Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street

Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street

Il musical americano “Sweeney Todd” è uno dei più bei musical degli ultimi anni, avendo tutti gli elementi utili ad un plot di successo: macabro, dark, cruento, bizzarro, inquietante, forse anche la storia è in parte vera e a questo si aggiunge anche l’elemento perturbante. Il fatto poi, di essere persino accompagnato da una musica superba spiega il favore della critica che si sposa a quello del pubblico, tutto questo sin dal suo esordio avvenuto più di 30 anni fa.

Lo stesso soggetto ha anche visto una recente trasposizione cinematografica con la regia di Tim Burton, le magistrali interpretazione di Johnny Depp e Helena Bohnam-Carter nei ruoli dei protagonisti principali, ma senza voler nulla togliere alla pellicola di cui sopra “Sweeney Todd” si apprezza molto di più nella sua completezza e dal vivo.

La vicenda è sospesa a metà strada fra la storia e la finzione, la leggenda popolare e quella metropolitana… ma se poche e non chiare notizie riguardano il “vero” Sweeney Todd di cui paradossalmente si conosce anche la data di nascita (16/10/1756) si sa per certo che l’opera, così articolata e con esigenti pretese canore, ha invece visto la luce il 1° marzo 1979.
Nato dalla penna di Steven Sondhaim che ne ha composto sia la musica che i testi: prerogativa questa – spartito e libretto insieme – di ricordo wagneriano, non c’è dubbio.
L’ambientazione però si colloca in una Londra fosca e sulfurea della prima metà del 1800, precisamente in Fleet Street, a quel tempo strada assai malfamata; al giorno d’oggi non è più così (forse!) poiché parecchi studi legali lì, vi hanno sede.
Sweeney Todd (Filippo Musenga) è un forzato che ha scontato la sua pena durante gli ultimi 15 anni, successivamente ritorna a Londra per riallacciarsi al suo passato ma sotto nuove vesti: in realtà lui è Benjamin Barker, barbiere di Fleet Street. Al tempo in cui era ancora Benjamin Barker, viveva felicemente innamorato e sposato con Lucy (Valeria Tomasi) fintanto che a rovinare l’idillio, non fece la sua comparsa un uomo corrotto: il giudice Turpin (Brian Boccuni) a sua volta invaghito della bellissima sposa.
Turpin non trovò disdicevole sbarazzarsi del consorte inviandolo ai lavori forzati e tramite questa scorciatoia, realizzare il suo capriccio per Lucy, già madre della piccola Johanna.
Con il suo ritorno in patria, Sweeney porterà avanti una vendetta tanto terribile quanto impietosa, coinvolgendo chiunque incroci il suo passo; non agirà da solo, ma con l’aiuto della più improbabile pasticcera della città: Mrs Lovett (Maddalena Luppi) che ama Sweeney, non ricambiata. Con un’efferatezza che rasenta quella espressa dal Jacobean Drama e una crudezza tanto pratica nonché surreale insieme, i due saranno complici di una serie (la leggenda riporta circa 160 vittime!) di omicidi. La sparizione delle vittime sarà assicurata e quasi totale, finendo queste fra gli ingredienti delle tortine ripiene della Lovett che nel frattempo si era quasi ‘migliorata’, al punto che le sue ‘gustosissime’ tortine ripiene di carne, andavano a ruba. Inevitabilmente questa impennata degli affari (considerato anche che l’ingrediente principale era a costi zero!) aveva portato la pasticcera a fantasticare su di un suo possibile matrimonio con Sweeney e il loro trasferimento altrove, magari in un posto di mare.

La realizzazione di Sweeney Todd da parte degli allievi/artisti della Bernstein School of Musical Theater è stata, ancora una volta, di sicuro impatto emotivo: se pensiamo a degli “allievi” dobbiamo riconoscere come già siano padroni della scena e bravi sia nella recitazione ma soprattutto nel canto.
Il cast di domenica ha portato alla ribalta le figure protagoniste, scelte con criterio per i ruoli rivestiti. Interessante e di qualità la performance del protagonista Todd/Filippo Musenga, molto espressivo, intenso, con una voce scura, profonda in linea con quella del suo personaggio e che trovava un valido contraltare in Lovett/Maddalena Luppi sua partner energica e spiritosa, dotata di una buona timbrica vocale.
Le parti corali sono state di effetto, il coro ha sia una funzione narrativa sia molto spazio per esprimerla; se non avesse ‘lavorato bene’ – come ha fatto – si sarebbe pregiudicata la buona riuscita del musical.
I musicisti, nonostante l’organico ridotto, del pomeriggio, sono riusciti a non far rimpiangere l’orchestra al completo, agili, bravi e ottimamente diretti dal maestro Giambattista Giocoli. La musica Sweeney Todd è semplicemente bellissima, descrittiva a tratti e anticipatoria insieme; gli esecutori Stefano Bussoli (percussioni) e Lorenzo Meo (tastiere) ne hanno dato un’ottima resa.
Riguardo la regia (Shawna Farrell) intelligente e azzeccatissima la scelta di verticalizzare le scene anche perché lo spazio non consentiva troppe libertà, ispirandosi anche in parte alla versione teatrale celeberrima con Dame Angela Landsbury, nel ruolo della Lovett.
Belli anche i costumi.
Nonostante il pomeriggio afoso, il pubblico c’era e ha dimostrato un sincero divertimento e molto entusiasmo, indicatori questi di come i musical della Bernstein School siano ormai entrati nel cuore delle persone mentre un crescente numero di affezionati, premia tutta la gran fatica che c’è dietro ad ogni spettacolo.

Photo by Robin T Photography. All rights reserved. Use by permission

Domenica ore 14 e 50 circa, un caldo pomeriggio e alle 15 e 30 avrà inizio lo spettacolo ma prima devo incontrare alcune figure chiave del Musical, il tempo è pochissimo…

Intervista a Filippo Musenga, protagonista del Musical Sweeney Todd

D.F.: Parliamo un po’ del tuo personaggio, la Storia non è chiara a riguardo: è esistito o non è esistito? Teatralmente, però, funziona benissimo, ma il ‘reale Sweeney Todd e le sue 160 vittime o quasi, non sono uno scherzo. Un musical molto amato certamente, ma il protagonista non lo è…qual è il tuo parere?
F.M.: È il classico tipo di antieroe che ha fascino nel momento che è protagonista della sua storia, ma se lo si analizza un po’ più oggettivamente è veramente un mostro senza pari… un personaggio bellissimo da interpretare. È una persona che ha sofferto tantissimo e la cosa più difficile per me è concepire – del personaggio – questo scatto di follia che ha nel vendicarsi; cosa abbastanza ‘legittima’ nel momento in cui gli viene fatto tutto ciò che gli è stato fatto (…) e che legittima l’uccidere chiunque, per non affrontare il lutto che gli è successo. Lui, infatti, non è in grado di affrontarlo e quindi mantiene questo ‘rapporto’ con la famiglia, con la moglie persa, sostituendolo con il progetto della vendetta per il giudice. Ancora più mostruosamente, questo spirito di rivalsa, prende il posto dell’affetto che aveva verso i propri cari, come si sente nel quartetto di Johanna, nel 2° atto, uno dei pezzi più belli del musical, secondo me.
È un personaggio psicologicamente impegnativo, è bellissimo anche perché è di una fragilità mostruosa. Nel finale poi passa da figura di potere, fuori controllo, annientato, tradito e completamente distrutto: dovresti sentire pietà per lui! È una vittima Sweeney Todd, dall’inizio alla fine, come tutti i carnefici è una vittima!

D.F.: Dal punto di vista artistico che difficoltà ti pone questo ruolo?
F.M.: Una delle difficoltà maggiori, a parte la psicologia del personaggio, è a livello di età siamo molto fuori parte: bisognerebbe avere 35 o 40 anni (…) Diciamo che oltre al fatto dell’età, c’è anche una ricerca del ‘fisico’ molto particolare; la progressione del personaggio dal dolore alla follia (…) vocalmente è molto impegnativo. (…) ha molti urlati e la parte vuole sia il bel canto, l’impostazione lirica ma con tantissime ‘sporcature’.

D.F.: Il tuo percorso musicale come si è costruito?
F.M.: Il mio percorso è stato molto vario: ho iniziato quando ero molto piccolo a suonare dapprima le percussioni poi il pianoforte; ho fatto 3 anni al conservatorio poi ho avuto un periodo di sperimentazione musicale, in cui ho studiato di nuovo il pianoforte, composizione, chitarra, poi ho iniziato a studiare canto: musical, lirica; poi per caso sono entrato in contatto con la BSMT – consigliato durante uno spettacolo dove in realtà facevo il batterista! Ho fatto l’audizione alla Bernstein sono entrato, mi è andata bene (…) è andata bene. Ho studiato recitazione perché è fondamentale per questo tipo di teatro.

Intervista a Maddalena Luppi, co-protagonista nel ruolo di Mrs Lovett

D.F.: Conosco “Sweeney Todd” e sono contentissima di vedere poi il vostro spettacolo, ti chiederei di raccontarmi il tuo punto di vista circa il personaggio che interpreti.
M.L.:Io mi ritengo estremamente fortunata di poter affrontare un’avventura del genere perché conosco “Sweeney Todd”: è uno dei primi musical con cui sono venuta a contatto ed è un musical che ho sempre desiderato fare…
D.F.: …Come Helena Bonham Carter…
M.L.: Infatti, mi ricordo che avevo letto anch’io quell’intervista. Ti lascio pensare che io e la mia migliore amica abbiamo guardato il film di “Sweeney Todd” in tutte le lingue perché lo amavamo troppo. Infatti quando Shawna quest’anno ci ha detto che avremmo fatto Sweeney Todd è stata una gioia più grande che abbia mai avuto. Perché io alla BSMT volevo fare due spettacoli: “I Miserabili” (l’ho fatto il primo anno) e “Sweeney Todd” con Mrs Lovett che è un ruolo… come non ne troverò mai uno uguale: è meraviglioso! (…) Già Sondheim ha un motivo per ogni nota poi questo lavoro in particolare (…) Mrs Lovett ha un ruolo difficile, più difficile di tutti però è meraviglioso oltre ogni dire, credo. È famosa per la sua parlantina e canta più di tutti (…) comunque è uno dei personaggi più difficile che mi capiterà di incontrare: mentre Sweeney uccide per vendetta, la Lovett non ha un motivo, si sveglia e dice: “che peccato che abbiamo un morto su facciamone dei tortini”.
D.F.: È una donna pratica, ricicla tutto… un’ecologista ante literam!?
M.L.: Pratica e pragmatica sì. Perciò è difficile capire nella mente di questa donna cosa ci possa essere. Io proprio grazie a questo ruolo sono cresciuta tanto e in maniera assoluta. Quando sono entrata alla BSMT non avevo mai studiato canto, sì avevo fatto dei corsi di musical, ma non era la stessa cosa rispetto a come si studia qui. Sono arrivata a livelli come non mi sarei mai aspettata e questo in soli 3 anni. Ovvio, questo è solo l’inizio, non mi ritengo per niente arrivata. So che altrove non si troverà mai un ambiente come la BSMT, un mondo che si è creata Shawna e purtroppo fuori funziona in modo diverso. Le possibilità che abbiamo di esprimerci qui non ci sono altrove ed è una grande fortuna per noi. Io ho conosciuto ragazze di altre scuole di musical…ma niente è come la BMST!
D.F.: Come hai scoperto il mondo della musica e come è il tuo interesse per il palcoscenico?
M.L.: Io cantavo per passione, sin da piccola. A 4 anni che sono salita su di un palco per la prima volta e mi sono innamorata; il mio unico vero grande amore è stare su di un palco: è la mia anima gemella; (…) ogni volta che mi han dato la possibilità di salirci, io ci andavo! Quindi ho fatto corsi di teatro alle scuole superiori (…) e dopo la maturità mi sono detta: “Cosa faccio adesso?” Così ho fatto l’audizione alla BSMT , mi hanno presa e ora sono quasi diplomata.
D.F.: Un grande entusiasmo per il musical.
M.L.: Sì. Parlerei per ore! Si può dire che di musical così ne servirebbero di più (…) c’è un mondo dietro interessantissimo, soprattutto per quelli di Sondheim bisognerebbe vederli e rivederli e con Sondheim non ti basta mai.
D.F.: Più investighi l’opera più si crea un legame affettivo…
M.L.: Sì, e poi è un peccato andare in scena solo poche repliche è un peccato che finisca qua sarebbe molto bello poterlo portare in giro. (…) ma io ho sempre la speranza!

Dal 19 al 22 giugno 2014 – ore 21.00

Cortile del Piccolo Teatro del Baraccano
SWEENEY TODD
Musiche e Liriche di Stephen Sondheim
BSMT Productions in coproduzione con Atti Sonori
Regia di Shawna Farrell
Regista associato: Mauro Simone
Direzione Musicale: Vincenzo Li Causi
Coreografie: Marcello Fanni
Direzione orchestra: Gianbattista Giocoli

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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