VECCHIO CINEMA GRILLI – Una riflessione sul cinema contemporaneo e un consiglio di visione per riscoprire i grandi classici: Le belle della notte di René Clair, film del 1952 tra sogno, musica e ironia.
Negli ultimi tempi andare al cinema, proprio dentro la sala buia, è diventato molto faticoso, soprattutto per la proposta di film sia italiani, sia stranieri. Diciamo subito che la proposta non è particolarmente allettante, non solo per i film che vengono prodotti e distribuiti nel nostro Paese, ma anche per quelli che arrivano dall’estero e che magari vincono premi totalmente immeritati nei vari festival.
Allora mi sono orientato a studiare attentamente la programmazione televisiva di alcuni film, soprattutto del periodo di quando il cinema era fatto da grandissimi registi. Stiamo parlando di un arco di tempo che attraversa gli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta.
Cari lettori, ho deciso quindi che ogni tanto vi segnalerò un film di particolare valore che potete trovare o nelle piattaforme gratuite (che sono tante) oppure nella programmazione di qualità delle reti televisive, dalla Rai a Mediaset, da La7 (che ha istituito un canale dedicato esclusivamente al cinema) alla tv del Vaticano, Tele2000.
Ritengo che ci siano tutte le condizioni per essere beneficiati da questa “gigantesca cineteca” che attraversa le principali reti televisive.

Un classico da riscoprire: Le belle della notte
Vi segnalo oggi un film di René Clair del 1952. Titolo “Le belle della notte”.
La trama è molto semplice: il protagonista, Gerard Philippe, vive sognando e le belle della notte si riferisce a tutte le donne, chiaramente una più bella dell’altra, che lui incontra in questi sogni. Lui è musicista ma viene continuamente interrotto dai rumori della città.
La sceneggiatura del film, molto particolareggiata, si svolge proprio attraverso la narrazione di tutti questi episodi. I sogni sono ambientati anche in periodi storici differenti, dai primitivi alle corti reali di Francia, dai beduini ai tre moschettieri, dalle guerre dell’Ottocento a quelle del Novecento.
La colonna sonora si adatta alle varie situazioni, dove anche comicità e ironia governano le varie gags che vengono proposte allo spettatore.

Il cinema di René Clair tra surrealismo e avanguardia
Penso che questo “attraversamento dei secoli” abbia creato nel regista la possibilità di realizzare uno stile narrativo particolarmente efficace. La musica è un trait d’union di tutto il percorso.
Alcune chicche sono rappresentate, a parte il protagonista principale Gerard Philippe, dalla presenza di Gina Lollobrigida e Paolo Stoppa, eccellenti performers.
Non dimentichiamoci che René Clair è l’autore di un film muto che ha solo l’accompagnamento musicale che è “Entr’acte” del 1924.
In tutti i film Clair, dove possibile, fa un omaggio alle avanguardie, al Dada, al Surrealismo. E’ stato definito da molti critici, soprattutto stranieri e francesi, un uomo ponte attraverso il cinema; in effetti tutto il suo cinema è in continuo “attraversamento”.
I critici italiani non l’hanno particolarmente amato, mentre i critici d’oltralpe erano entusiasti. Io resto convinto che René Clair sia abbondantemente studiato da Chaplin, Lubitch, Gene Wilder e non escludo neanche un approfondimento da parte di Woody Allen.

Una proposta per riscoprire il grande cinema in tv
Quindi il mio consiglio è quello di dedicarsi a questa immensa cineteca che sta attraversando tutte le televisioni anche concorrenti fra loro, con proposte però di altissima qualità.
Propongo invece ai programmatori dei vari canali. Quando il film finisce, sarebbe molto opportuno inserire il nome dei protagonisti e quello dei loro interpreti per permettere anche allo spettatore di individuare attori meno conosciuti ma comunque molto stimati.
Mi farò vivo più avanti segnalandovi un altro film che io ritengo di grande valore.
- Le belle della notte: il film da riscoprire – 14 Maggio 2026
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