The Blues Legend: la leggenda si traduce in Musical

The Blues Legend: la leggenda si traduce in Musical

Secondo e ultimo appuntamento ieri pomeriggio all’Europa Auditorium dove ha impazzato  The Blues Legend, testo scritto e diretto da Chiara Noschese.

Atmosfera elettrizzante dove una crew dinamica, unanimemente compatta per le ottime qualità vocali ed espressive, sulle quali ben risalta la protagonista, una grintosa Loretta Grace, ha dato vita ad uno spettacolo di ottima qualità. Musical dalla trama lineare, tutta incentrata a far risaltare le stupende melodie Soul, Rithm & Blues a commento sonoro di un’epoca e più generazioni; operazione quella di inserirle, proficua nell’economia del copione perché   nel succedersi, ben rispecchiano il discorso narrativo.

Dodici interpreti per due fazioni che si fronteggiano, si sfidano, si dichiarano guerra ma che sapranno ritrovarsi e comporre una alternativa comune, solo verso la fine. Pratiche, pragmatiche e gran lavoratrici -da una parte- le donne contrapposte ad inconcludenti, disastrosi, poco concreti e inaffidabili uomini. Tanto sgobbone le une, quanto approfittatori, talvolta scrocconi e dipendenti i secondi,  con l’unica certezza questi ultimi che “se tu conosci il Blues e il Soul allora vuol dire che hai capito tutto della vita”. Peccato però che loro conoscano solo questo, non sufficiente a far loro sbarcare il lunario: d’accordo avere dei sogni ma questi ultimi devono “essere alla tua portata, altrimenti sono una perdita di tempo”.

Si aggiunga poi che dopo aver messo da parte musica, strumenti e canto, adattandosi ad un’esistenza più volta alla mera sopravvivenza, non sono forse in grado di affrontare il palco per quell’unico ingaggio ricevuto: uno spettacolo per l’inaugurazione, di un centro commerciale, tanto per riprendere un discorso interrotto. Che fare? Ecco allora che la generosità femminile, dichiarata dall’inizio e troppo spesso mal ripagata in corso d’opera, entra in azione: riappacificati gli animi, insieme sapranno ridare vita ad un unicum musicale,  coronando le aspettative che poi in fondo sono comuni a tutti: fare musica e riscattarsi da un’esistenza sbiadita.

Questo in nocciolo, l’essenza della trama, ma l’aspetto interessante è chiaramente quello musicale. Di musica ce n’è tantissima, suonata molto bene e interpretata ottimamente; gli artisti, si può dire che cantino dall’inizio alla fine. Partendo da quell’accenno a “Memories”, lasciato poi cadere per una bellissima  versione di “Think” seguono “Sweet Home Chicago” e “Soul Man”;   convinti che la musica sia la loro missione, sarà un via andare a interpretare brani notissimi quali: “Shake your feather tail”, “I say a little pray for you”, “Hello Sunshine”, “Stand by me” fino a “I feel good” che sancirà il gran finale e tantissime altre ancora, rese in modo più che egregio.

Un intervallo minimo da un tempo all’altro, lasciando quei recitativi abbastanza brevi specialmente nella seconda parte, per dare sia un filo logico all’andamento narrativo che per rivolgersi a un pubblico divertito, rendendolo parte attiva, dell’avvenimento.

Le voci sono tutte molto belle, l’accompagnamento musicale dal vivo è di buona levatura. Belle anche le coreografie, sebbene il ballo sia percentualmente in dose minore rispetto la canzone. Le scenografie molto essenziali ma con un abbondante uso di immagini proiettate sui sipari mobili a commento di quanto avviene in scena hanno conferito snellezza e unitarietà, i costumi sono stati disegnati niente di meno che da Giorgio Armani! Uno spettacolo di buon livello, altamente raccomandabile, dove si ride malgrado le storie drammatiche che ogni personaggio reca, ognuno ha un passato, una storia, un motivo che spieghi il proprio fallimento ma alla fine, come in ogni favola, il lavoro e il talento vengono ricompensati anche perché “quando un uomo non ha più davanti a sé nessuna scelta, all’improvviso ha tutte le scelte del mondo”

Superfluo aggiungere quanto siano stati applauditi e quale sia stato il grado di tangibile apprezzamento da parte del pubblico petroniano là in piedi ad applaudire Loretta Grace, Silvia Di Stefano, Floriana Monici , Loredana Fadda , Cristina Benedetti, Martina Biscetti, Simone Colombari, Fabrizio Checcacci , Heron Borelli , Samuele Cavallo, Mario Acampa e  Lorenzo Tognocchi.

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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