ROMA – Crunch Talenti riscrive l’idea di pizzeria romana grazie alla visione dello chef Matteo Lo Iacono. Dall’antipasto al dessert una continua sorpresa. Un progetto che unisce tecnica, contaminazioni internazionali e rispetto della tradizione, trasformando la pizza bassa e croccante in una vera esperienza gastronomica.
Non fatevi incantare dall’insegna pizzeria. Se leggete qualche riga del curriculum di Matteo Lo Iacono non potete aspettarvi una semplice pizza da Crunch. Ascoltando le sue esperienze lavorative in giro per l’Europa, (chef con un passato tra i 5 stelle lusso e stellati, in Italia e all’estero), si arriva a capire la personalità di chef Matteo. Volitivo, audace e acuto con il suo sorriso e la sua simpatia vi coinvolgerà, specie se rappresentate il suo Paese amato… l’Italia? Certamente sì, ma non solo! Ho scoperto quale Paese detiene il primato nel suo cuore presentandogli i miei ospiti spagnoli… ha cominciato a parlare con loro (in spagnolo ovviamente) con gli occhi che si illuminavano di gioia.

Per fortuna Matteo non ha dimenticato nulla dell’esperienza culinaria fatta nella penisola Iberica, anzi! L’ha reinterpretata con il suo sapere, con la voglia di ricreare nuove prelibatezze in una fusione di sapori reinventati con maestria.

Gli antipasti di Crunch
All’arrivo dei primi antipasti per un attimo siamo stati indecisi se fosse sushi o altro. Ma la cura della mise en place ci deviava, stavamo per assaggiare un capolavoro. Il Sushimbocca Iberico, rivisitazione del tradizionale Saltimbocca alla romana che è diventato un must per i clienti abituali (Scottona nazionale, salvia, pepe Sichuan, besciamella al pecorino mancheco semistagionato, jamon iberico de bellota 100% e riduzione di vino bianco). Abbiamo proseguito con il sorprendente Spiebab, un mille foglie di Scottona nazionale e guanciale di Patanegra in spiedo ai carboni (yakitori), senape, miele, mayo all’aglio infornato e melissa.
Insomma l’inizio, dato che eravamo preparati a degustare solo un’ottima pizza, è stato piacevolmente destabilizzante.

Scegliere tra la gli antipasti della Fry Zone o l’alternativa No Fry Zone è un’opportunità in più per scoprire il format outsider di Crunch che punta sull’offrire ai commensali un’alternativa al canonico abbinamento “pizza e fritti”.
Altre originali proposte come il Pan Brioche, farcito con hamburger di tonno rosso pinna gialla e lardo di Patanegra home-made ai carboni (yakitori), ketchup di peperone home-made e verza stufata meritano decisamente attenzione ma eravamo diventati impazienti di provare la pizza.

Crunch firma la rivoluzione gentile della pizza romana: “bassa e croccante”
Per Matteo Lo Iacono «la pizza» – cibo popolare per eccellenza – «deve essere vicina a chiunque» e deve nascere da un principio prima di tutto etico. Dove sostenibilità e buon senso diventano parte della ricetta. È da qui che prende forma la sua scelta di dare voce agli ingredienti, valorizzandoli in ogni loro componente con varie tecniche e riducendo gli sprechi al minimo. Gesto che dialoga naturalmente con la decisione di rendere home-made molte lavorazioni. Trasformando la cucina in un lavoro di sottrazione consapevole che dà pieno respiro alle materie prime. Tutto questo viene raccontato nel nuovo menù con pizze come la 4Flowers – inno al cavolfiore. Presente in originali e gustose forme e consistenze, dalla crema, al caramello, passando per il cavolfiore gratinato al tofu e la sua polvere, ottenuta dal cavolfiore bruciato.

Tra pizze “classiche” ed “estrose”
I topping sono da Crunch un esercizio di tecnica, ma anche di gusto, evidenziando la curiosità gastronomica di un pizza chef che non smette mai di sperimentare, pur rimanendo legato a un’arte bianca concreta e riconoscibile, dalle tonde classiche a quelle più estrose.
Bufala (pomodoro San Marzano DOC, mozzarella di bufala campana, basilico ed olio evo di Itrana), Marinara (pomodoro San Marzano DOC, origano calabro, salsa verde), Burro, Salvia e Parmigiano (base fior di latte, parmigiano reggiano 36mesi, beurre blanc e salvia fritta), The next diavola (passata di cachi dei Castelli Romani, chorizo iberico de bellota, rucola baby, uovo barzotto marinato alla soia e tabasco, crumble di olive nere di Gaeta e olio di Itrana macerato al peperoncino in agrodolce) una irriverente rivisitazione della classica diavola, che sostituisce il pomodoro con una conserva di cachi autoprodotta, esercizio di stile compiuto anche nell’Amatriteo (vellutata di prugne laziali e spicchi confit, guanciale di Amatrice, pepe nero selvatico, fonduta di pecorino bislacco, pecorino romano di Castel Gandolfo), divertente versione agrodolce della tradizione Amatriciana che vede le prugne prendere il posto della canonica passata di pomodoro.

L’impasto di Crunch
L’impasto nasce da una farina tipo 1 ottenuta da grani 100% italiani, arricchita da una quota di farro che regala alla tonda quel morso netto e inconfondibile. L’idratazione al 60% dialoga con la natura essenziale della romana bassa e “scrocchiarella”. Così come il panetto da 180 grammi, lavorato a mano e mai al mattarello. Un gesto misurato, pensato per preservarne la struttura, accompagnandolo verso la sua fragranza naturale.
La carta, poi, offre ben più di una soddisfazione anche sul fronte del beverage. Dalle birre, ma anche vini, ai cocktail signature, studiati per essere abbinati all’offerta gastronomica.

Il progetto Crunch è il nuovo progetto dell’imprenditore di Federico del Moro che con chef Matteo Lo Iacono riscrive le regole della tonda romana con la nuova insegna capitolina.

La filosofia del progetto
In fondo, la filosofia del progetto di Federico del Moro e Matteo lo Iacono vive tutta nell’equilibrio tra ricerca e semplicità, tra gesti quotidiani e intuizioni che trasformano una pizza in un’esperienza aggregante. «La genesi di Crunch risiede proprio nella realizzazione di un format che strizzi l’occhio a tutti i pizza lovers. E che fosse quindi a metà strada tra una pizzeria di quartiere e un posto dove gustare un’ottima contemporanea», afferma del Moro. Un luogo dove la tecnica non è mai ostentata, ma messa al servizio del gusto, e dove ogni dettaglio – dall’impasto ai topping, dalla materia al pensiero – trova il proprio posto con naturalezza. «Per questo riponiamo grandissima attenzione nella scelta della materia prima, degli impasti e nella ricerca di abbinamenti raffinati e inediti, senza penalizzare il gusto e snaturare il tradizionale concetto pop della romana», chiosa il patron.
Perché, sicuramente, preparare pizze non salverà il mondo, ma qui da Crunch lo può rendere, per una sera, un posto migliore.

INFO
Crunch Talenti
Via Francesco d’Ovidio, 27
Aperto tutti i giorni dalle 19:30 alle 23:00
06 8760 9540
In homepage lo Spiebab di Crunch
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