Considerazioni finali sulla Festa del Cinema di Roma

ROMA – Anche l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è conclusa e penso sia importante offrire ai lettori i numeri della manifestazione e qualcosa dell’atmosfera che si è respirata durante l’evento. A livello di dati il bilancio non può che essere entusiasmante. L’affluenza di pubblico è aumentata del 18% rispetto alla scorsa edizione, e anche la stampa estera si è interessata maggiormente all’evento con il 38% in più di articoli.

C’è stato inoltre un aumento degli accrediti del 6% e + 13% dei biglietti venduti. La Festa del Cinema ha spopolato (avuto un impatto significativo) anche sui social: 52 mila fan su Facebook, 15 mila follower su Twitter e 9 mila su Instagram. Insomma, numeri da capogiro dovuti soprattutto alla forte presenza di star americane, da Tom Hanks a Meryl Streep, da Oliver Stone a Viggo Mortensen.

Da una parte quindi, la grande soddisfazione per il successo, ma dall’altra, una sensazione di incompiuto, di ciò che poteva essere, ma che alla fine non è stato.

Pochi i film davvero interessanti, quasi nessuno diverso da quel prodotto medio che siamo abituati  spesso a vedere. In questo senso, l’edizione dello scorso anno, è stata nettamente superiore. Credo che una kermesse cinematografica debba porsi come obiettivo proprio quello di proporre concetti destabilizzanti, che minino quelle certezze assolute su cui si fonda la nostra vita.

Ma entriamo nel dettaglio, facendo uso delle classiche pagelle post-festival.

Voto 4 all’organizzazione. I soliti orari assurdi, che combaciano e che impediscono di vedere due film di seguito, a meno che non si abbia la capacità di duplicarsi all’infinito. Se con la promozione, la Festa del Cinema di Roma riesce a incrementare i suoi risultati anno dopo anno, è nell’organizzazione durante l’evento che il confronto con altre manifestazioni, come Venezia, è negativo.

Voto 8 alla Sezione Incontri. Meryl Streep, Bernardo Bertolucci, Roberto Benigni, Oliver Stone, David Mamet, Werner Herzog e Viggo Mortensen. E’ stata un’edizione piena di star, non solo del mondo del cinema. In ogni caso di cinema nella sezione Incontri, se n’è respirato tantissimo. Molto brillanti, come sempre, le interviste del direttore Antonio Monda, che hanno portato le eccellenze internazionali a raccontare parti della loro vita poco conosciute al pubblico, con aneddoti davvero divertenti.

Voto 9 a Manchester By The Sea. A parer nostro uno dei migliori film dell’anno e un potenziale candidato agli Oscar 2017. L’opera di Lonergan può fregiarsi di un Casey Affleck in stato di grazia e di una struttura a puzzle, da comporre piano piano, una sorta di processo che si alimenta di ogni scarto, di ogni momento apparentemente irrilevante ma che può rivelarsi ancor più traumatico.

Un film capace di trattare il più drammatico dei temi con ironia e sincerità. Uscirà nelle sale italiane il 1 dicembre e non potete perdervelo!

Voto 4 a Maria per Roma. Presentato alla stampa come “il prossimo Jeeg Robot”, il film d’esordio di Karen Di Porto non è riuscito a mantenere le grandi aspettative. Né commedia né grottesco, il film mantiene lo spettatore in un limbo per un’ora e mezza dal quale non riesce mai ad uscire. Gli attori, esordienti ma non deve essere una giustificazione, sono davvero scarsi e non sono certo aiutati dai dialoghi, sempre banali e quasi mai divertenti.

Insomma, non affannatevi, non troverete né Maria né Roma in questo film. Un palcoscenico come la Festa del Cinema merita ben altro!

Voto 7 a Una. Basato sull’opera teatrale di David Harrower, Una (di Benedict Andrews) tratta un tema scabroso come quello degli abusi sessuali con grande sapienza e originalità, sollevando il pubblico da un giudizio morale. A soli 13 anni, Pete ha abusato di Una. Dopo aver scontato 4 anni di carcere, Pete si è rifatto una vita, mentre Una rimane inevitabilmente invischiata nel  suo passato. Il film si svolge quasi interamente dentro una stanza e propone un confronto tutt’altro che scontato tra Pete e Una. Molto bravi i protagonisti, Rooney Mara e Ben Mendelsohn, che hanno dato vita a una recitazione di rara intensità.

Voto 8,5 a Captain Fantastic. Nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, un padre fuori dal comune dedica la propria vita a trasformare i suoi 6 figli in adulti straordinari. Ma una tragedia si abbatte sulla sua famiglia, costringendolo a lasciare quel paradiso, faticosamente costruito, per iniziare, insieme con i suoi ragazzi, un viaggio nel mondo esterno che metterà in dubbio la sua idea di cosa significa essere un genitore, e tutto ciò che ha insegnato ai suoi figli. Un film sulla più complicata delle avventure: essere genitori. Matt Ross dirige un Viggo Mortensen in forma strepitosa, in una pellicola davvero intensa e premiata dal pubblico di Roma come Miglior Film. Captain Fantastic presenta una sceneggiatura e un ambientazione meravigliose. La parte più convincente risiede nei monologhi padre-figli, veri e in crescendo dall’inizio alla fine. Delicato, divertente, pieno di spunti di riflessione. Uscirà nelle sale italiane il 19 novembre!

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CAPTAIN FANTASTIC

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

3 Responses to "Considerazioni finali sulla Festa del Cinema di Roma"

  1. Lia Giannini   25 Ottobre 2016 at 09:58

    Assolutamente d’accordo. L’organizzazione continua ad essere gestita in modo pessimo, sono accaduti episodi tra la stampa e/o pubblico e sicurezza imbarazzanti. Un festival che si propone come uno degli eventi più importanti nel mondo dovrebbe essere decisamente diverso.

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  2. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   25 Ottobre 2016 at 13:36

    D’accordissimo. Anche le file sono gestite malissimo. Alle proiezioni serali entrare con l’accredito è praticamente impossibile. Questi problemi sono duri da digerire soprattutto per gli addetti ai lavori.

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  3. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   26 Ottobre 2016 at 08:17

    Complimenti per la schiettezza e il coraggio che hai dimostrato nel prendere posizione sia nei confronti dall’organizzazione e sia nel giudizio sui film. Roma è una location mitica per la cultura cinematografica. Merita maggiori attenzioni. Forse il format del festival andrebbe rivisitato.

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