambiziosa è stata la  sfida di questa impresa della tecnologia moderna, che ha richiesto mesi di capillari mappature su una superficie di 800 metri quadri, lavori di grandissima precisione, competenza e pazienza. Basti pensare che per ogni immagine ci sono voluti oltre 6 milioni di megapixel!

Accompagnate da una voce narrante – in italiano e in inglese – le immagini sfilano, si sovrappongono, si ampliano, sfumano da una all’altra, in un continuo effetto sorpresa, dandoci la sensazione di essere di fronte a un gigantesco caleidoscopio. Scandendo il percorso in cinque tappe, si parte dalle origini etrusche e romane di Siena,  per poi inserire subito l’inevitabile riferimento al palio (disegno animato di due cavalli che si impennano), simbolo per eccellenza della città, evento più atteso dell’anno, sacro cardine attorno al quale ruota la vita emotiva, molto più di quella economica, dei suoi abitanti.

Da qui si passa al Medioevo che rappresenta politicamente, economicamente e culturalmente il periodo più felice nella storia di Siena, nel corso del quale, in una ossessiva competizione con la rivale Firenze, vennero eretti i più illustri monumenti ed edifici.  Dalla pittura, alla scultura, all’architettura, all’intarsio in pietra, ecco apparire tutti i capolavori che l’hanno resa una delle città d’arte più famose al mondo. Ora ricoprendo l’intera area della facciata (Maestà di Duccio, l’Allegoria del Buon Governo del Lorenzetti), ora incorniciate dagli archi della stessa (Isaia di Giovanni Pisano), le immagini delle opere si impongono con una forza seducente, che non lascia spazio a calme riflessioni o contemplazioni, ma coinvolgono lo spettatore nel gioco ipnotico del loro rivelarsi.

Ma l’apice della “divina bellezza”  si raggiunge quando si arriva al racconto del progetto, ideato e iniziato nella prima metà del ‘300, per una nuova e grandiosa cattedrale,  che avrebbe dovuto superare quella appena costruita a Firenze. Simulando la messa in opera del laterizio pietra per pietra, le immagini ci portano a rivivere le sensazioni che doveva provare chi allora aveva modo di assistere alla nascente costruzione. Dalle impalcature alla sistemazione finale dei candelabri (che simulano l’effetto di luce all’interno della chiesa) tutto è stato rigorosamente e illusionisticamente ricostruito ricalcando le strutture architettoniche della facciata, e suggerendo anche visioni  in prospettiva.

Ma l’incanto non dura molto, e con la peste del 1348, la distruzione delle vite umane si fonde con quella delle cose, come ben rappresentano i teschi-mattone che cadono uno per uno, invertendo la sequenza precedente della costruzione. La facciata “smaterializzata” si trasforma infine in un cielo pieno di luci che, simili a a fuochi d’artificio, suggellano la fine del racconto.

Lo spettacolo è finito, ma… solo per la giornata, perché continuerà fino al 30 settembre, con due proiezioni a sera a partire dalle 21.15. E a questo punto posso solo augurarvi: buona visione!

Photo by: Massimo Salvestrini

Informazioni: OperaDuomo

Tel. 0577-286300
Email: opasiena@operalaboratori.com

Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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