Sistema Prosecco, mezzo miliardo….di bollicine

Lo sapevate che il Prosecco due anni fa è diventato Sistema Prosecco?

Nel 2014 è stata creata una società dalla comune volontà dei tre Consorzi del Mondo Prosecco: Consorzio Doc Prosecco, Consorzio DOCG Asolo Prosecco e Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco.

Quando si dice che in Italia non facciamo team!

Ecco perché hanno deciso di collaborare queste tre entità: l’intento di mettere insieme le loro forze è nato dalla volontà di dar voce ad una sempre più serrata lotta alla contraffazione.

Quindi a cosa serve fare sistema?
Il Sistema Prosecco, con il supporto di Istituzioni italiane, svolge attività di monitoraggio internazionale per contrastare marchi che impropriamente utilizzano il termine Prosecco con nomi imitativi/evocativi.
E noi italiani lo sappiamo bene dal Parmesan in poi….

Prosecco
Presidente Prosecco DOC Stefano Zanette

Siamo andati alla Conferenza Stampa dove Stefano Zanette, Presidente del Consorzio del Prosecco Doc, ha dichiarato:
– Garantire la salvaguardia del Prosecco è una delle nostre priorità perché l’enorme successo conseguito a livello mondiale da parte delle tre denominazioni, ha determinato il proliferare di fenomeni dannosi. Nostro compito, come Sistema Prosecco, è cercare di preservare il consumatore e il mondo della produzione da tali rischi lottando affinché a livello nazionale e internazionale vi sia un corretto utilizzo del termine Prosecco”.
Il tutto può nascere solo da azioni legali (come quelle già intraprese in diversi paesi) e soprattutto da una stretta collaborazione con le  forze dell’ordine e le istituzioni internazionali che hanno consentito a Sistema Prosecco il raggiungimento di importanti risultati.
Fin dalla sua costituzione, il Consorzio di tutela della DOC Prosecco ha compreso l’importanza della difesa degli interessi legittimi dei produttori e dei consumatori, vittime, molto spesso inconsapevoli, di illeciti capaci di minare fin dalle sue fondamenta una denominazione.

Ci può anticipare qualche dato?
Sono 400 le segnalazioni di irregolarità intercettate in paesi quali Germania, Regno Unito, Polonia, Olanda, Austria, Irlanda, Svizzera, Croazia, Danimarca, Romania e Spagna. Le illegalità, nella maggior parte dei casi sono state  riscontrate nel canale web relativamente a errata presentazione di prodotti simili o imitativi del Prosecco. Le principali difformità riguardano la vendita di “falso Prosecco alla spina”,  “falso Prosecco in lattina” e  “Falso Prosecco rosè”-.

Sistema Prosecco 2

Ma quanto valgono queste tre denominazioni?
– Stiamo parlando di tre denominazione che valgono mezzo miliardo….di bottiglie!

Perché siete partiti dall’affrontare il problema della contraffazione? 

– Il Prosecco rappresenta oggi una delle denominazioni più conosciute a livello internazionale e tale successo ha solleticato gli appetiti di quanti, (e sono molti!), in modo più o meno raffinato hanno ritenuto di poterne fare “terra di conquista”.

Ma quanti sono gli operatori ed i produttori coinvolti?
– I nostri produttori sono oltre 10.000 che con impegno e dedizione hanno fatto di un prodotto agricolo un’icona del Made in Italy.-

Di che numeri parliamo?
– Milioni di consumatori che nel mondo, con la loro scelta, premiano la qualità delle nostre produzioni.  355 milioni di bottiglie nel 2015…. –

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Presidente consorzio ASOLO Montello

Aggiunge poi Armando Serena, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello (5 milioni di bottiglie dati 2015) che “Il prodotto Prosecco, in ogni bottiglia, rivela l’arte e la cultura del nostro territorio. A questi luoghi sono legati i nomi di Antonio Canova e Eleonora Duse, di Giosuè Carducci e Freya Stark. La denominazione racconta un patrimonio di bellezza e nobiltà dove cultura e coltura sono un connubio impossibile da replicare”.

Questa dichiarazione conserva in sè tutto il sapore della tradizione, ma il legame con la cultura la rende ancor più speciale ed unica. La denominazione di Serena in questo dittongo cultura e coltura non ha eguali.

Abbiamo quindi chiesto a Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, ma perché proteggere il nome?

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Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano

– Proteggere il nostro nome significa anche proteggere la storia e l’identità del nostro prodotto . Infatti da più di tre secoli nei 15 comuni della nostra denominazione la produzione del Prosecco è parte integrante della cultura del territorio.
Oggi le colline tra Conegliano e Valdobbiadene, grazie ai filari che ne ricamano i pendii, per la loro unicità paesaggistica sono candidate a Patrimonio dell’Umanità Unesco. La morfologia del territorio e la difficoltà a lavorarlo ha portato a definire eroica l’agricoltura tra le nostre vigne. Infatti le viti, coltivate tra i 50 e i 500 metri d’altitudine sono lavorate necessariamente a mano, a causa della pendenza che può raggiungere il 70% che rende di fatto impossibile il lavoro meccanico. Elementi che hanno contribuito in maniera significativa al valore e al successo del Prosecco.

Ed a proposito di numeri ricordiamo che il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG corrisponde a 83 milioni di bottiglie nel 2015.

Inoltre, com’è già stato detto, stiamo parlando di un territorio bellissimo, tutto da visitare. Quindi vi invitiamo a pensare di programmare un itinerario di ENOTURISMO, con la valida collaborazione del Consorzio. Non serve il “fai da te” per una programmazione di un viaggio tra esperti. Potete affidarvi allo stesso Consorzio per gustare le bollicine più famose e gustose che ci siano durante un tour nel territorio veneto. Noi ve lo consigliamo.

Al termine della Conferenza Stampa abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare le tre etichette di Prosecco, in mescita da un cortese sommelier che ci illustrava le peculiarità delle tre tipologie. Qui un palato molto raffinato poteva cogliere delle differenze aromatiche, e stilare delle preferenze.

Io li ho assaggiati e “classificati” tutti e tre, ma ora sta a voi verificare!

 Info Prosecco

Sistema Prosecco

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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