Il finale di Stranger Things è tutto ciò di cui avevamo bisogno (SPOILER)

Il finale di Stranger Things è tutto ciò di cui avevamo bisogno (SPOILER)

MONDO – Il finale di Stranger Things 5 non è solo la conclusione di una serie, ma un vero evento televisivo. Tra cinema puro, malinconia, nostalgia anni ’80 e un racconto che chiude il cerchio iniziato anni fa, i Duffer Brothers firmano un addio capace di lasciare domande, emozioni e silenzi. Un viaggio lungo due ore che parla di amicizia, crescita e memoria, ricordandoci perché questa serie ha segnato un’epoca.

Il 1 gennaio quest’anno ha avuto un sapore diverso. Mentre c’era chi brindava, ballava o si univa in un maldestro trenino, qualcun altro accendeva la tv, si collegava a Netflix e iniziava uno dei viaggi più belli degli ultimi anni. Il capitolo finale di Stranger Things 5.

Sì, perché televisivamente parlando, quello che tutto il mondo ha visto nelle ultime due settimane, ma soprattutto nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, è qualcosa che cambierà il modo di intendere una serie tv. Partendo dalla durata, 2 ore e 08 minuti di puro cinema, difficilmente vedremo ancora qualcosa di simile.

La serie blockbuster prodotta da Netflix e scritta da Matt e Ross Duffer, comunemente i Duffer Brothers, ha trovato la sua conclusione proprio nei giorni delle feste di Natale. Il gran finale era atteso da molti e, per quello che riguarda l’opinione di chi scrive, ha pienamente rispettato le aspettative.

La fine è al principio

La gestione del tempo, pur con qualche critica, è stata magistrale. Due ore e dieci divise perfettamente a metà, in due scenari completamente differenti. La prima, quasi interamente svolta nell’Abisso (o dimensione X) dove la “truppa” era intenta ad affrontare e poi sconfiggere Vecna prima e il Mind Flayer poi. La seconda, dove tutto (o quasi) è tornato alla normalità.

Se è vero che in molti casi “la fine è al principio”, nella puntata finale di Stranger Things 5 abbiamo avuto conferma di quanto tutto fosse strettamente collegato fin dall’inizio. Il filo rosso che unisce tutto è chiaramente il popolare gioco di ruolo Dungeons & Dragons, ma è soltanto un pretesto per aprire un portale dentro sé stessi e scoprire che non tutto è come sembra.

finale stranger things

Il percorso

Le storie di alcuni personaggi non sono state gestite nel migliore dei modi, questo è vero. Troviamo infatti diversi buchi di trama nel percorso di Henry Creel, in quello di Hopper e perfino in quello di Kali. Il primo dei tre, co-protagonista dell’ultima stagione, ha lasciato intendere che ci fosse del buono, ma forse i Duffer Brothers avrebbero dovuto approfondire di più il discorso.

Aldilà delle critiche, lecite, però quello che rimane è da una parte un senso di malinconia per ciò che si è concluso. Dall’altra l’impressione che forse avremmo voluto sapere di più. Proprio questo “vuoto” finale è esattamente ciò che volevamo dal finale di Stranger Things…solo che ancora non lo sapevamo.

Sì, perché in un mondo in cui siamo abituati ad avere tutto chiaro, preciso e senza sbavature, Stranger Things 5 è stata una boccata d’aria fresca. Un viaggio, come dicevo all’inizio, che ha reso tutti bambini almeno per un minuto, e adulti allo stesso tempo. Un percorso in cui abbiamo conosciuto il vero valore dell’amicizia, della famiglia e anche degli sbagli. Abbiamo conosciuto eroi, bulli, poteri sovrannaturali e forze governative sconosciute.

Chi non ha vissuto gli anni ’80 è riuscito a calarsi quasi immediatamente in quel contesto così lontano da noi, così diverso e a volte anche “strano”. Eppure è anche tremendamente attuale. Lo capiamo perfettamente nella seconda ora della puntata finale di Stranger Things, dove tutti i personaggi principali cercano di tornare alle proprie vite e alle difficoltà “normali” di una cittadina di provincia americana. Il college, il diploma, il lavoro e anche (soprattutto) il gioco.

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Le scene più emozionanti del finale di Stranger Things

Tra le scene più emozionanti c’è sicuramente la riunione sul tetto della radio WSQK, dove Nancy, Jonathan, Steve e Robin si promettono di non lasciarsi più, pur essendo tutti lontani 18 mesi dopo gli eventi di Vecna e del Mind Flayer. Un discorso in cui tanti si sono rivisti, chi dopo il liceo ha perso gli amici, chi ancora dopo i trent’anni cerca di tenere in vita ricordi che cambiano vite. Davanti a quelle quattro sedie c’erano milioni di telespettatori in silenzio, ad ascoltare le voci dei protagonisti, ma soprattutto sé stessi.

Il dialogo padre-figlio (pur non essendo così nella serie) tra Hopper e Mike, davanti al memoriale per i caduti, è uno squarcio enorme nell’anima di chi ha saputo viverlo. Il consiglio di un padre che ha perso due figlie, di non dimenticare il passato, ma anzi accettarlo per i giorni che seguono. La tristezza, ma la consapevolezza di un ragazzo che si è visto sfilare davanti agli occhi gli anni più belli della sua adolescenza.

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Poi la scena finale, la conclusione della campagna di D&D iniziata anni prima, nello scantinato a casa di Mike. Proprio lui, che ha perso Undici 18 mesi prima, racconta la sua versione della storia agli amici, lasciando un finale aperto al quale ognuno di noi è libero di credere oppure no. I ragazzi si salutano esclamando “Great Campaign“, grande campagna. Un’espressione che può risultare quasi banale, ma che ci ricorda come l’inizio di tutto fosse “solo” un gioco e che questo gioco deve e dovrà restare tale. I Cinque lasciano lo scantinato alla sorellina di Mike, Holly, che raccoglie l’eredità del fratello ed è pronta a continuare la tradizione.

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Purple Rain

A conclusione di tutto c’è anche la scelta musicale. Purple Rain, successo cult del 1984 di Prince, è la fine perfetta per quello che abbiamo vissuto. La pioggia viola, un mix di rosso e blu (i colori del SottoSopra) rappresenta un simbolo di purificazione e di unione nel superare le avversità.

E quindi grazie, Netflix. Grazie Matt e Ross Duffer. Avete regalato al mondo uno specchio reale degli anni ’80. Un pezzo di cinema e di intrattenimento al quale non eravamo pronti, ma promettiamo di esserlo in futuro.

Mirko Torre

2 Responses to "Il finale di Stranger Things è tutto ciò di cui avevamo bisogno (SPOILER)"

  1. Francy   2 Gennaio 2026 at 01:04

    Grazie sì… grazie anche di averci un finale deludente

    Rispondi
  2. Francy   2 Gennaio 2026 at 01:04

    Di averci dato

    Rispondi

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