Laura Silvestri, Leucosya: le avventure di mamma e figlia nello spazio conquistano tutti al Trofeo RiLL!

Laura Silvestri, Leucosya: le avventure di mamma e figlia nello spazio conquistano tutti al Trofeo RiLL!

LUCCA – Al Lucca Comics è andata in scena la xxv edizione del concorso letterario per racconti di genere fantastico più importante del panorama nazionale. per omaggiare un genere sempre più amato e intramontabile, ci affidiamo alle parole di George R.R. Martin che ci dispensa i 7 consigli fondamentali per scrivere un racconto fantasy.

Grande successo di pubblico per il Trofeo RiLL, concorso letterario per racconti di genere fantastico organizzato dal 1994 dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare. La kermesse letteraria, andata in scena al Lucca Comics 2019, ha decretato il miglior racconto fantasy dell’anno. Da oltre un decennio i racconti partecipanti al Trofeo RiLL sono oltre 250 a edizione, scritti da autori residenti in Italia e all’estero (Australia, Brasile, Cina, Giappone, Svizzera, USA, oltre che paesi membri dell’Unione Europea). Nel 2018 i racconti ricevuti sono stati 348. Insomma, numeri importanti, che testimoniano che la voglia di Fantasy in Italia va sempre più in crescendo.

L’associazione RiLL opera dal 1992 per scoprire (e valorizzare) nuovi autori che scrivono storie fantastiche. La cerimonia finale del Trofeo RiLL si svolge da sempre a Lucca Games, che dal 2006 ospita anche la premiazione di SFIDA, altro concorso letterario curato da RiLL.

TROFEO RILL: ECCO CHI HA VINTO

La locandina del Lucca Comics

Nel corso della premiazione è stata presentata l’antologia LEUCOSYA e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”: la diciassettesima uscita della collana “Mondi Incantati”, che pubblica i migliori racconti del Trofeo RiLL e di SFIDA. Da quest’anno, “Mondi Incantati” è edito da Quality Games.
“LEUCOSYA e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” include anche la sezione RiLL World Tour, che dal 2013 propone i racconti fantastici vincitori dei concorsi letterari esteri con cui il Trofeo RiLL è gemellato: l’Aeon Award Contest (Irlanda); il James White Award (Inghilterra); la Nova Short-Story Competition (Sud Africa); l’AHWA Short-Story Competition (Australia).

CHI HA VINTO IL TROFEO RILL E DI COSA PARLANO I RACCONTI FINALISTI?

Andiamo a scoprire, chi ha ideato le storie più accattivanti e coinvolgenti, così da meritare un riconoscimento così importante.

Leucosya Trofeo RILL
L’antologia di racconti del  Trofeo RILL con il racconto vincitore Leucosya

Vincitore del XXV Trofeo RiLL: Leucosya, di Laura Silvestri (Aprilia, Latina)
Una storia ambientata nello spazio profondo, ma contemporaneamente molto privata, intima, e quindi universale. Il rapporto tra i due personaggi (madre e figlia) è trattato con grande delicatezza, ed emerge all’interno di una trama convincente, sino al finale, amaro e inatteso.

Secondo Classificato: Spiriti d’estate, di Fabio Galli (Piumazzo, Modena)
Una bella storia, che parla di magia e fantasmi senza dimenticare i rapporti umani, valorizzando l’ambientazione scelta (l’appennino modenese), anche in chiave storica.

Terzo Classificato: Non io, di Alessandro Izzi (Gaeta, Latina)
Un racconto duro e a tratti disturbante, uno sguardo su un cupo futuro possibile. La storia è condotta con mano sicura e con una scrittura coinvolgente, che caratterizza in modo efficace il protagonista e valorizza i dialoghi fra i personaggi.

Quarto Classificato: Voi che siete me, di Michela Lazzaroni (Brugherio, Monza-Brianza)
Allucinante descrizione di un mondo distopico, per un racconto sull’omologazione delle persone e la crisi dell’identità. Un racconto che è anche una chiamata alle armi.

SFIDA 2019: SCRIVERE UN RACCONTO BASATO SU “LA STORIA INFINITA”

Sempre durante la premiazione, Emanuele Vietina, direttore generale di  Lucca Comics & Games, e Mario Pardini, presidente di Lucca Crea, hanno consegnato il premio speciale Lucca Comics & Games per SFIDA 2019, il concorso che RiLL riserva agli autori giunti una o più volte in finale al Trofeo.
Il concorso prende il nome dalla SFIDA lanciata da RiLL agli autori: scrivere un racconto fantastico che rispetti uno (o più) vincoli, che cambiano ogni anno.
Per il 2019 RiLL ha voluto omaggiare un classico della letteratura fantasy di cui ricorre il quarantennale: “La storia infinita”, di Michael Ende. La SFIDA quindi consisteva nello scrivere un racconto in qualche modo collegato al romanzo (e/o ai suoi personaggi e/o al suo autore) o che ruotasse intorno a una qualunque altra storia infinita (dove “infinita” si poteva intendere anche nel senso di una durata molto lunga – secolare o più – e non necessariamente nel senso stretto del termine).
I quattro racconti vincitori di SFIDA 2019, scelti da RiLL, sono pubblicati nell’antologia “LEUCOSYA e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”.

7 CONSIGLI DI GEORGE R.R. MARTIN (IL TRONO DI SPADE) SU COME SCRIVERE RACCONTI FANTASTICI

George R.R. Martin, autore de Il Trono di Spade

Il Trofeo RiLL rappresenta una chicca e il fatto che si svolga al Lucca Comics, non solo ne accresce il prestigio, ma offre la possibilità agli appassionati di ritagliarsi un’oretta per assistere al premio, conoscere anche ciò che sta dietro un racconto fantasy, e magari, ottenere qualche spunto o idea per poi potersi cimentare nella stesura di una storia fantastica.

E se il Trofeo RiLL non vi basta come spunto, vi lasciamo con alcune dritte dello scrittore fantasy più importante degli ultimi anni, vale a dire George R.R. Martin, autore della fortunatissima saga de Il Trono di Spade

1) A ogni azione corrisponde una reazione

Avrei potuto scrivere una storia su una famiglia modello. Ned Stark avrebbe potuto farsi carico dei loro problemi e risolverli. Ma tutto questo sarebbe stato davvero così interessante?”

Nella scrittura di Martin, che siano libri o racconti brevi, tutto ha delle conseguenze. Ogni scelta del personaggio compie enormi ramificazioni e non sempre ad essere premiati sono “i buoni”, anzi, i cattivi quasi mai vengono puniti. E soprattutto, i buoni non sono così buoni e i cattivi non sono così cattivi. Qualche esempio? Jon Snow, il buono per eccellenza, viene ucciso, resuscita, ma poi condanna a morte un bambino. O ancora Daenerys, che sì libera gli schiavi, ma manda in pezzi l’intera economia globale. E per finire, la cotta di Sansa per Joffrey, che porta alla decapitazione di suo padre. Insomma, come detto in precedenza, ramificazioni su ramificazioni.

2) Conosci e scrivi del tuo universo

Ben vengano le fonti di ispirazione per Martin, ma mai prendere in prestito il mondo di qualcun altro quando si elabora un racconto.

Scrivi ogni giorno, anche se solo una o due pagine. Più scrivi, più riuscirai bene. Ma non scrivere nel mio universo, o in quello di Tolkien, o della Marvel o di Star Trek, o in qualsiasi altro mondo preso a prestito. Ogni scrittore deve imparare a costruire i suoi personaggi, i suoi mondi e le sue ambientazioni. Usare il mondo di qualcun altro significa essere dei pigri alla ricerca della soluzione più facile. Se non eserciti questi “muscoli letterari”, non li svilupperai mai”.

trofeo rill
Tutti i personaggi de “Il Trono di Spade”

3) La verità emotiva è fondamentale

Per George RR Martin non bisogna necessariamente scrivere di cose realmente accadute (e sarebbe un paradosso se lui la pensasse così) ma risulta determinante nella stesura di un racconto, scrivere da un luogo di verità emotiva.

Nei corsi di scrittura creativa al college, i professori ti diranno: “Scrivi di ciò che conosci”. E questo viene spesso interpretato male come l’invito a scrivere una velata autobiografia. Per cui uno studente di Letteratura inglese dovrebbe scrivere una storia in cui l’eroe è uno studente di Letteratura inglese… Ma penso che la frase “Scrivi di ciò che conosci” andrebbe interpretata in un senso molto più ampio. Si parla di una verità emotiva qui. Parliamo della capacità di entrare dentro i tuoi personaggi per renderli reali. Se vuoi scrivere di un personaggio che assiste alla morte della persona amata, devi entrare dentro di te e dire: “Ti ricordi di aver mai perso una persona amata?”. Anche se è solo un cane quello che hai amato come un bambino o qualcosa di simile. Tocca quella vena di energia emotiva. In qualche modo, non è molto diverso dai metodi che seguono gli attori… Noi osserviamo gli altri dall’esterno. L’unica persona che davvero conosciamo dall’interno siamo noi stessi, e dobbiamo raggiungere la nostra interiorità per rendere reale il nostro mondo fittizio”.

Jon Snow, interpretato da Kit Harrington nella serie Il Trono di Spade

4) Ci sono giorni buoni e giorni negativi

Scrivere ogni giorno è un obiettivo quasi impossibile e l’autore deve abituarcisi. E soprattutto, mai abbattersi.

Mi alzo ogni giorno per lavorare di mattina. Prendo un caffè e inizio a lavorare. Nelle giornate buone mi alzo e mi accorgo che fuori è buio e l’intero giorno è trascorso e io non so dove sia andato. Ma ci sono anche le giornate negative. Dove combatto e sudo e dopo mezzora ho scritto solo tre parole. E dopo mezza giornata ho scritto una frase e mezza e quindi mi dimetto da scrittore per quel giorno e mi metto a giocare al pc. Sai, a volte sei tu a mangiare l’orso e a volte è lui a mangiare te”.

5) Vade retro cliché!

Di battaglie classiche tra il bene e il male ne abbiamo viste fin troppe! George RR Martin ci consiglia di evitare le rivalità e le guerre ultra-semplificate, di non mostrare solo chi sta dalla parte dei buoni e chi dei cattivi, ma di mostrare il più possibile sfaccettature e piccolezze che potrebbero risultare decisive.

Nel fantasy semplicistico, le guerre sono sempre pienamente giustificate, con le forze della luce che combattono quelle del male che vogliono conquistare la terra. Ma la realtà è più complessa. C’è una bellissima scena nell’Enrico V di William Shakespeare, quando egli cammina in incognito tra i suoi uomini alla vigilia della battaglia di Agincourt e alcuni di loro stanno discutendo se la causa del re sia giusta oppure no e si lamentano di tutti i morti che si avranno per supportare la chiamata alle armi. Questa è una questione valida. Poi c’è la Guerra dei cent’anni che di base è una faida familiare che causò la morte di intere generazioni. Così provo a mostrarlo con la mia scrittura”.

Daenerys, interpretata da Emilia Clarke ne “Il Trono di Spade”

6) Gli schemi generali sono di grande aiuto

Per Martin è fondamentale individuare i propri punti di forza da scrittore e assicurarsi di usarli come propria abituale pratica di scrittura.

Penso che ci siano due tipi di scrittori: gli architetti e i giardinieri. Gli architetti pianificano tutto in anticipo, come un architetto che costruisce una casa. Sanno quante stanze ci saranno nella casa, che tipo di tetto avrà, dove ci saranno i fili dei vari impianti e di che tipo sarà l’impianto idraulico. Hanno tutto disegnato e progettato prima di piantare il primo chiodo. I giardinieri fanno un buco, ci buttano dentro un seme e innaffiano. Si preoccupano di sapere di che tipo di seme si tratti, sanno se hanno piantato un seme fantasy, un mistery o qualsiasi altra cosa. Ma man mano che la pianta cresce e la innaffiano, non sanno quanti rami avrà, lo scopriranno durante la crescita. Io sono più un giardiniere che un architetto”.

7) Impara da ciò che leggi

Infine, ma non meno importante, leggere. Leggere, Leggere, Leggere!

La cosa più importante per qualsiasi aspirante scrittore è leggere. E non solo il tipo di cose che stai tentando di scrivere, che si tratti di fantasy, fantascienza, fumetti, o altro. Devi leggere di tutto. Leggi narrativa, saggistica, riviste, quotidiani. Leggi saggi di storia, romanzi storici, biografie. Leggi romanzi gialli, fantasy, opere di fantascienza, horror, classici, romanzi erotici, di avventura o satirici. Tutti gli scrittori hanno qualcosa da insegnarti, nel bene o nel male. E sì, puoi imparare anche dai libri brutti, non solo da quelli buoni”.

 

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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