The Final (Sequence) Countdown

The Final (Sequence) Countdown

E alla fine, ecco che inizia la trepida attesa del terzo e ultimo episodio della trilogia del Centipede Umano, un progetto horror interamente partorito dal visionario Tom Six (sceneggiatura, regia, soggetto e produzione sono sue).
L’uscita è prevista per il 2014 ma i lavori sono già iniziati.
Per chi non conoscesse questi brillanti gioiellini, facciamo un passo indietro. Tutto nasce nel 2010 quando, improvvisamente, il passaparola in rete permette ai fanatici di tutto il mondo di conoscere le gesta del prof. Heiter, un emerito chirurgo tedesco specializzato in divisione di gemelli siamesi. imagesdCome nel più perfetto dei cervelli criminali, però, l’inquietante specialista (ormai in pensione) nasconde una perversa e complementare passione per l’unione. Il suo personale progetto medico è diventare il creatore di un essere artificiale composto da tre cavie accuratamente cucite tra loro per formare un millepiedi umano con un unico tubo digerente. Meglio per i lettori più sensibili non specificare come (allora faccio di peggio? Ve lo mostro?).
Dopo questo capolavoro di genere, ma prima del secondo capitolo della trilogia ecco comparire, un altro capolavoro: la parodia che i creatori di South Park chiamano Human CentiPad: assolutamente impossibile spiegare a parole la perfezione di questo episodio (il primo) della quindicesima stagione.
Sembra che tutto ciò che riguardi Human Centipede sia destinato a fare scintille oltre che scalpore.
Come volevasi dimostrare, infatti, nel 2011 esce finalmente anche il secondo capitolo.
In questo film (che tanti, ma non il sottoscritto) reputano inferiore al primo, è un inquietante soggetto (Martin) fanatico malato di mente (acutamente definito “subumano” sul sito horror.it) a ridare vita al vecchio e insano progetto del fu Dr. Heiter.
Martin è tanto ossessionato dai progetti del chirurgo tedesco da guardare e riguardare il film e prendere appunti per tentare di ricreare una copia umana del centopiedi carnivoro che tiene nel suo terrario. Per fare ciò, però, ha bisogno di ben 10 esseri umani. Quelli li trova ma le nozioni tecnico-pratiche da chirurgo, queste no. Ed ecco che in luogo di bisturi e filo chirurgico vediamo usare sulle vittime forbici e pinzatrice… Solo il bianco e nero delle immagini riesce a placare l’etica dei nostri occhi, ed è quasi un peccato.
imagesUn piccolo ma importante aneddoto: l’ossessione del protagonista del secondo capito è così grande che lo spinge a rapire anche una delle attrici della prima pellicola (Ashlynn Yennie) che, interpretando sé stessa,permette a The Human Centipede II (full sequence) di rientrare nel particolare novero dei metafilm.
Quindi, come dicevo, eccoci in attesa dell’ultimo lavoro: The Human Centipede III (final sequence). Già si parla di una prigione come ambientazione, più di 500 vittime coinvolte e immagini ancora più crude delle precedenti. Staremo a vedere.
Se è vero che il genere horror è sempre stato il termometro delle paure e delle perversioni delle varie società da cui provengono resta da chiedersi: ma qui, Tom Six, cosa avrà voluto dire? Vorrebbe sfiorare il delicato tema della sfida dell’uomo alla Natura? Esplorare le intricate perversione umane? Nulla di tutto ciò?
Certo è che gli va riconosciuto un innegabile talento registico e il conseguente merito di aver ridato ossigeno a un genere che difficilmente riesce a produrre oggettivi capolavori. Per esempio, quando su Amazon comprai il primo dei due film al momento sul mercato (il secondo capitolo era ancora in fase di realizzazione), il sito mi propose l’acquisto di A Serbian film. Lo presi. Una cagata pazzesca; un film fatto per scandalizzare, che riesce solo a schifare.
Esiste una sottile corda tesa tra lo scandalo e il ribrezzo.
Il pregio della saga del Centipede è questa, camminare in equilibrio su questo filo senza precipitare.

Marco Leoni

Bergamsco di sangue e granadino per definizione. Di natura, indole e formazione bolognese ma con quartier generale nella Brianza periferica in attesa di accedere allo status di milanoide (ops! milanese) in seguito all’accorpamento delle province. Aspirante tecnico di professione, videomaker occasionale con un’infatuazione perenne per le parole ma innamorato perdutamente delle immagini. Sposo della fresca, frizzante e irriverente comunicazione, esplicitamente ammiccante verso il nonsense con una passione smisurata per il cinismo. Appassionato di cinema, musica, letteratura, fotografia, politica e della polemica cerca aderenze con sé stesso. Astenersi perditempo.
Marco Leoni

Latest posts by Marco Leoni (see all)

Leave a Reply

Your email address will not be published.