Torino Updates #4. I premi di Artissima

Torino Updates #4. I premi di Artissima

Nei giorni della kermesse Artissima  2013 sono stati assegnati diversi premiMomenti durante l'inaugurazione di Artissima

Momenti durante l’inaugurazione di Artissima

Va in ex a equo a due artiste , il Premio illy Present: Caroline Achaintre (1969, Toulouse, Francia) presentata dalla galleria Arcade di Londra, e Fatma Bucak (1982, Iskenderun, Turchia) presentata dalla galleria Alberto Peola di Torino. Il premio, dalla scorsa edizione, consiste nella produzione di una mostra del vincitori nella prestigiosa sede del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in occasione di Artissima 2014. Present Future rappresenta una importante piattaforma di lancio per i nuovi talenti dell’ultima generazione artistica.

La giuria internazionale del Premio Fondazione Guido Carbone New Entries 2013 – composta da Emre Baykal, Direttore e Curatore, ARTER Istanbul; Suzanne Cotter, Direttrice del Museu Serralves, Porto; Jochen Volz, Direttore Programmi della Serpentine Gallery, Londra; Laura Viale, artista, membro permanente in rappresentanza della famiglia di Guido Carbone, Bruxelles – ha deciso con parere unanime di premiare, tra le 27 gallerie selezionate per la sezione New Entries, la galleria Antoine Levi di Parigi. Il Premio, consistente in 5.000 euro, è stato assegnato ad Antoine Levi per essersi distinta “per la particolare freschezza ed energia delle proposte”.

Petrit Halilaj è il vincitore del Premio Fondazione Ettore Fico 2013, con l’opera Cleopatra (2013), presentata dalla Galleria Chert di Berlino (Main Section). Il Premio, istituito nel 2009, viene assegnato a un giovane artista scelto tra tutte le gallerie presenti in fiera. L’opera entrerà a far parte della collezione del costituendo Museo Ettore Fico, insieme alle altre 5 acquisizioni della Fondazione ad Artissima 2013.

L'opera di Petrit Halilaj vincitrice del premio
L’opera di Petrit Halilaj vincitrice del premio Fondazione Ettore Fico

Si sta per chiudere il week torinese con numeri incredibile ma noi abbiamo ancora molto da raccontarti. State con noi

Simona Gavioli

A chi mi chiede perché amo l’arte rispondo cosi:
Sono nata nella città di Virgilio, del Regno dei Gonzaga e di Isabella D’Este, una delle donne più colte e stimate del Rinascimento. Sono nata tra le mura di Palazzo Te (Giulio Romano) e la camera degli sposi (Andrea Mantegna). Sono cresciuta saltellando qua e là, facendo finta di pregare tra la chiesa di San Sebastiano e la Basilica di Sant’Andrea (Leon Battista Alberti). Sono vissuta dividendo la mia vita tra cucine e chiese matildiche; la mia favola, prima di dormire, era L’Arte di Ben Cucinare di Bartolomeo Stefani, cuoco al servizio di Ottavio Gonzaga.
A chi mi chiede perché scrivo, non rispondo.
Ma a chi mi chiede perché scrivo di arte e di cucina, dico solo che la scrittura è qualcosa che hai dentro e dalla quale non puoi scappare perché fa parte di te. La scrittura, come l’arte, ingombra la vita, soprattutto quando diventa urgente, compulsiva e passionale come la mia.
Simona Gavioli

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