Memorie e riflessioni di un’insegnante non pentita

Il 10 marzo alle 17.30 alla libreria Arion Montecitorio in Piazza di Monte Citorio, 59 si terrà la prima presentazione, con relatore il nostro direttore, del libro di Vincenza Barbagallo: “Ho menato me e ho fatto bene. Il libro delle lettere: memorie e riflessioni di un’insegnante non pentita”

INVITO HO MENATO ME
INVITO HO MENATO ME

Vincenza Barbagallo è una nota pittrice romana, ma soprattutto un ex docente di Storia dell’Arte che ha raccolto, con la pazienza e l’amore tipici di un insegnante, rinvigoriti da una penna coloratissima ed empatica, l’immenso magazzino di sentimenti. I ritratti prendono forma attraverso i ricordi che emergono, e si fondano, come può avvenire solo grazie ad un magico pennello in una tavolozza di colori.

Le due grandi passioni per l’arte e la psicologia sono narrate con grazia in un testo dall’originale approccio educativo seguendo le tracce di una vita spesa nella professione, anzi vocazione, da docente.

Vincenza Barbagallo, autrice di “Ho menato me e ho fatto bene. Il libro delle lettere: memorie e riflessioni di un’insegnante non pentita”, in tutte le librerie per Bonfirraro. Così il testo “della prof che dipinge” mira a ridefinire i contorni del ritratto di una generazione di ragazzi che si confrontano con la vita, che affrontano di essa opportunità e problematiche, soffrendo e gioendo in quel turbinio di alterne emozioni che l’adolescenza implica.

Sin dalle prime pagine si sfogliano vecchi cassetti mai dimenticati, custodi di piccoli tesori preziosi, lettere e bigliettini, stralci di diari, richieste accorate di aiuto, manifestazioni di gratitudine, disegni dedicati; pensieri e sogni di ragazzi tracciati sulla carta per lasciare ognuno un segno.

Una narrazione particolare, che prosegue per episodi e reca in sé tutto il palpito di un’intera generazione in cui tutti possono rispecchiarsi.

Emergono così le difficoltà del rapporto tra genitori e figli, tra allievi e insegnanti, i problemi di autostima, quelli legati alla sessualità, agli eterni interrogativi dell’esistere, alla possibilità del cambiamento. Si affronta il drammatico incontro con la droga, lo sgomento con cui l’adolescente entra in contatto con la morte, le problematiche insite al convivere con un handicap, crudele ostacolo, ma anche prezioso sprone.

Emerge così l’anima più profonda della prof,  racchiusa nel sottotitolo che di per sé è già tutto un programma.

Foto Barbagallo

Così questo libro, dalla prosa sperimentale e innovativa, propone un nuovo metodo educativo attraverso il potere immaginifico del patrimonio storico- artistico italiano. Lo fa partendo da un’attraente copertina con una ragazza appisolata tra un universo di parole rappresentando l’animo dell’insegnante romana, (dalle origini siciliane), con l’energia comunicativa che la contraddistingue travalicando i confini tradizionali del rapporto docente/alunno.

Non abbiamo resistito allora dal chiederle: «Perché “Ho menato me….”?

«Perché è necessario picchiare se stessi, il proprio Ego, per abbattere il muro che ci divide dall’altro, poiché noi siamo l’altro: scevri da giudizi, con la consapevolezza tanto delle proprie potenzialità quanto degli inevitabili limiti, per entrare, finalmente, in una comunicazione profonda, laddove l’anima di un’insegnante appassionata incontra quella in volo di un giovane che si affaccia alla vita».

Per chi è questo testo?

«Il libro racchiude il dono prezioso, unico, impagabile che ho ricevuto nel corso della mia storia di insegnante. Sono le lettere che scrivono e parlano, testimoni di momenti di condivisione. Questo libro è un dono a tutti i giovani, a coloro che hanno espresso i loro sentimenti più intimi, profondi e a tutti coloro che nel silenzio mi hanno parlato con uno sguardo, con un rifiuto, con una protesta a volte velata, a volte aggressiva. Queste riflessioni sono per tutti gli adolescenti che mi hanno comunicato un disagio o un disappunto. È uno scorrere di pensieri su pensieri, momenti particolari, che ricordano quei giorni di scuola, al di là degli orari, dei voti, dei programmi da portare a termine entro date prestabilite».

Se siete a Roma vi invitiamo ad assistere di persona alla presentazione, e magari poi comprando il libro, per scoprire ancora più a fondo dove portano i sentimenti di un ex prof, che anche quando smette la professione, rimane appassionata e consapevole della fortuna di essersi potuta confrontare, e talvolta lasciare traccia, alle nuove generazioni.

Qualche info e curiosità in più sull’autrice:  Vincenza Barbagallo è pittrice sempre alla ricerca di nuove tecniche e sperimentazioni, espressioni tangibili, di volta in volta, del proprio cammino interiore, ha insegnato nelle scuole superiori Disegno e Storia dell’Arte. Laureatasi in Psicologia, ha abbracciato gli studi della Psicosintesi, psicologia umanistica del dott. Roberto Assagioli, allievo di Jung. Ha collaborato con l’Istituto di Psicosintesi, negli anni dal 1985 al 1988, in attività a sfondo psicoeducativo e in attività di ricerca. Il connubio di queste due anime l’ha riversato nella scuola, fondendo la professionalità d’insegnante con l’attenzione al cammino evolutivo dei suoi ragazzi; ha ricoperto l’incarico di Docente Referente per la prevenzione delle tossicodipendenze e dei disagi giovanili. Entrando in contatto empatico con gli studenti, ne ha stimolato la creatività e ancor più la valorizzazione e l’espressione delle qualità di tutti e di ciascuno.

La presentazioni del libro di Vincenza Barbagallo, edito Bonfirraro: “Ho menato me e ho fatto bene. Il libro delle lettere: memorie e riflessioni di un’insegnante non pentita” si terrà a Roma il 10 marzo alle 17.30 alla libreria Arion Montecitorio in Piazza di Monte Citorio, 59. Ad affiancarla ci saranno l’editore Salvo Bonfirraro e Maria Teresa Vacca, esperta di dinamiche educative. A moderare i lavori il nostro direttore, la giornalista Fabiola Cinque, qui in veste anche di professore per i vari enti di formazione della capitale.

Vi aspettiamo!

L’Editore

Cosa c’entra Rimini con l’America non lo so però sono un riminese doc dal cuore stars and stripes(come la sciarpa che indosso sempre). Il mio lavoro è fatto di numeri e non di chiacchere, però le belle parole servono al cuore e per questo ho “sposato” il progetto MyWhere. Amo la buona cucina  ed il buon vino, i motori scattanti e le belle donne, ed in questo c’è tutto il mio essere riminese, ma fondamentalmente mi sento un uomo libero come il Paese che amo tanto.

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