Al cinema Dossier 137

Al cinema Dossier 137

ROMA- Al cinema Nuovo Sacher continua la rassegna Rendez-vous con il nuovo cinema francese. Presentato Dossier 137 alla presenza del regista Dominik  Moll e dell’attrice principale Léa Drucker. In sala dal 16 aprile prossimo distribuito da Teodora film.

Presentato ieri in anteprima nell’ambito della rassegna Rendez-vous con il nuovo cinema francese il film di Dominik Moll Dossier 137. In sala dal 16 aprile prossimo distribuito da Teodora film.

Il regista Dominik Moll

Da Cannes a  Roma

In concorso alla 78esima edizione del Festival di Cannes  ha ricevuto un’accoglienza molto positiva. Apprezzato da critica e pubblico come dimostrano i successivi riconoscimenti all’attrice protagonista Léa Drucker premiata con il César per la migliore interpretazione e il Premio Lumière quale Migliore attrice. Il film inoltre ha avuto anche il César assegnato da una giuria composta da giovani studenti del liceo.

Ispirato da fatti reali

Il tema trattato è scottante e riguarda non solo la Francia. Moll affronta infatti il delicato e sensibilissimo problema legato alla violenza delle forze dell’ordine nei confronti di cittadini che manifestano la loro contrarietà in piazza. La storia è ambientata nel 2018 quando in Francia esplose l’accesissima protesta dei gilet gialli che scesero in piazza per alcuni giorni rivendicando una serie di diritti. Forse non tutti sanno che in Francia esiste un’istituzione l’IGPN (Inspection générale de la Police nationale) , una specie di polizia della polizia che ha il compito di rilevare eventuali abusi o illeciti commessi in servizio dagli agenti. Stephanie la protagonista sta appunto indagando su una possibile violenza praticata ai danni di un inerme manifestante.

Il funzionamento dell’IGPN, mi incuriosisce da molto tempo. Essendo agenti che indagano su altri agenti, si trovano in una posizione scomoda. Sono spesso disprezzati e talvolta odiati dai loro colleghi, nonché criticati dai media, e queste tensioni mi interessavano a livello narrativo.

Così afferma il regista che infatti ci presenta la vicenda cercando di fornire un’esposizione equilibrata dei fatti. Le violenze sono inaccettabili e gettano discredito sull’intero corpo di polizia, è pur vero però che c’è un diffuso sentimento di malessere  che nasce dall’ impunità con cui i poliziotti riescono comunque a sottrarsi alla giustizia generando un profondo senso di frustrazione in chi indaga e anche a noi spettatori che constatiamo alla fine che esistono ancora, parafrasando il capolavoro di Petri, persone al di sopra di ogni sospetto.

Anna Maria Di Francesco

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