Un’altra eccellenza italiana

Un’altra eccellenza italiana

Ancora una volta l’eccellenza italiana viene riconosciuta a livello mondiale.
Un paesaggio reso incantevole dalla coltivazione della vite sull’isola siciliana, è diventato patrimonio per L’UNESCO: la Vite ad Alberello di Pantelleria è ora tra i Beni immateriali dell’umanità. Il premio è stato conferito al particolare sistema di allevamento “ad alberello”, che i coltivatori curano con un’eccellenza tale da realizzare un primato viticolo, studiato ed ammirato in tutto il mondo.
Per la prima volta l’Alto Organismo Internazionale ha attribuito questo riconoscimento ad una pratica agricola, riconoscendone il valore storico-culturale oltre che identitario. Il sistema di allevamento ad alberello basso, in conca, con uno sviluppo vegeto produttivo rasente i terreni, costituisce un unicum che va difeso, tutelato e rilanciato
“E’ un grande traguardo per l’Italia e per Pantelleria  – ha così commentato il Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele – credo che sia una grande scommessa, un grande elogio ad una comunità che, nei secoli, ha saputo trasformare luoghi impervi in terrazzamenti dove si produce un prodotto straordinario. Ora dobbiamo lavorare con il Ministero e la Regione Siciliana ad un Piano di gestione sull’alberello, dove poter declinare  tutta una serie di attività di tutela e valorizzazione della pratica agricola e del vigneto pantesco”.
Le alte cariche della delegazione italiana presente all’Unesco e della regione Sicilia, sono estremamente entusiasti di dare ancor più prestigio al terreno siculo, che vive di qualità vinicole uniche. Il Commissario straordinario dell’IRVO della Regione Sicilia Antonino Di Giacomo ha sottolineato che bisogna dare “il giusto merito ai quei  piccoli agricoltori che sono riusciti a mantenere produttiva la viticoltura, in un contesto difficile come quello dell’Isola di Pantelleria.”
Grande emozione ha suscitato il caloroso applauso con cui l’assemblea ha salutato l’iscrizione della candidatura italiana al Patrimonio immateriale dell’Umanità. “Da Pantelleria arriva oggi un nuovo  riconoscimento per l’Italia – ha commentato Vincenza Lo Monaco, rappresentante permanente per l’Italia all’Unesco – Questo importante traguardo deve essere un ulteriore stimolo ed un invito, soprattutto in vista dell’EXPO, a credere di più nelle potenzialità delle  nostre tradizioni per dare vita ad uno sviluppo sostenibile,  facendo leva  sulla cultura produttiva dei nostri territori”.
Oggi, a Pantelleria, il paesaggio disegnato dalla vigne è il segno di un equilibro raggiunto con la natura grazie all’opera dell’uomo e alla consapevolezza del rispetto dell’ambiente. Il terrazzamento è l’emblema di quest’unione che ha poi dato vita alla cultura della lavorazione della pietra dalla quale sono nati il dammuso e il giardino pantesco, strutture necessarie per praticare l’agricoltura in un contesto produttivo impervio. A rappresentare la Sicilia a Parigi anche Dario Cartabellotta  – Responsabile Unico della Regione Siciliana  per il Cluster Bio- Mediterraneo di Expo Milano 2015 che ha annunciato un ruolo di primo piano per l’isola di Pantelleria: ” Affidando a Pantelleria l’apertura degli eventi del Cluster ad EXPO – sottolinea – riconosciamo il primato di una terra, che tra l’Europa e l’Africa, ha saputo offrire all’uomo la sintesi più felice delle colture e delle culture del Mediterraneo. Un patrimonio di biodiversità che ha radici antiche ma che vogliamo portarci integro nel futuro delle nuove generazioni”.
Il terreno di Pantelleria è coltivato da braccia umane e non da macchine, che non potranno mai sostituire la sensibilità produttiva del cittadino. Sui terrazzamenti, spesso con pendenze estreme, la vite viene allevata al di sotto del livello del suolo, in una larga conca per riparare la pianta e i frutti dai venti di scirocco e di greco levante che spirano assai frequentemente e con violenza sull’isola. Questa pratica è utile anche ad equilibrare lo sviluppo della parte aerea rispetto a quella radicale, in modo tale che la mano dell’uomo possa facilmente intervenire sulle vite, durante tutto il suo sviluppo vegeto-produttivo. Ogni contadino sà che per dar vita ad un’eccellenza in un terreno come quello di Pantelleria, deve far un’azione eroica. “Accogliamo la notizia dell’inserimento della pratica agricola dell’alberello pantesco nella lista dei beni immateriali dell’Umanità con un sentimento di enorme gioia. – si esprime il capo-di gabinetto dell’assessorato all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea della Regione Sicilia, Antonio Parrinello – Grande soddisfazione innanzitutto per Pantelleria, artefice di questa operazione, e per tutti i suoi agricoltori che, con la loro tradizione millenaria, hanno permesso il realizzarsi di questo storico obiettivo. Oggi è un giorno di festa non solo per Pantelleria ma anche per tutta l’agricoltura siciliana”.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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