LATINA – Solo per palati colti, ecco Satricvm. Un’oasi ristorativa in provincia di Latina dal giardino e l’atmosfera esotica. La natura lo circonda rigogliosa in ogni stagione, come gli ingredienti del ricco territorio, elaborati in modo magistrale reinterpretando storie mitologiche. Attraverso l’incontro con lo chef Maximiliano Cotilli, vi racconto l’esperienza epica del nuovo menu: Tutta colpa di Giunone.
Accolta da una cornice di farfalle, entro nel mondo fantastico di Satricvm isolandomi in un attimo dalla realtà. Sonia Tomaselli mi illustra il locale e poi la splendida oasi del dehors, circondata da un canneto, che ci immerge in un’atmosfera esotica da tempio orientale. Il verde qui diventa protagonista assoluto anche grazie alle opere esposte nella sala del ristorante. Qui infatti, tutto intorno a noi, le immagini fotografiche di Marco Teodonio, fotografo di Latina, con i suoi paesaggi boschivi e refrigeranti con corsi d’acqua che fanno da cornice ad altre installazioni di cascate di piante, dedicati alla natura selvaggia dell’Agropontino, l’Amazzonia d’Europa.

Tutto concorre a farti dimenticare che fuori siamo alle insopportabili temperature agostiane.

La natura e l’egemonia della geografia di questo luogo
Il progetto di Satricvm si colloca come avamposto del fine dining in un territorio che ha una storia antichissima: non molto distante dal ristorante sorge il sito archeologico di Satricum, la città, fondata dai Latini e abitata poi da Etruschi e Volsci, dal quale prende il nome.

L’esperienza epica dal concept al menu
La nuova stagione estiva si apre con “Tutta colpa di Giunone”, un nuovo menu a tema, che porta in tavola i personaggi della storia che l’hanno animata, aneddoti anche poco conosciuti trasformati in un percorso enogastronomico.

Perché il nuovo menu si chiama “Tutta colpa di Giunone”
Si racconta che l’Agro Pontino sia nato da un atto di vendetta divina: Giunone, furiosa per l’ennesimo tradimento di Giove, punì la ninfa Feronia, che abitava questi luoghi, trasformando questo angolo di regione in un’immensa palude. Da allora, ogni tentativo di bonifica sembrò vano, persino l’audace progetto di Leonardo da Vinci per volere di Papa Leone X.

Eppure questa terra indomita, intrisa d’acquitrini e foreste, non ha mai smesso di affascinare. Ha sedotto viaggiatori da tutta Europa e, col tempo, si è rivelata fertile non solo per l’agricoltura ma anche per l’arte e la letteratura.
La storia dell’Agro Pontino è un lungo percorso di trasformazione: segnato dal passaggio di personaggi illustri, attraversato da luci e ombre, da utopie e fallimenti
“Un viaggio iniziatico che riflette la condizione umana stessa, fatta di attese, ostacoli, metamorfosi e rinascite”

L’esperienza del territorio nella cucina gourmet
La storia dell’Agro Pontino tra mito, storia e letteratura trasposta in piatti esaltati dal wine pairing a cura della sommelier Sonia Tomaselli è una proposta di degustazione sorprendente e coinvolgente, che si fa anche occasione profonda di dialogo tra cucina e pensiero, nel più autentico spirito del Satricvm.
L’esperienza orientale nell’estetica dei piatti e nel servizio
A sottolineare e amplificare questo intreccio di suggestioni è decisamente il servizio. Chi come me è stato in Oriente, o comunque è appassionato della cultura asiatica, riconoscerà tante movenze ed equilibrate e silenziose funzioni che prendono forma inaspettatamente.

Dall’antipasto al dolce è un susseguirsi di profumi e colori che ti rendono spettatore, e poi protagonista, di un’esperienza subliminale dove tutti i sensi si attivano e partecipano al rito magico. I sapori inebriano il palato e, grazie ai nuovi stimoli, ti infondono energica allegria.
Il menù epico di Satricvm
Volutamente lascio le descrizioni dei piatti così come sono riportate nel menu, ma se volete vivere una storia epica, andate ad ascoltarla di persona. Ogni pietanza vi farà fare un viaggio tra mitologia e fantasia.

Spettacolare il benvenuto con rami fioriti e fantastiche farfalle immerse nella natura.

La mitologia culinaria emerge sin dall’inizio dove vengono interpretati i protagonisti della storia con GIUNONE in pelle d’arancia e morbidella di capra. FERONIA Alofite, frutta asciutta e mandorle. GIOVE ambrosia e burro millefiori.

L’epico menu prende il via con Mater Matuta, a forma di mammella della sensuale Feronia, con un involucro in crosta di pane aromatico e all’ interno del suo latte, ricci di mare.

Il connubio di sapori e la sorpresa che ne scaturisce rende questa esperienza memorabile.

Il cuore del territorio nella cucina di Max Cotilli da Satricvm
Qui nascono piatti che si ispirano al territorio dell’Agro Pontino che è un meltin-pot di culture figlio delle genti provenienti da tutta Italia che si sono insediate qui all’epoca della bonifica dove predomina l’accostamento di ingredienti di ricerca e tecniche che fanno il giro del mondo, provenienti dal suo bagaglio di esperienze all’estero. Gli ingredienti, dettati dalle biodiversità del territorio, provengono da piccoli produttori, dagli allevatori di pescato locale e dalle filiere controllate disegnano una memoria gustativa che rimane impressa nella mente: ispirata al dialogo interiore con la natura, percorre fiumi, montagne, il lago, la pianura, il mare dell’Agro Pontino.

L’arte creativa del Sommelier da Satricvm
Sonia che cura anche il servizio in sala è decisamente amabile nella narrazione stilistica della cucina. La sua cultura, come Sommelier, traspare dalla selezione di vini biodinamici, rarità del territorio ma anche internazionali, tratteggiando etichette di nicchia.

Ma quello che mi ha affascinato di più, al di la dell’ineccepibile cultura enogastronomica, è stata la capacità di Sonia, da amante di cocktail e spiriti, di proporre abbinamenti inusuali ricollocando alcuni drink classici del pre o dell’after dinner. Il tutto attraverso un percorso creativo studiato con Max, capace di creare, accanto a dei piatti, il perfetto pairing. Decisamente predominante nelle sue scelte.

Le scelte originali e innovative di Sonia Tomaselli derivano dalle sue origini. Infatti non bisogna dimenticare che Sonia è nata in Valsugana, e vissuta tra il Trentino ed il Piemonte dove la numerosa famiglia della mamma, di origini mantovane, conduceva Cascina e Trattoria. Le ricche regioni del Trentino e del Piemonte sono spesso esaltate negli abbinamenti che, durante la degustazione, ti invitano a scoprire profumi e sapori nuovi. Affascinante poi è la sua grande passione per le erbe e le spezie che, anche qui, riescono a sorprenderti nell’esaltazione del gusto di ogni piatto.

Le origini di Maximiliano Cotilli
Maximiliano Cotilli, nato a Roma nel 1974 e cresciuto a Nettuno, ha da sempre un legame profondo con il suo territorio. Dopo aver frequentato l’alberghiero Gavio Apicio di Anzio, inizia giovanissimo a lavorare nei ristoranti della zona, finché a 19 anni parte per il servizio militare.
A 22 anni si trasferisce a Londra, dove la carriera e la vita personale prendono una svolta decisiva: conosce Sonia, che diventerà la sua compagna di vita e di lavoro, e inizia una serie di esperienze nei migliori ristoranti della capitale britannica. Dopo l’esordio con Giorgio Locatelli, lavora con Maro Torri al ristorante La Teca, passa per il prestigioso Harry’s Bar di Alberico Penati, per l’Oranger di Gordon Ramsay e per il bistellato The Square, sviluppando una solida formazione tra cucina classica e contemporanea. Nel 2003 diventa chef del ristorante L’Edera, esperienza che lo mette per la prima volta alla prova come guida in cucina.

Dopo dieci anni intensi, nel 2004 rientra in Italia insieme a Sonia, acquistando un fondo a Le Ferriere, dove sogna di aprire il suo ristorante. I lavori però si rivelano più lunghi del previsto, così la coppia parte per Mumbai, dove per quattro anni Max lavora come executive chef nel ristorante gourmet dell’hotel Kempinski. In India riceve anche il prestigioso Alma Viva Award da Gualtiero Marchesi, che premia dieci giovani chef italiani distintisi all’estero. Tornato in Italia nel 2010, decide di investire nel progetto che aveva nel cuore da tempo: Satricvm, un ristorante capace di raccontare l’Agro Pontino attraverso una cucina fine dining personale, radicata nel territorio ma aperta al mondo.

Le origini di Sonia Tomaselli
Anche Sonia Tomaselli, originaria della Valsugana, ha un percorso unico. Cresciuta tra il Trentino e il Piemonte, dove la famiglia materna gestiva una cascina con trattoria, si diploma in operatrice turistica e studia Sociologia a Trento. Spinta dalla voglia di scoprire il mondo, si trasferisce a Londra per imparare l’inglese e si mantiene lavorando in una pizzeria, dove conosce Max. Da quel momento inizia la sua carriera nel mondo della ristorazione, specializzandosi nel servizio di sala con una grande attenzione al cliente. Lavora in ristoranti stellati come La Teca, Pied à Terre (due stelle Michelin), e collabora con grandi nomi come Gualtiero Marchesi e Alberico Penati.

Con il tempo si appassiona anche al mondo del vino, frequenta i corsi AIS, un Master of Wine, diventa sommelier professionista e durante il periodo a Mumbai contribuisce alla nascita del Wine and Spirit Education Trust sia a Bombay che a Londra, una scuola dedicata alla cultura e comunicazione del vino. Nel 2010, insieme a Max, dà vita a Satricvm, portando con sé l’eleganza e la precisione maturate nel corso di una carriera internazionale.

Il Satricvm si trova a Le Ferriere, in provincia di Latina, lungo la Strada Nettunense. Il ristorante è aperto a cena il lunedì, giovedì e venerdì, a pranzo e cena il sabato, e a pranzo la domenica. Rimane chiuso il martedì e il mercoledì. Per informazioni o prenotazioni è possibile contattare il numero +39 349 1923153 o scrivere a satricvm@gmail.com.
Tutte le foto MyWhere©





