Venezia 76: trionfa Luca Marinelli, la Coppa Volpi è tutta italiana!

Venezia 76: trionfa Luca Marinelli, la Coppa Volpi è tutta italiana!

VENEZIA – Un italiano non vinceva la Coppa Volpi da 20 anni, ultimo a riuscirci Silvio Orlando. Marinelli offre una prova gigantesca, energica e molto fisica nella reinterpretazione tutta italiana del romanzo di London. Miglior Film a Joker di Todd Phillips, Miglior Attrice a Ariane Ascaride per ‘Gloria Mundi’ di Robert Guédiguian. Questo e molto altro, nella serata di chiusura della 76’ Mostra del Cinema.

La notizia tra le notizie. Un italiano vince la Coppa Volpi come Migliore Attore a Venezia 76, un successo importantissimo per tutto il movimento che non accadeva dal 2008. L’uomo copertina in questo senso è Luca Marinelli, 35 anni di puro talento attoriale, uno dei migliori interpreti della sua generazione, premiato per la sua performance in Martin Eden (lo trovate al cinema dal 4 settembre) libero adattamento del libro omonimo di Jack London diretto da Pietro Marcello.

 “Devo questo premio – afferma l’attore sul palco – anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore” –  conclude un Marinelli visibilmente emozionato dal palco di Venezia.

L’interpretazione dell’attore romano nel film Martin Eden  rappresenta la ciliegina sulla torta di una carriera, seppur giovane, già straordinaria. La sua prova attoriale è come sempre energica, versatile e molto fisica, grazie alla quale racconta le avventure di un portuale senza titoli di studio che da autodidatta sale la scala della notorietà trasformandosi in un poeta e scrittore di successo con tutti i pro (tanti) e i contro (tantissimi) del caso.

Marinelli è portatore di un cinema italiano diverso, icona di un percorso di crescita  che dimostra che la qualità associata alla Settima Arte è ancora un’operazione possibile. I film che lo hanno portato al successo sono stati “Non essere cattivo”, insieme ad Alessandro Borghi, e “Lo chiamavano Jeeg Robot”, perle assolute divenute così imprescindibili soprattutto grazie ai suoi personaggi.

“Per me Luca Marinelli è figlio, cugino e fratello – racconta Paolo Virzì, tra i giurati a Venezia 76 – la sua performance ha colpito tutti, non ho certo dovuto convincerli della sua grandezza”.

Non è facile per un italiano vincere a Venezia. La sensazione in questi ultimi anni a lido (dal ‘99 solo 3 italiani vincitori) è sempre stata quella di una giuria poco favorevole a vedere un attore nostrano con la Coppa Volpi in mano. Certo, direte voi, la concorrenza in contesti come questi è altissima: ci sono le mega star hollywoodiane, quelle europee e quelle orientali sempre più in ascesa, forse il cinema italiano non offre più grandi nomi con un tempo, ma se paragoniamo il comportamento della giuria di Venezia con quello di Cannes negli ultimi 20 anni, scopriamo che i francesi non hanno tutte queste remore a far vincere le loro stelle nella categoria Prix d’interprétation.

MARTIN EDEN: RECENSIONE E TRAMA DEL FILM DI PIETRO MARCELLO

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Molti dubitavano della riuscita di questo film. Insomma, il plot nasce da un tradimento di trama. Un tradimento d’amore certo, non semplice da gestire. Sì perché Martin Eden di Jack London è prima di tutto un romanzo americano, nel senso di ambientato in America. Si dice però che il modo più virtuoso ed efficace di trasferire un libro al cinema, sia quello di essere infedeli al testo. E così è stato. Pietro Marcello, al suo primo film dopo una brillante carriera nell’ambito dei documentari, firma un libero adattamento del libro di London e sposta tutte le vicende dalla California a Napoli, cambiandone anche l’ambientazione temporale. Se il romanzo si muoveva attorno ai primi anni del 900’,  il Martin Eden di Marcello si sviluppa in un periodo molto più lungo, attraversando praticamente tutto il XX secolo. Nella versione italiana, troviamo gli squadristi in camicia nera, i migranti, il boom economico, le proteste sessantottine. Martin Eden è un film fatto di primi piani e immagini di repertorio, un mix vincente supportato da una colonna sonora eclettica e da un Marinelli, come detto straordinario.

“Uno dei temi del film è il rapporto tra l’artista (Marinelli) e l’industria culturale – dichiara il regista – Martin sarà vittima del successo, nel momento in cui comincia a pubblicare, il suo veliero affonda. Questa è la storia di Jack London come quella di Michael Jackson o di Fassbinder. Degli artisti che perdono il rapporto con la vita quotidiana”.

76’ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA: CHI HA VINTO I PREMI PRINCIPALI

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Joaquin Phoeix e Todd Phillips a Venezia

Diciamolo. Il palmares variopinto di Venezia 76 ha accontentato praticamente tutti. Anche  le polemiche per la presenza del film J’Accuse di Roman Polanski si sono affievolite nel corso del tempo. Perché? Perché il film, riconosciuto del Gran Premio della Giuria, è un capolavoro che merita davvero di essere visto.

Oltre al già citato Marinelli, il grande protagonista della kermesse non può che essere Joker di Todd Phillips , premiato col il Leone D’Oro per il miglior film. I detrattori, pochi per fortuna, direbbero che anche Venezia si è arresa ai Cinecomic, ma chi ha visto questo meraviglioso richiamo ai classici degli anni 70’ sull’alienazione dell’animo umano sa, che stiamo parlando di un vero capolavoro, arricchito drammaticamente dalla prova di  Joaquin Phoenix (il vero favorito ad oggi per gli Oscar 2020).

Infine, grande piacere per un altro riconoscimento tutto italiano. Franco Maresco con il film “La Mafia non è più quella di una volta”, si aggiudica il Premio Speciale della Giuria. Una pellicola che stramerita di essere vista, una sintesi sconfortante tra documentario e finzione che racconta uno dei tratti distintivi di “cosa nostra”, vale a dire l’omertà.

VENEZIA 76: TUTTI I PREMI E TUTTI I VINCITORI

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Ariane Ascaride

Tutti i premi consegnati alla cermonia di chiusura della 76esima Mostra del Cinema di Venezia:
1. Leone d’oro per il miglior film a Joker di Todd Phillips
2. Gran premio della giuria a J’accuse di Roman Polanski ritirato dalla moglie Emmanuelle Seigner e dal produttore Luca Barbareschi
3. Leone d’argento per la migliore regia a Roy Andersson per ‘About endlessness’, ritirato dal produttore Johan Carlsson
4. Coppa Volpi per la migliore attrice a Ariane Ascaride per ‘Gloria Mundi’ di Robert Guédiguian
5. Coppa Volpi per il miglior attore a Luca Marinelli per ‘Martin Eden’ di Pietro Marcello
6. Premio Osella per la miglior sceneggiatura a Yonfan per ‘N. 7 Cherry Lane’
7. Premio speciale della giuria a La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco ritirato dal produttore Rean Mazzone
8. Premio Marcello Mastroianni per attore emergente a Toby Wallace per ‘Babyteeth’ di Shannon Murphy
9. Leone del Futuro – Premio opera prima Luigi De Laurentiis a You will die at 20 di Amjad Abu Alala
10. Premio Orizzonti per il miglior film a Atlantis di Valentyn Vasyanovych (Ucraina)
11. Premio Orizzonti per la miglior regia a Théo Court per ‘Blanco en blanco’
12. Premio speciale della giuria Orizzonti a Verdict di Raymund Ribay Gutierrez
13. Premio Orizzonti per la miglior attrice a Marta Nieto per ‘Madre’ di Rodrigo Sorogoyen
14. Premio Orizzonti per il miglior attore a Sami Bouajila per il film ‘Bik eneich – Un fils’ di Mehdi M. Barsaoui
15. Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura a Jessica PaludPhilippe LioretDiastème per ‘Revenir’ di Jessica Palud
16. Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio a Darling di Saim Sadiq
17. Premio Venezia Classici per miglior documentario sul cinema a Babenco – Tell me when I die di Barbara Paz
18. Premio Venezia Classici per miglior film restaurato a Extase di Gustav Machat
19. Gran premio della giuria per la miglior opera Vr immersiva a The key di Céline Tricart
20. Premio migliore esperienza Vr immersiva per contenuto interattivo a A linha di Ricardo Laganaro
21. Premio migliore storia Vr immersiva per contenuto lineare a Daughters of Chibok di Joel Kachi Benson

 

Venezia 76 Sito Ufficiale

 

La carriera di Luca Marinelli in 10 foto

 

 

 

 

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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