The Other Side: un omaggio a Michelangelo e Caravaggio

The Other Side: un omaggio a Michelangelo e Caravaggio

FORLI _ All’Oratorio San Sebastiano a Forlì fino al 23 giugno. L’idea e la realtà sono al centro della riflessione di Ignazio Fresu, Federica Giulianini e Luca Medici.

The Other Side un progetto artistico a cura di Jana Liskova che rende omaggio a due grandi maestri quali Michelangelo e Caravaggio, con l’intento di rivisitare la loro poetica in chiave contemporanea. L’estetica totale di Michelangelo e la realtà drammatica e umana di Caravaggio sono stati i due poli apparentemente contraddittori ma complementari che si sono concretizzati nei lavori site-specific di: Ignazio Fresu, Federica Giulianini e Luca Medici.

L’allestimento immersivo e di grande impatto gioca con il tema della transitorietà e del non-riconoscimento dell’universale. Un vero e proprio viaggio, un’esplorazione nel nostro inconscio, un percorso senza confini “on the other side”, che unisce lo spettatore e l’artista in un’esperienza totalizzante, dove il vissuto dell’osservatore crea il dialogo con quello dell’artista stesso.

I tre artisti

Ignazio Fresu in L’ultima cena, realizza una tavola ricolma di oggetti. I tredici posti apparecchiati sono vuoti e Cristo e gli apostoli sono misteriosamente assenti. Siamo dinnanzi a una natura morta che richiama la fragilità e la caducità del mondo dei sensi. Perché tutto è bloccato e irrigidito in una materia dura come pietra e bianca come marmo, dalla tovaglia ai piatti, dal pane all’uva, a eccezione solo delle bottiglie e delle coppe trasparenti che richiamano i cristalli seicenteschi.

Ignazio Fresu

Federica Giulianini in collaborazione con il regista Fabrizio Fantini realizza il video Conformazione. La tecnica video in slow motion è cosciente, come i processi delle forme che lo costituiscono, l’unico spazio temporale è determinato dalla fruizione dell’artista che osserva i soggetti rocciosi. L’opera video risulta la docu-visione dell’atto che precede la colorazione delle tele dell’artista, dandone allo spettatore la visione di una suggestiva soluzione di continuità organica.

Federica Giulianini

Luca Medici in Accumulazioni interiori, attraverso il riuso di materiali di recupero, stracci e objets trouvés, indaga il tema dell’identità e dell’anima. La frammentazione dell’individuo da parte della società e la profonda drammaticità dell’esistenza sono responsabili di una tensione che polarizza e divide l’uomo tra reale e immaginario, tra immanenza e finitezza.
Differenziandosi dal ready-made duchampiano, gli oggetti si presentano con la funzione di manifestare il carattere immaginario del quotidiano e la sorpresa della sua presenza. Un quotidiano contraddittorio, scomodo, in relazione ad aspetti della società che rendono l’esistenza sempre più assoggettata a un addormentamento emotivo.

Luca Medici

The Other Side: L’ostinata ricerca di (non) ideali senza tempo
9 – 23 giugno 2018
Oratorio di San Sebastiano, Piazza Guido da Montefeltro, Forlì
A cura di Jana Liskova
Inaugurazione: 9 giugno 2018, ore 18
Orari di apertura:
mercoledì e venerdì dalle 18 alle 20:30
sabato dalle 17 alle 20, domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20
Ingresso libero

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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