Evento di presentazione del Motor Show 2016

BOLOGNA – L’edizione 4.0 del Motor Show è stata presentata venerdì 4 dicembre 2015 a Bologna con un appuntamento ricco di ospiti e novità che ha svelato retroscena e ghiotte anticipazioni su quella che sarà, a detta del presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli e dell’ingegnere Eugenio Razelli, un successo annunciato. Lo ha spiegato bene “a suon di numeri” Gian Primo Quagliano, uno degli illustri relatori che si sono avvicendati in una conferenza-evento articolata in tavole rotonde e incontri intervallati da pause ristoro. Il presidente di Econometrica ha parlato dell’andamento del mercato italiano sostenendo l’importanza di una crescita legata al cambiamento del paradigma del marketing e all’ottica di investimenti a breve termine indotti dalla crisi. Così, il Motor Show, potrebbe dare un contributo fondamentale alla crescita economica del paese. Ma cifre e previsioni di mercato non sono state le uniche tematiche affrontate. Nel primo appuntamento della giornata svariati ospiti sono intervenuti su questioni capitali dell’automotive, in particolare sulle nuove frontiere dell’hub digitale, sui sistemi di sicurezza e la gestione elettronica dei veicoli, sull’infotainment e le scatole nere intelligenti. Ha moderato il caporedattore del Giornale Radio Rai Roberto Pippan. Alla fine degli interventi è stato possibile fare un quadro preciso di quello che sarà l’evoluzione dell’automobile, il suo valore nel mercato odierno e in prospettiva futura, la sua ormai consolidata capacità di essere interconnessa e interfacciata con le nuove realtà digitali e di mappatura satellitare.

Insomma, le tematiche affrontate hanno permesso di gettare una nuova luce anche e soprattutto sulla nuova tecnologia che renderà possibile, dal 3 all’11 dicembre 2016, un’edizione celebrativa e piena di novità del Motor Show.

Come anticipato da Marco Santino, partner e managing director del The Boston consulting group, viviamo in un mondo in cui ormai lo scambio di dati è divenuto endemico a livello globale ed è quindi opportuno insistere sulla mobilità del sistema automobilistico, sulle interconnessioni di diversi operatori in un nuovo modello di business che colleghi, in un nuovo ecosistema, costruttori, produttori, addetti alla componentistica e tutti i players preposti alla vendita di auto, ma anche di servizi per le proprie autovetture. Paola Carrera, direttrice telematica della Magneti Marelli, ha invece insistito sull’importanza dell’introduzione, a partire dal marzo 2018, della scatola nera sulle autovetture nuove e di nuova omologazione che consentiranno di fare molti passi in avanti sulla sicurezza stradale. Basti pensare che, in caso di incidente, grazie ad un sistema di localizzazione satellitare, sarà possibile fare arrivare i soccorsi nel tempo massimo di venti minuti. Ma tante altre saranno le innovazioni legate alle nuove frontiere della connettività globale: il monitoraggio costante e in tempo reale della salute dei veicoli, l’aiuto immediato fornito al guidatore, l’erogazione di servizi di chiamate d’emergenza o di pagamento di pedaggio autostradale. E cambieranno di conseguenza anche gli standard e le polizze assicurative, come spiegato dagli ospiti presenti in sala. Il preambolo sulla connettività dell’auto è stato necessario per la ricca preview a seguire dello show vero e proprio, quello che sarà allestito a BolognaFiere il prossimo anno. Duccio Campagnoli, presidente di BolognaFiere, è intervenuto nel primo di una serie di “road show” che sponsorizzeranno il grande evento del quarantennale del Motor Show.

Dopo ben 39 edizioni di grandissimo successo che hanno portato grandi numeri di pubblico e hanno creato, nel polo culturale del capoluogo emiliano, un appuntamento imprescindibile per appassionati e addetti ai lavori, il Motor Show è pronto a riaprire i battenti e a scaldare i motori, non più guardando al passato, ma alle nuove evoluzioni del mondo dell’auto. La manifestazione, per l’ingegnere Eugenio Razelli, chiamato in causa come coordinatore advisory board, diventa quindi un atto di fede, perché l’evento non è solo importante per la politica industriale ed economica del paese, ma diventa occasione per promuovere un nuovo brand italiano, la vendita di un’idea e di emozioni su ruote, grazie ad esempio alle apposite aree deputate al test driving, o alle performance automobilistiche in cui si avvicenderanno piloti ed esperti per allestire spettacoli su strada e prestazioni estreme.

Di questo ha parlato l’architetto Paolo Maldotti nel rendering  in video. Maldotti ha spiegato che il prossimo anno i visitatori vedranno già a partire dagli spazi di allestimento, cambiamenti e significative innovazioni. L’area destinata alle esposizioni dei grandi marchi sarà come sempre democratica, così com’è lo spirito dell’iniziativa da ormai quarant’anni, mentre gli appassionati e chiunque abbia in mente di comprare un auto potranno accedere attraverso un tunnel dallo showroom all’area in cui si potrà effettuare una guida di prova e, sia nel periodo della manifestazione, sia per tutto l’anno in corso, grazie ad apposite app,  potranno mantenere un dialogo attivo con l’organizzazione e con i concessionari da loro scelti nelle zone preferite.

Il Motor Show, dunque, sarà ben più che un progetto, una suggestione, un’esperienza che proietterà a trecentosessanta gradi lo spettatore nel cuore dei motori pulsanti. Non un classico salone delle auto come quello di Francoforte o Ginevra, ma un avventuroso, divertente e istruttivo tuffo nel mondo delle automobili, corredato da apposite aree food e spazi ricreativi. Ha chiuso il programma della giornata di presentazione la tavola rotonda: “L’automotive in Italia: mercato, filiera, nuovi modelli di mobilità. Una grande opportunità per il paese”.

Noi di Mywhere vi diamo appuntamento al 3 dicembre 2016 per condurvi alla scoperta delle nuove auto “telematiche” e dello spettacolo di un nuovo Motor Show, quello 4.0 che diventa sempre più mercato interconnesso di idee, sogni ed emozioni su strada.

Vincenzo Palermo

Cinefilo vorace e accanito bibliofilo, aspetta con pazienza un primo contatto alieno dal 1992, anno in cui vide Incontri ravvicinati del terzo tipo di Spielberg e si innamorò del cinema e del regista di Cincinnati. Una laurea in lettere, il grande schermo come fissa dimora, la cultura come pane quotidiano: segue festival e rassegne cinematografiche, mostre d’arte e conferenze letterarie. Ama indistintamente Dante e Boccaccio, Nabokov e Stephen King, Hieronymus Bosch e Caravaggio, Bergman e Scorsese. Se il caro vecchio Doc di Ritorno al futuro potesse teletrasporarlo in un’altra epoca a 88 miglia orarie, sceglierebbe di tornare al Medioevo dei cantori d’arme e d’amore, di streghe e cavalieri giostranti. Scrive recensioni, saggi e articoli di approfondimento su testate giornalistiche on-line e riviste specializzate.
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