Halloween fuori dagli schemi: 10 film non scontati per una notte da brividi (davvero)

Halloween fuori dagli schemi: 10 film non scontati per una notte da brividi (davvero)

MONDO – C’è vita oltre Halloween e Nightmare. Se quest’anno vuoi trascorrere la notte del 31 ottobre con film capaci di inquietare, emozionare e sorprendere, ecco dieci titoli fuori dagli schemi: dal gotico raffinato di Crimson Peak al silenzio malinconico di A Ghost Story, passando per le visioni psicologiche di Hereditary e The Others. Un viaggio tra paura, estetica e poesia del brivido.

Ogni anno, alla vigilia di Halloween, le piattaforme di streaming si riempiono di film iconici: Halloween, Nightmare, The Conjuring. Ma se la notte del 31 ottobre fosse l’occasione per guardare qualcosa di diverso?
Non serve per forza una maschera o un assassino col coltellaccio per sentire il brivido: a volte, è il silenzio, l’inquietudine o la bellezza ambigua di un’immagine a far tremare davvero. Ecco dieci film non scontati, da scoprire o riscoprire, per chi vuole vivere Halloween con un pizzico di classe (e un po’ di angoscia sottile).

The Others

Coraline e la porta magica (2009) e The Others (2001): l’inquietudine domestica

L’orrore, spesso, abita in casa. Coraline, con la sua estetica da fiaba gotica in stop-motion, trasforma la curiosità infantile in incubo domestico: una porta segreta, un mondo parallelo, e una madre “troppo perfetta” che cela un abisso.
Anni prima, The Others di Alejandro Amenábar aveva già reinventato la paura casalinga. Nicole Kidman, immersa in una villa vittoriana avvolta nella nebbia, affronta un terrore che non arriva dall’esterno, ma dal passato stesso. Nessuno urla, eppure tutto fa paura.

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Hereditary

The Witch (2015) e Hereditary (2018): la fede, la famiglia, la follia

Robert Eggers e Ari Aster hanno riportato il cinema horror a una dimensione quasi rituale. The Witch è una parabola sulla superstizione: una famiglia puritana, isolata nel bosco, si sgretola sotto il peso della colpa e della paura del male.
In Hereditary, invece, il terrore nasce dal sangue e dal dolore, dalla trasmissione invisibile di un destino oscuro. Non è solo una storia di possessione, ma una riflessione sul trauma e sull’impossibilità di sfuggire all’eredità emotiva.

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Crimson Peak

Crimson Peak (2015) e Lasciami entrare (2008): il lato romantico dell’orrore

Guillermo del Toro con Crimson Peak firma un gotico elegante e sensuale: fantasmi come metafora della memoria, passioni che si intrecciano con la morte. È un film di fantasmi, sì, ma anche d’amore e di ossessione.
Più intimo e dolce, Lasciami entrare racconta la storia di un bambino solitario e di una misteriosa “ragazza” che vive solo di notte. Non c’è solo paura: c’è tenerezza, fragilità, e un’ombra d’infanzia che non tramonta mai.

Suspiria

Suspiria (1977) e The Lighthouse (2019): estetiche della follia

Il cinema diventa esperienza sensoriale con due opere diversissime ma ugualmente ipnotiche. Suspiria di Dario Argento è un balletto di colori, sangue e suoni, un incubo barocco che ancora oggi influenza generazioni di registi.
The Lighthouse, invece, chiude tutto in un bianco e nero ossessivo, due uomini, un faro, e la discesa nella follia più pura. Eggers trasforma il mare e la luce in metafore della mente che implode.

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Scappa – Get Out

Get Out (2017) e A Ghost Story (2017): i film di Halloween che fanno riflettere

Con Get Out, Jordan Peele ha reinventato il genere mescolando paura e critica sociale: il razzismo diventa un mostro elegante e insinuante, più reale di qualunque demone.
All’opposto, A Ghost Story di David Lowery racconta il dolore della perdita attraverso un fantasma con un lenzuolo: un film lento, meditativo, quasi filosofico, dove la paura si trasforma in malinconia.

Halloween

Halloween e i film horror: non è sempre quello che ti aspetti

Halloween può essere più di una notte di urla e jumpscare. Può essere il momento per riflettere su ciò che davvero ci inquieta: la solitudine, la memoria, la famiglia, il tempo.
Questi film non spaventano sempre in modo convenzionale, ma lasciano un segno profondo, quello che resta dopo che la luce si spegne e il mondo, per un istante, sembra trattenere il respiro.

Mirko Torre

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