Sublimazione della materia e del colore in una casa d’arte

Sublimazione della materia e del colore in una casa d’arte

In una fredda serata romana decido di accettare l’invito per un vernissage di una mostra d’arte con l’esposizione di alcuni giovani artisti italiani. Partecipo sempre più raramente ai party con personaggi che – ahimè – sono sempre più distanti dal mondo artistico e sempre più vicino al solo mondo dello spettacolo. Chiedo dove sia questa galleria d’arte pronta a trovare una scusa, (troppo lontano o troppo difficoltosa da raggiungere se in centro tra divieti vari…), e vengo subito corretta: “non è una galleria d’arte, è una casa d’arte”.

Sala Matteo Puglise
Sala Matteo Puglise

Qui la mia antica curiosità, ultimamente sbiadita dalla media monotona dei vernissage che imperano, si risveglia e, stimolata da questa nuova denominazione affascinante, mi avvio.
In pieno centro, al settimo ed ultimo piano di un palazzo non distante dal Teatro dell’Opera, suono il citofono con il marchio Artribù.
Dall’ingresso mi rendo conto di entrare in un appartamento, (chiaramente un bellissimo appartamento!) dai soffitti alti come tutti quelli dei palazzi storici, ma con ambienti minimalisti che lasciano spazio alla luce ed al movimento. Alle pareti ci sono corpi scolpiti di uomini anatomicamente perfetti che con aggressività tendono i loro muscoli fuoriuscendo dai muri. Le luci che li illuminano creano giochi di ombre nello spazio tridimensionale che li ospita. Le sculture emergono così dal nulla, invadendo lo spazio con prepotenza.
Continuando ad attraversare il corridoio entro in una sala quadrata dove al centro ed ai lati troneggiano sculture di corpi di donne nudi, a dimensioni reali, che emergono da tronchi di legno scolpito e terminano con l’intervento della resina che si fonde e confonde nel legno, nelle nervature del corpo e della materia.
Procedo poi in un’altra sala dove c’è un buffet allestito su un grande tavolo ovale. La sala è illuminata a giorno, a differenza di quelle precedentemente attraversate, e qui rimango abbagliata dall’intensità del colore che si concentra nelle tele disposte sui muri di un bianco candido. Sono paesaggi, ma in realtà sono visioni, di Napoli ed altre città nei loro angoli segreti. I palazzi ed i cortili sono così interpretati e trasformati in tele monocrome dove la forza della luce, della magia e della trasfigurazione convertono la realtà in immaginazione per poi trasformarla nuovamente in una realtà surreale.
Eccomi dunque nell’esclusivo salotto espositivo romano, di arte moderna e contemporanea, nato grazie alla passione per l’arte di Claudio Proietti.
Lo ringrazio dell’invito, e nell’informalità della situazione, mi introduce ai suoi ospiti lasciandomi immergere in un’atmosfera rilassata, con buona musica di sottofondo, comodi divani di design che ci accolgono, in una piacevole cornice che ci mette a nostro agio proprio come in una serata a casa tra amici.
“È proprio questo lo spirito di Artribù…”, mi spiega il suo fondatore. “Il marchio è nato già nove anni fa, ma ha preso forma in questo salotto solo dal 2007, anno d’inaugurazione”. Artribù si differenzia da una galleria per l’atmosfera, incarnando un punto d’incontro per collezionisti e persone che amano discorrere della cultura, mosse da una forte passione di ricerca e rispetto verso l’arte.

Qui si alternano vernissage espositivi ogni tre mesi circa, a cui partecipano celebri maestri così come artisti emergenti con i quali la casa ha rapporti diretti. E oggi qui incontro i tre protagonisti della mostra Sublimazioni: Matteo Pugliese, creatore delle sculture che con prepotenza dominano le pareti; Aron Demetz, che attraverso le sue donne ci introduce al mistero della materia e della sua trasformazione; e Tommaso Ottieri, che nei suoi quadri (grazie al tratto costruttivo che deriva dall’esperienza di architetto), rappresenta strutture apparentemente perfette e reali, che poi si deformano, prendono vita, si ampliano e muovono in vortici di energia. I tre artisti rappresentano la sublimazione della materia, del colore e dell’energia nelle loro arti, dando vita a questo vernissage espositivo dove tutto è più autentico ed immediato, nella calda atmosfera di un salotto privato.

mostra HIGH QUALITY – SELECTION,
giovedì 6 dicembre 2012
Opere in mostra di: Matteo Basilè, Aron Demetz, Omar Galliani, Jonathan Guaitamacchi, Luca Pignatelli, Matteo Pugliese, Nicola Samorì, Tommaso Ottieri, Troilo.

Sublimazione

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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