Space is Here #1: un viaggio nell’estetica interstellare

ROMA – Space Is Here #1. E’ questo il titolo della mostra che verrà ospitata dal 21 dicembre al 21 gennaio nello spazio espositivo di Curva Pura (via Giuseppe Acerbi 1), contenitore di Arte, Design ed Architettura all’ombra del Gazometro.

La mostra, a cura di Barbara Martusciello e Gianluca Nardacci, si pone come un primo approfondimento sul fenomeno detto Space Age che si caratterizzò per la fiducia collettiva nella corsa all’esplorazione dello Spazio e fu connessa agli sviluppi scientifici e tecnologici a partire dalla metà degli anni Cinquanta, sino a tutti i Sessanta e con diramazioni in gran parte dei Settanta.
Tra i protagonisti troviamo artisti del calibro di Bice Lazzari, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Enrico Castellani, Carlo Nason, Paolo Venini, Luciano Vistosi, Livio Seguso, Lino Sabattini, Cesare Leonardi & Franca Stagi, Pierre Cardin, Mario Schifano, Angelo Brotto, Alberto Burri, Arnaldo Pomodoro, Attilio Pierelli, Elio Marchegiani e altri ancora.

La Space Age ha un inizio ben preciso. La data-cardine è fissata al 1957, anno della messa in orbita intorno alla Terra del primo satellite artificiale: lo Sputnik. Questa, e le tante rivoluzionarie innovazioni anche a seguire, influenzarono la cultura popolare, le Arti, il Design, l’Architettura, la Grafica, la Moda, la Letteratura, il Cinema e ogni espressione capace di assorbire e restituire quest’atmosfera comune assolutamente all’avanguardia.
Protagonisti italiani come Joe Colombo, precursore assoluto di questa e di altre manifestazioni, e come Germana Marucelli con Getulio Alviani e Paolo Scheggi, Lucio Fontana, Fabio Mauri con la storica Luna del 1968, Arnaldo e Giò Pomodoro, ma anche Mario Schifano con le fotografie di viaggio con Nancy Ruspoli al Museo della NASA a Houston nel 1970 e tanti autori concettualmente non radicati nella Space Age ma inevitabilmente affini almeno per un breve periodo, hanno dato vita a opere incredibilmente interstellari; tanti gli oggetti di design dalle forme sferiche, lunari, oblunghe come navicelle spaziali e molto uso di materiali freddi e lucenti quali l’acciaio, l’alluminio, lo specchio, le plastiche, il vetro trattato in modo quasi siderale, e le superfici riflettenti, le citazioni marziane…

Un microcosmo produttivo e creativo molto seduttivo ma forse ancora poco analizzato in Italia specialmente inteso all’interno di una visione globale, contaminata, che affianca e sovrappone i diversi contributi visivi: perché ogni disciplina e linguaggio ha contribuito a dar corpo a una Space Age che fu Space Culture.
Space Age is Here #1 in mostra sino al 21 gennaio 2017 è organizzata da River of Trees, un progetto artistico che indaga, all’interno dello Spazio Curva Pura, le sperimentazioni contemporanee e i nuovi linguaggi italiani e internazionali.

Info: barbara.martusciello@gmail.com

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Redazione

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