Macabro. Grottesco. Dark. Il fantastico mondo di Stefano Bessoni

Macabro. Grottesco. Dark. Il fantastico mondo di Stefano Bessoni

ITALIA – Conoscete Stefano Bessoni? È stato soprannominato il Tim Burton italiano, ma l’appellativo che trovo più congeniale è quello di contaminatore. Regista, illustratore, animatore (tra i più rinomati in Italia nel campo della Stop-motion), scrittore.

Pensare ai regali per la Befana aggirando con ironia la tradizione della classica calza rigonfia di dolcetti con un regalo originale, magari “in tema” con questa figura folcloristica, ecco qualche consiglio spassionato. O forse dovrei dire spaventoso?

Conoscete Stefano Bessoni? È stato soprannominato il Tim Burton italiano, ma l’appellativo che trovo più congeniale è quello di contaminatore. Regista, illustratore, animatore (tra i più rinomati in Italia nel campo della Stop-motion), scrittore. La qualità di questo straordinario artista è tanto complicata quanto polivalente. La sua formazione in campo artistico avviene sotto la guida dell’incisore napoletano Mario Scarpati, che gli tramanda le antiche tecniche calcografiche e gli spalanca la porta della grafica magica dei paesi dell’est, facendogli conoscere autori come Dusan Kallay, Roland Topor, Jiri Anderle, Félicien Rops, che diverranno la base del suo immaginario visivo assieme ad artisti come Dave McKean, Elizabeth McGrath, Mark Ryden e gli esponenti del Pop Surrealism.

Meravigliose le sue tavole, capaci di coniugare una profonda conoscenza del mondo delle fiabe con lo sguardo di un naturalista vittoriano. Molti sono infatti i riferimenti all’anatomia, alla fotografia degli albori, alle wunderkammer (i tedeschi chiamavano così le collezioni di oggetti straordinari e fiabeschi)

Durante tutto il corso della sua carriera, Bessoni si è posto l’obiettivo contaminare i vari generi intrapresi con le fonti più inaspettate, dall’alchimia alle pseudoscienze, dalle antiche leggende, all’entomologia.

In occasione della Festa dell’Epifania, vi consiglio di leggere alcuni dei suoi libri, spesso incentrati su favole classiche, ma raccontati in chiave ironica, grottesca e naturalmente a tinte horror e dark. Ve ne segnaliamo alcuni.

Alice sotto terra, 2012 Logos Edizioni.

Liberamente tratto da Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, il libro trasforma la favola in una macabra e divertente avventura sotterranea, fatta di personaggi inquietanti in preda alle più bizzarre ossessioni. Un piccolo viaggio nel bizzarro mondo del macabro, un mondo dove Alice si trova perfettamente. Il libro è uscito nel 2011 ma nel 2014 è stata proposta una nuova edizione ampliata con l’aggiunta di 7 tavole e nuovi personaggi per omaggiare il genio di Lewis Carrol.

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La copertina del libro “Alice Sotto Terra”, 2012 Logos Edizioni

Pinocchio, 2014 Logos Edizioni.

Stefano Bessoni riprende uno dei personaggi più amati della sua infanzia per personalizzarne le gesta con uno stile narrativo agile e fiorito e le sue riconoscibilissime immagini macabre e divertenti. Il tutto con uno sguardo rivolto al naturalismo, dalla passione per gli insetti all’anatomia umana, dagli scheletri alla fotografia. Si potrebbe dire che nelle mani dell’autore, Pinocchio diventa una bambola shelleyana o lombrosiana, più simile a un mostro che a un burattino.

Nato probabilmente da una grossa radice di mandragola cresciuta ai piedi di una forca, Pinocchio è una creatura bizzarra che si unisce a quella vasta di esseri creati sovvertendo le regole naturali, infelici per vocazione e freak ad ogni costo.

Una reinterpretazione di un grande classico che, andando al di là dell’ambito della narrativa per bambini rivendica il proprio status di opera gotica o romantica, nel solco di Hoffman e Poe.

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La copertina del libro “Pinocchio”, 2014 Logos Edizioni

Stop Motion. La Fabbrica delle Meraviglie, 2014 Logos Edizioni.

Dimenticate i colori sgargianti dei cartoni animati per bambini, gli animaletti canterini dei film della Disney e le storie tranquillizzanti per famigliole felici con lieto fine assicurato, perché la stop-motion è la parte nascosta dell’animazione, quella più misteriosa, oscura, perturbante, quella che le persone ‘normali’ generalmente cercano di evitare e che spesso frettolosamente tendono a etichettare come inquietante”. Così Bessoni introduce lo spettatore al suo manuale, dedicato all’animazione stop-motion. L’autore offre una dettagliata descrizione passo-passo di tutte le tecniche di quella che è un’arte a tutti gli effetti. Dalla preparazione del set, alla tecnica di montaggio, dal Dragonframe alla postproduzione. Se non conoscete minimamente lo stop-motion ma ne siete affascinati, questo è il libro perfetto.

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La copertina del libro Stop.Motion. La Fabbrica delle Meraviglie, 2014 Logos Edizioni

Workshop di stop-motion. Secondo livello. Il burattino, 2016 Logos Edizioni. Si tratta dell’ultima fatica di Stefano Bessoni. In questo libro, l’autore approfondisce la tecnica di animazione dello stop-motion attraverso un laboratorio articolato in due volumi illustrati, corrispondenti al primo e al secondo livello dei workshop che tiene abitualmente in Italia e all’estero. Protagonista assoluto il burattino. Chi non conosce Jack e Sally di Tim Burton’s Nightmare Before Christmas, o Coraline, o ancora Frankenweenie e Fantastic Mr.Fox? Il burattino è il vero attore della meravigliosa disciplina della stop-motion e dei grandi film che abbiamo ammirato con stupore sul grande schermo non hanno certamente nulla da invidiare ai loro colleghi in carne e ossa, anzi in molti casi ottengono notorietà e apprezzamenti ancora maggiori.

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La copertina del libro “Workshop di Stop Motion”. Il Burattino

INFO

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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