Come uccidere la propria mamma, vecchia

Un romanzo dall'ironia tagliente come un rasoio racconta con sarcasmo e humour come diventare finalmente orfani quando si è diversamente giovani

Come uccidere la propria mamma, vecchia

Lucio Scarpone è l’autore del romanzo breve o racconto lungo (116 pagine)  Come uccidere la propria mamma, vecchia uscito per  Bonfirraro  poche settimane or sono. Amministratore di una società di marketing e di ricerche di mercato, Lucio Scarpone,  ha fatto del suo lavoro un osservatorio privilegiato utile per capire e monitorare molti dei cambiamenti della società italiana,  creando una piattaforma  speculare all’esistente sulla quale imbastire una vicenda agro-dolce, spietata e  spassosa nel contempo. Nel testo si affronta in modo sarcastico, diretto e con ben poca poesia la spinosa questione di come sbarazzarsi dell’ingombrante, vetusta presenza materna quando a sua volta non si è più giovani. L’espressione ormai sdoganata per i più secondo i quali “La mamma è la donna della mia vita” trova  nel narratore della vicenda, uno strenuo oppositore che invece spera di trovare il sistema per poter rimanere finalmente orfano, a “soli” 55 anni e scongiurare così di ritrovarsi la sua mamma vecchia, come badante. Il protagonista maturerà le sue considerazioni durante un raduno di ex ragazzi, ora baldi cinquantenni, tutti impegnati, chi più e chi meno in carriera, tutti unanimamente con mamma anziana a rimorchio a governare nel bene o nel male le loro vite non più acerbe o quantomeno a intralciarle, secondo il loro punto di vista.

“Circondato da un favoloso terrazzo con vista, non avrei mai pensato alla possibilità di avere come principale argomento della serata il mio futuro anziché il mio passato”
Cosa accade, dunque? Un matricidio difficile e doloroso da confessare per poi confessarsi? Esiste una scena del crimine per davvero? Oppure è solo concepita nella mente dell’io narrante che – come in molti uomini – è solo preda di quegli orrendi e atavici fantasmi edipici?

Irriverente e sarcastico, umoristico e grottesco  Come uccidere la propria mamma, vecchia è un libro ben riuscito, un testo che mette, per così dire,  allegramente il dito nella piaga  della nostra società, dove i  figli se non proprio vecchi sono diversamente giovani e alle prese con genitori  a loro volta ancor più vecchi quando non vecchissimi ma tenacemente attaccati alla vita e al “potere”;  mentre gli ultimi non possono godersi “una vecchiaia serena”, i primi a loro volta non hanno la possibilità di vivere la propria vita, o ciò che ne rimane.

Un piccolo trattato di sociologia spicciola che si legge tutto di un fiato, piccolo ma perfetto nella sua  sintesi ben congegnata e congeniale. E alla fine, chissà, potremmo dire che era stata veramente tutta colpa di Freud o che Lucio Scarpone abbia così voluto aggiungerci il “colpo di grazia”?

INFO

Autore: Lucio Scarpone
Titolo: Come uccidere la propria mamma, vecchia
Casa editrice: Bonfirraro
Anno: 2016
Caratteristiche: brossura
Dimensioni: 14.5 cm. X 21 cm.
ISBN: 9788862721295
Pagine: 116
Prezzo: 11,00 €

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

2 Responses to "Come uccidere la propria mamma, vecchia"

  1. lucio scarpone   20 Luglio 2016 at 11:12

    Già Daniela, che ci abbia aggiunto il “colpo di grazia”? Adoro le Rose 🙂
    Grazie mille!!!

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  2. Daniela Ferro
    Daniela Ferro   21 Luglio 2016 at 12:19

    Al lettore l’ardua sentenza, allora!

    Rispondi

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