Ultimo weekend per vedere Van Gogh alla Tate Britain di Londra

Ultimo weekend per vedere Van Gogh alla Tate Britain di Londra

LONDRA – Io ce l’ho fatta, e voi? Van Gogh alla Tate Britain è una mostra che non potevo perdermi, e, se non riuscite a pianificare il prossimo weekend nella splendida capitale, qui vi racconto un pò dei saloni della galleria che l’ospitavano illuminando con i colori dalle incredibile pennellate ricche di energia.

Chi è che non conosce Van Gogh? Forse l’artista più famoso al mondo. I suoi quadri (un immensa produzione nonostante la sua breve vita) hanno invaso i musei del pianeta dall’Olanda in poi. La Tate Britain ha celebrato Van Gogh con questa retrospettiva che ha preso il via il 27 marzo 2019 e terminerà domenica 11 agosto.

Insomma, avete poco tempo, ma se vi capita di soggiornare a Londra in questi giorni, vi consiglio assolutamente di andare ad ammirarla. Perché? Perché è la prima grande retrospettiva in UK, da oltre un decennio dedicata al pittore olandese, perché mostra quanto Van Gogh sia stato ispirato dall’arte, dalla letteratura e dalla cultura britannica e di come sia stato capace di lasciare un’eredità pesantissima a tutti i pittori britannici dell’epoca, tra questi Francis Bacon e Walter Sickert.

van gogh alla tate britain
Van Gogh rimase impressionato dalla bellezza di queste mele mentre passeggiava con Alexander Reigh. Reigh gliele comprò, van Gogh corse a casa e le dipinse in due versione diverse. Van Gogh regalò uno dei quadri a Reigh e l’altro a Luciano Pissarro, i quali li portarono a casa in britannia. Furono tra le prime opere di Van Gogh ad arrivare in Gran Bretagna.

L’aspetto che più mi ha colpito della carriera pittorica di Van Gogh è sempre stato il suo ritmo, pregno di un impeto quasi febbrile fin dai primi lavori. Un impeto che si scruta perfettamente nella scelta dei colori, quel giallo e quel blu, tratti distintivi unici di un genio assoluto. Il colore, Van Gogh, l’ha sempre vissuto intensamente, con violenza, come se fosse un vortice in cui nascondere, forse, tutti i suoi sentimenti controversi e complicati. Ecco, questa retrospettiva unica mi ha confermato tutto questo, anche se forse non ce n’era bisogno. L’allestimento della Tate Britain riesce a mostrarci la disperata ricerca del pittore per comprendere la condizione umana, una condizione che lui interpretava con angoscia e inquietudine.

van gogh alla tate britain
Sala dei Girasoli. Van Gogh dipinse i famosi Girasoli nel 1888 per decorare la sua casa di Arles, nel Sud della Francia. I quadri vennero poi esibiti nelle principali mostre di Londra dal 1910 al 1923 e vennero acquistati dalla National Gallery di Londra.

VAN GOGH ALLA TATE BRITAIN: IL PERCORSO ESPOSITIVO

Nel mio periodo a Londra, spesso mi mettevo sull’argine del Tamigi disegnavo finché non arrivava sera. A quel punto, tornavo a casa nella mia Southampton Street”. Vincent Van Gogh

Van Gogh alla Tate Britain è una gioia per gli occhi che consiglio a tutti. Il Museo londinese ha riunito oltre 45 opere da collezioni pubbliche e private provenienti da tutto il mondo. Tra queste troviamo “Autoritratto” (1889) direttamente dalla National Gallery of Art di Washington, L’Arlésienne (eccezionale) dal Museu de Arte de São Paolo, “Notte stellata sul Rodano” da Parigi, fino ad arrivare al famosissimo quadro “Amsterdam e i Girasoli”. Come potete capire, l’esperienza che offre il museo su Van Gogh è totale.

VAN GOGH E IL MANICOMIO DI SAINT-PAUL

Van Gogh alla Tate Britain
Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede “Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l’eternità?”. Vincent Van Gogh

All’interno del percorso espositivo, troverete anche due opere, straordinarie e tardive, che Van Gogh dipinse nel Manicomio di Saint-Paul, vale a dire “La ronda dei carcerati” del Museo di Belle Arti di Mosca e “Sulla soglia dell’eternità”, esposta al Kröller-Müller Museum.

PS. A raccontare questo periodo tanto triste quanto creativo del pittore c’è un film, uscito 1 anno fa, dal titolo Van Gogh – Sulla soglia dell’Eternità. Qui trovate la mia recensione anche se devo dirvelo, mi aspettavo molto di più su una storia così incredibile.

LA PASSIONE DI VAN GOGH PER L’ARTE E LA CULTURA BRITANNICHE

A volte, in Inghilterra, mi sentivo giù. Ma i pennelli, il bianco, il nero e le storie di Dickens bastavano a colmare tutto”. Vincent Van Gogh.

Non conoscevo molto questa parte della vita di Van Gogh, ma ammirando l’esposizione della Tate Britain, ho scoperto che il pittore olandese trascorse diversi anni cruciali a Londra dal 1873 al 1876. Nella capitale inglese, Vincent ci stava bene, tanto da scrivere al fratello una lettera intitolata “I love London”. Arrivò qui a 20 anni nelle vesti di giovane apprendista d’arte, e rimase totalmente rapito dalla cultura britannica. A Londra conobbe molte persone diverse, apprese stili di vita, usi e costumi tra i più disparati. Ma fu l’arte ovviamente a stupirlo di più!

Le lettere di Van Gogh descrivono come dipinse questo meraviglioso autoritratto all’ospedale psichiatrico di Saint-Paul nel 1889. “Il primo giorno che mi alzai, ero magro, pallido come un diavolo”.

Van Gogh alla Tate Britain rivela l’entusiasmo del pittore per artisti come John Constable, John Everett Millais senza trascurare la sua passione per la scrittura e la narrativa britannica che lo influenzarono chiaramente. Amava Shakespeare, Christina Rossetti e soprattutto Charles Dickens, basti pensare che L’Arlésienne. ritrae in primo piano un libro dello scrittore. “Dedico la mia intera esistenza a dipingere le cose di tutti i giorni che Dickens racconta nei suoi libri”– scrisse una volta al fratello.

VAN GOGH ALLA TATE BRITAIN: “AMAVO LE STAMPE E I GRAFICI INGLESI”

van gogh alla tate britain

Altro aspetto originale della mostra sta nell’esplorazione della passione di Van Gogh per i grafici e le stampe britannici. Ho scoperto con stupore, che il pittore olandese, nonostante le sue scarse finanze, fosse un avido collezionista di stampe e grafiche spesso pubblicate sui quotidiani inglesi come Illustrated London News. Un suo punto di riferimento in questo senso era Edwin Buckman, maestro della stampa popolare dell’epoca, grazie al quale maturò la sua empatia per i più deboli e la sua volontà di ritrarli.

Io e i Girasoli di Van Gogh

VAN GOGH ALLA TATE BRITAIN: CONCLUSIONI

Il dramma dell’uomo si presagiva nei suoi quadri. Noi corriamo accanto a lui, senza fiato. Dove? Non importa, perché seguiamo, un uomo, un eroe, forse l’ultimo”. Julius Meier-Graefe in “Vincent Van Gogh” – 1922

Negli anni ’20, le immagini di Van Gogh furono esposte regolarmente in Gran Bretagna e raccolte da privati e gallerie pubbliche britanniche. È diventato noto al grande pubblico e si è affermato come un maestro moderno.

La pubblicazione inglese di 2 biografie e lettere di Van Gogh ha portato la sua vita a diventare famosa quanto la sua arte, creando così un connubio strettissimo tra le due. Molti artisti britannici hanno seguito le sue orme e interpretato le loro vite e il loro cammino artistico in modo simile.

In definitiva, credo che ciò che la mostra cerchi di esprimerci, è l’obiettivo di Van Gogh di trovare il modo in cui l’artista potesse contribuire ad aiutare la società. Qui, a Londra, grazie all’arte, alla letteratura, alla stampa e al suo spirito cosmopolita, ha trovato parecchia ispirazione.

Van Gogh alla Tate Britain

Sito Ufficiale Mostra

Photo copyright MyWhere©

 

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

4 Responses to "Ultimo weekend per vedere Van Gogh alla Tate Britain di Londra"

  1. Melissa Turchi
    Melissa Turchi   7 Agosto 2019 at 15:54

    Era nella wishlist delle cose da fare, ma non ho fatto in tempo ad andare a Londra. Riassaporo ancora le ore trascorse a Vicenza nell’aprile 2018 quando ho avuto il piacere di visitare la mostra ‘Tra il grano e il cielo’. Non ricordo che ci fossero riferimenti al periodo londinese vissuto da Van Gogh di cui ignoravo assolutamente l’esistenza!

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  2. Fabiana   9 Agosto 2019 at 00:37

    Neanche io sapevo che l’arte di Van Gogh fu promossa in Gran Bretagna e accolta da privati e gallerie pubbliche britanniche, ad ogni modo dentro i suoi quadri c’è tutta la bellezza di qualsiasi paesaggio del mondo

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  3. Cinzia Fabiani   9 Agosto 2019 at 00:58

    Io di Van Gogh ultimamente avevo visto solo le mostre “Alive”… credo che queste con i quadri siano molto più alive di quelle virtuali!

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  4. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   12 Agosto 2019 at 20:05

    Sono stato al Museo Van Gogh di Amsterdam circa vent’anni fa e fu un’esperienza emozionante. Ho sempre avuto una fascinazione per il pittore olandese, non solo per la tecnica, anarchica ma raffinatissima e sorprendentemente ancorata alle cose semplici del quotidiano e ai limiti che esso ci impone costantemente. Anche la personalità, per quanto è possibile conoscerla, potrebbe essere quella di un’anima per me compagna. Mi colpisce molto la frase: -Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede “Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l’eternità?”-. Trovo che le persone più interessanti, anche se a volte distruttive e quasi sempre infelici, siano quelle che vivono il conflitto con qualcosa di mai risolto, perché è da quella zona cieca in cui nessuno può entrare che loro riescono a far nascere cose meravigliose. Il periodo londinese sopra descritto mi era meno noto e questa mostra include moltissimi pezzi, tra cui anche alcuni notissimi. Ricordavo meno “La ronda dei carcerati”, ancora una volta metafora dantesca della condizione umana e del suo continuo oscillare tra “normalità” e “follia”.

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