ITALIA – Esce al cinema il 12 marzo il nuovo film diretto e interpretato da Rocco Papaleo “Il Bene Comune”. Siamo stati all’anteprima al Cinema Adriano di Roma, ecco le nostre prime impressioni.
“Il Bene Comune” arriva al cinema il 12 marzo. Rocco Papaleo torna alla regia dopo “Basilicata coast to coast” e “Scordato“.
La storia segue una guida turistica e un’attrice “di insuccesso” che accompagnano quattro detenute in un’escursione sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, albero simbolo di resilienza e resistenza. Quello che nasce come un semplice cammino nella natura si trasforma presto in qualcosa di più profondo: un viaggio interiore, fatto di confessioni e legami inattesi. In un paesaggio aspro e magnifico, le protagoniste si confrontano con ferite ancora aperte e con il bisogno urgente di essere viste, ascoltate, riconosciute.

La musica al centro del film
La musica, elemento centrale nel cinema di Papaleo, qui non è semplice accompagnamento ma strumento di unione: nasce lungo il percorso, prende forma passo dopo passo e diventa voce collettiva, capace di tenere insieme corpi ed emozioni diverse. In “Il Bene Comune” la musica é un modo per raccontare le emozioni dei protagonisti del film, per ampliarne il passato e creare nuovi legami.

Il cast e il trailer ufficiale di “Il Bene Comune”
Nel cast, accanto a Rocco Papaleo, troviamo Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto, Livia Ferri e Rosanna Sparapano. Qui il link per il trailer ufficiale. Un cast a prevalenza femminile, cosa che ha facilitato il fluire delle emozioni senza alcun giudizio. Un’ottima interpretazione anche quella del giovane Andrea Fuorto – lo abbiamo già visto in qualche puntata di “Suburra” – che porta in scena la confusione di un giovane che si sente obbligato a dover scegliere un futuro da perseguire mentre é ancorato ai traumi del passato.
Le nostre prime impressioni
“Il Bene Comune” esplora temi profondi, senza però riuscire a scavare in tutte le personalità dei protagonisti allo stesso modo. Centrale è la storia di Samanta – interpretata dalla Pandolfi – e della sua grande resilienza nel cercare un modo di salvare sé stessa e il figlio dalla violenza domestica. Ma la risoluzione di una vicenda tanto importante e delicata va a cozzare con la burocrazia e la logica al punto da suonare “buonista”. Le altre protagoniste hanno storie ai limiti della realtà, tra ville infuocate e hacker degni delle storie di spionaggio.
Si percepisce ‘il bene comune’, l’intenzione del film è buona e si sente. La delicata vita delle detenute, arrivate ormai quasi alla fine della loro pena, è condivisa ed esplorata. L’intreccio delle varie storie, connesso dalla colonna sonora, porta alla loro risoluzione, a sottolineare l’importanza del non restare chiusi nel proprio dolore ma affrontarlo e aiutarsi a vicenda. Bel tema, bella idea, forse però non è proprio perfetta la sua realizzazione. Siamo comunque dell’idea che sia giusto farsi un’opinione personale su ogni prodotto. “Il Bene Comune”, dal 12 marzo al cinema.
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