X Factor

X Factor

Di Martina Fuscaldo

X Factor ormai è un fenomeno televisivo d’altri tempi. Altro che Amici, altro che la Rai. Qui, non si scherza.
Dall’anno scorso, le due ultime edizioni del talent più famoso d’Europa hanno creato in me, e in molti altri, una droga. Un attaccamento che solo certe serie tv, scatenano. Quando rinunci ad un dopo cena con le amiche per vedere x factor, bè, forse, sei un po’ dipendente. E non è soltanto per il fascino dei giudici, la simpatia per il tuo preferito, la curiosità di ascoltare buona musica in una cornice spettacolare. Qui, scatta l’esigenza di scoprire chi passa il turno, cresce una grande fedeltà all’avventura che ci raccontano ogni giovedì alle 21.

Il passaggio su SKY Uno ha legittimato ancora di più un prodotto già valido. L’impronta di una direzione internazionale ha dato il via a due nuove stagioni di grandissimo livello.

Accompagnare per mano il pubblico a casa dalle prime audizioni (quest’anno erano 60.000 anime) fino all’incoronazione finale è una formula vincente che ha sbaragliato completamente tutti i competitors tanto che quest’anno, solo lo scorso sabato è ripreso Amici di Maria De Filippi. Ma quella è tutta un’altra storia. Anzi, non c’è proprio storia tra i due, anche se io conosco a memoria tutte e 11 le edizioni.

La sesta edizione presenta un grado di preparazione molto alto. L’abbiamo capito dalla prima puntata quando Chiara, classe over di Morgan, ha rotto il ghiaccio e ha confermato tutto. Fuoriclasse, letteralmente, f-u-o-r-i-c-l-a-s-s-e. E la cosa più bella è che lei non pensa affatto di esserlo. Voi direte, “come fai a pensare che non lo capisca?”. Fidatevi, questa ragazza è così amata proprio perchè non si prende sul serio, ha i piedi ben piantati a terra, ed è ironica e irresistibilmente goffa in quasi tutto quello che fa. Al contrario di Nice, altra pietra miliare di quest’edizione, mia super favorita e under donna di Elio, che non ha capito che in tv non bisogna dire proprio tutto tutto. Ecco, non funziona. Perchè il pubblico non perdona ed è sovrano.

In un attimo, in tv, tutto si può stravolgere. Da appartenente alla squadra vincente di Elio, l’unica che alla soglia della quinto live aveva ancora tutte e 3 le concorrenti, Nice ha provato il suo primo ballottaggio e non ha superato il tilt. La manche precedente ha visto l’eliminazione di Jendri e conseguente apertura del baratro umorale-mentale di Elio che incarognito e arrabbiato si prepara a procedere con la più piccola di questa gara, la giovanissima you tubber, Cixi.

Che dire di Super Simo?
Quest’anno, avanza da vincitrice come ricorda a giorni alterni, anche se ha capito chiaramente che non replicherà la doppietta, protegge i suoi under uomini, Daniele e Davide, con la solita tenacia e grinta che continua a consacrarla come una delle più importanti signore della tv.

Non c’è storia comunque. I ragazzi sono davvero bravi, il livello è altissimo ma sono Arisa e soprattutto Morgan, con le loro scelte e assegnazioni, i leader indiscussi di questa edizione.
L’edizione più interattiva di sempre che ha scatenato una polemica incredibile proprio giovedì scorso per i ripetuti rimbalzi dei voti che tornavano indietro o venivano annullati e hanno fatto uscire i fratelli del kaos. Chi come me non si perde neanche una replica, si avete letto bene, perché rivedo la puntata sempre almeno un paio di volte, sa che i Frerès Chaos sono gli ultimi eliminati. Tutto quello che è successo dalla mezzanotte in poi, credo non sia così memorabile per cui ve lo risparmio.

L’appuntamento è per giovedì prossimo, alle 21 per la semifinale.
Godiamoci le ultime esibizioni di un programma che diverte, emoziona e trasmette valore e passione per una forma d’arte che per fortuna in Italia, arranca, ma sopravvive ancora. Evviva la musica, evviva X Factor, per citare Ics e il suo mentore.

Martina Fuscaldo

Latest posts by Martina Fuscaldo (see all)

One Response to "X Factor"

  1. cristiana   30 Novembre 2012 at 14:57

    senza pretese volevo solo segnalare che (forse e’ gia’ stato fatto)Alabama Song non fa parte dell’Opera da Tre Soldi di Brecht,era originariamente un brano scritto nella Hauspille (raccolta di poesie)e trasformata in musica da Kurt Weil per l’opera teatrale “Ascesa e caduta della citta’ di Mahagonny” di Brecht. Grazie

    Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published.