In Tè, a Bologna il Thè come non l’avete mai visto

In Tè, a Bologna il Thè come non l’avete mai visto

BOLOGNA – Si è appena conclusa con successo la prima edizione di IN•TÈ Festival, rassegna dei migliori tè in circolazione nel nostro Paese. Noi di MyWhere c’eravamo e vogliamo raccontarvi com’è andata!

Il tè è una bevanda speciale. La leggenda narra che l’imperatore cinese Chen Nung, un fanatico dell’igiene, si era imposto di bere solo acqua bollita. In un giorno del 2037 a.C., mentre riposava sotto un albero, il vento trasportò alcune foglie nella sua tazza ricolma di acqua bollente. Nessuno sa perché, indispettito, non la rovesciò per terra. Invece di incazzarsi decise di assaggiarla sostenendo che ciò che arrivava dal Cielo non poteva generare altro dall’Armonia. È così nacque l’arte del tè.

Aldilà delle leggende, oggi sappiamo che fin dai tempi più remoti la pianta del tè originaria della Cina merionale, veniva utilizzata per le sue proprietà di alleviare la fatica, dilettare lo spirito, rafforzare la volontà e curare la vista.

Verso la fine del XVI secolo, numerosi viaggiatori europei,diffusero la notizia che in Oriente, dalle foglie di un arbusto (Camellia Sinesis) ricavavano una gradevolissima bevanda. Bisognò attendere il 1610 affinché le navi della Compagnia Olandese delle Indie portassero nel nostro continente le prime spedizioni di Tè. La sua diffusione non fu particolarmente rapida. Nel 1636 era conosciuto in Francia, nel 1638 in Russia, in Inghilterra arrivò nel 1650. All’inizio era una bevanda per ricchi e incontrò una decisa opposizione da parte di numerosi moralisti che ne predicavano l’indecenza e la dannosità. Tuttavia alla metà del settecento il consumo del tè sia a colazione che nel pomeriggio era già diventato una tradizione in tutto l’impero britannico.

Da quei giorni la sua diffusione in tutto l’occidente divenne rapidissima, e oggi si può dire che non esista individuo completamente immune al fascino di una bevanda particolarmente indicata per trascorrere serenamente il tempo di una conversazione o per quei momenti di meditazione che punteggiano le rumorose e nevrotiche ore dedicate agli affari quotidiani.

Ma se in contesto anglosassone il tè è divenuto una bevanda leader di notevole valore simbolico e capace di generare una economia significativa, nel nostro Paese rappresenta una fonte di consumo nettamente inferiore ai suoi valori organolettici e ai significati che la sua lunga storia condensa. Tuttavia, bisogna aggiungere che il mercato da alcuni anni sta crescendo e che gli interessi culturali implicati dalla bevanda continuano ad aggregare schiere di fans e di curiosi attirati dal fascino di una bevanda che come poche altre ha la vocazione di rasserenare gli individui.

Ecco perché l’ideatrice del primo Festival del tè, Silvia Bertolazzi, insieme a Marcella Tusa, hanno probabilmente colto il momento giusto per creare un evento che, ripetendosi ogni anno, porterà la cultura del tè a diffondersi attraverso le narrazioni giuste per catturare l’attenzione di chi, pur conoscendolo, non ne ha mai sperimentato il gioco di variazioni che nel corso dei secoli lo hanno trasformato nella bevanda in cui meglio confluiscono effetti terapeutici, emozionali, intellettuali, generando propensioni a trasformarla in un vero e proprio stile di consumo e di vita.

La prima edizione del festival, molto elegante e gradevole per il pubblico è stata organizzata dal 7/9 aprile a Palazzo dei Toschi, nel cuore di Bologna. Particolarmente indovinata è stata la partnership con Bologna in Fiore. Tutti gli appassionati del cerimoniale del tè sanno che lo spazio in cui si consuma è importante quanto il prodotto in sè. Arrivare al Festival attraversando una piazza stracolma di fiori ha arricchito l’esperienza della ricchissima serie di degustazioni che avevano il compito di far assaggiare le mille possibilità che questa bevanda possiede per allargare la nostra conoscenza sui molteplici significati del benessere interiore.

La prima edizione è stata dedicata allo Sri Lanka che proprio quest’anno festeggia i 150 anni dalla nascita delle prime piantagioni. Oltre alle innumerevoli ricette per ottenere sorprendenti e innovativi tè, il pubblico ha potuto gustare anche le nuove contaminazioni con il food che a mio avviso rappresentano il futuro sviluppo di questo conosciutissimo sconosciuto prodotto.

IN•TÈ Festival 7-8-9 aprile

Salone Banca di Bologna

Palazzo Dè Toschi

Piazza Minghetti 4D – Bologna

INFO

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Thè

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Antonio Bramclet

Sono nato in un invisibile paesotto del quale ho dimenticato il nome. Dopo l’adolescenza ho studiato musica laureandomi con una tesi intitolata “Il tamburo e le passioni della post modernità”. Preso atto dell’impossibilità di trovare un lavoro in Italia, ho fatto per anni il suonatore di bongo nei nightclub club di Malindi. Poi mi sono trasferito in Madagascar come accompagnatore di turisti tristi, desiderosi di conoscere piante esotiche dal nome impossibile. Qui ho cominciato a fare false recensioni di mostre ed eventi, recuperati via internet, mai visti di persona. Il piacere di rivivere con la scrittura le cose del mondo non mi ha più abbandonato.
Antonio Bramclet

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2 Responses to "In Tè, a Bologna il Thè come non l’avete mai visto"

  1. Vincenza   11 Aprile 2017 at 16:50

    Bellissima manifestazione ricca di scoperte. Non pensavo che il té avesse tante interpretazioni. Mi è piaciuto anche il programma culturale.

    Rispondi
    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   11 Aprile 2017 at 17:50

      Io non ci sono stata, e non so se, qualora fossi stata a Bologna, ci sarei andata. A Roma ci sono molti locali storici per il rito del the, tutti bellissimi che rispettano le tradizioni, dalle più famose del rito del the inglese a quelli asiatici, ma li frequento troppo saltuariamente. Sarà per l’assenza di tempo. Ad ogni modo trovo che una manifestazione che collega fiori, the, e tradizioni incuriosisca senz’altro. Complimenti alle organizzatrici per l’iniziativa.

      Rispondi

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