Ecco tutti i vincitori del David di Donatello 2016

Perfetti Sconosciuti si aggiudica il Miglior Film al David di Donatello 2016. Il film campione di incassi dell’ultima stagione cinematografica batte l’agguerrita concorrenza di Non Essere Cattivo, Il Racconto dei Racconti e Fuocoammare e Youth- La giovinezza.

Importante riconoscimento anche per Matteo Garrone che ha trionfato nella categoria Miglior Regista per “Il Racconto dei Racconti”.

Il vero protagonista però è “Lo Chiamavano Jeeg Robot” che ha compiuto una vera e propria razzia di David: il film di Gabriele Mainetti si è aggiudicato ben 7 premi (su 16 candidature) tra cui il miglior esordio registico, miglior attori protagonisti, Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli, e i miglioi attori non protagonisti, Luca Marinelli e a sorpresa Antonia Truppo.

La cerimonia è stata molto divertente, grazie alla conduzione fresca e poco austera di un Alessandro Cattelan che è sembrato davvero a suo agio nel ruolo. Azzeccatissime le parodie dei film candidati interpretate da The Jackal, il gruppo di youtuber napoletani molto in voga nel pubblico giovanile. Bellissima anche l’intro dei David 2016, dove un impacciato e poco competente Cattelan si fa spiegare da Sorrentino il significato del cinema. Il tutto finisce con i 2 che si addormentano guardando La Grande Bellezza.

Ora però veniamo ai vincitori.

Miglior Film: Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese.

Qualcuno storcerà il naso, ma neanche troppo. Perfetti Sconosciuti è indubbiamente la commedia italiana più riuscita degli ultimi anni. Il film mette in luce come i cellulari siano ormai la scatola nera dei nostri segreti, e lo fa colpendo perfettamente nel segno. Con Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Kasia Smutniak, Alba Rohrwacher, Anna Foglietta, Edoardo Leo e Giuseppe Battiston, “Perfetti Sconosciuti” racconta una serata di un gruppo di amici che per scherzo decide di mettere in piazza tutti i messaggi del cellulare. Il risultato? Un vero e proprio massacro. Segreti e segretissimi, ma non solo: il punto interessante del film non è tanto il segreto nascosto del telefonino, quanto il fatto che le persone ricorrano al telefono per crearsi un’altra opportunità, un’altra possibilità, in una società sempre più virtuale e disgregata.

Miglior Regista: Matteo Garrone.

Battere la concorrenza di Claudio Caligari (Non Essere Cattivo), Paolo Sorrentino (Youth), Paolo Genovese (Perfetti Sconosciuti) e Gianfranco Rosi (Fuocoammare) non era assolutamente una passeggiata, ma si può capire il perché: con un budget limitato, Matteo Garrone è riuscito a mettere in piedi un fantasy colto, con grandi presenze internazionali e di grande qualità.

Il film è un godibilissimo frullato dove si mischiano il 600 fantastico di “Lo cunto de li cunti” di Basile, il genere Horror e il fantasy della fortunata serie “Il Trono di Spade. Il tutto magistralmente arricchito dalla qualità d’autore di Garrone che ci regala una vera e propria invenzione visiva. Il regista ha scherzato sul palco, dopo aver ricevuto il David da Toni Servillo: “Per fortuna in cinquina non c’era Jeeg Robot altrimenti sarebbe stata dura”.

Miglior Attore Protagonista: Claudio Santamaria

E da qui in poi inizia il Jeeg Robot Show. Un supereroe controvoglia, un piccolo criminale di poche parole, un borseggiatore solitario di Tor Bella Monaca. Tutto questo è Enzo Ceccotti alias Claudio Santamaria che con la sua interpretazione in Lo Chiamavano Jeeg Robot ha conquistato un po’ tutti. 2 mesi a Tor Bella Monaca per rendere credibile il personaggio, 20 kg presi e tanto lavoro di costruzione. Molto divertente il momento della premiazione, che ha visto Santamaria togliersi il cappello mostrando un nuovo look (senza capelli) per esigenze di scena del suo prossimo film.

Miglior attrice protagonista: Ilenia Pastorelli.

Dal Grande Fratello al David di Donatello 2016. Ilenia Pastorelli ha sbaragliato la concorrenza di attrici del calibro di Juliette Binoche e Valeria Golino grazie alla sua interpretazione in “Lo Chiamavano Jeeg Robot”. Un premio meritato, un ruolo difficile e intenso quello di una ragazza con evidenti problemi psichici ossessionata dall’anime “Jeeg Robot” e che riuscirà con la sua purezza a far nascere il supereroe di Tor Bella Monaca. Emozionatissima l’attrice al momento della premiazione: “Ringrazio il cinema e il regista Mainetti per aver abbattuto tutti i pregiudizi, facendomi scoprire l’arte e la passione. Lo ringrazierò per tutta la vita.”

Miglior attore non protagonista: Luca Marinelli.

Uno degli attori simbolo della rinascita del cinema italiano. A detta di molti, Marinelli avrebbe meritato quest’anno la doppietta: miglior attore protagonista (per Non Essere Cattivo, un po’ snobbato dal David a mio avviso ingiustamente) e miglior attore non protagonista.

Marinelli conquista il David per la sua interpretazione dello Zingaro, il villain di “Lo Chiamavano Jeeg Robot”. Un personaggio complesso ed eccessivo che scardina i modelli del cattivo convenzionale. Il suo personaggio alterna in maniera magistrale momenti comici a momenti estremamente crudi, un vero e proprio Joker tutto italiano.

In conclusione possiamo dire che il David di Donatello 2016 ha mostrato che il cambio di rotta intrapreso dal cinema italiano negli ultimi anni non accenna ad arrestarsi. Produzioni di strada, indipendenti, moderne e di grande qualità. Questa è la strada giusta!

Se volete sapere cosa avevamo previsto leggete qui.

Visitate il sito del David di Donatello 2016 per scoprire tutti gli altri premi.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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