ROMA – Da Bacco al Pretorio, a Castro Pretorio, un team giovane e dinamico rielabora le ricette delle nonne realizzando una cucina giocosa, divertente e gustosa in un locale dall’allure d’altri tempi, familiare e sognante. Plus: la carta vini che comprende bottiglie da tutto il mondo selezionate grazie alla collaborazione con la vicina Enoteca Trimani. Un viaggio nel viaggio, sulle onde del vino
Sarà che mi ha sempre affascinato il mondo fiabesco e sarà che che mi sono ritrovata tra Alice nel Paese delle Meraviglie e meravigliosi Gatti in alta uniforme che ho gustato in allegria la cena Da Bacco al Pretorio. Un’atmosfera fiabesca da vivere grazie agli ampi spazi, recuperati da locali dalla storica attività di quartiere, dove convive l’anima del ristorante tradizionale con la leggerezza e l’ironia del contemporaneo.
Per le meravigliose serate delle ottobrate romane si può scegliere di cenare nel dehor antistante, ma l’arredo e l’ambiente interno sono così accoglienti che ho comunque preferito cenare della Capitale più affascinante che si conosca.
In zona Porta Pia, tra via Nomentana e Piazza della Repubblica, nel XIII° rione della città di Roma, denominato appunto Castro Pretorio, nasce un ristorante in cui i grandi classici delle nonne sono adattati e rinnovati in un ambiente dal sapore sognante e accogliente ispirato al viaggio fantastico che la cucina percorre lungo il tempo e lo spazio.
Il ristorante dall’atmosfera accogliente e sognante, ha una mission gastronomica precisa: rielaborare le ricette della tradizione italiana, quelle delle mamme e delle nonne per intenderci, in chiave moderna e giocosa, adattandole cioè ai gusti e alle sensibilità delle nuove generazioni. Per farlo, l’imprenditore romano Luca Di Clemente, già patron di Breccia Trattoria Moderna e del Ristorante Taverna Flavia, che ha aperto nel 2025, ha coinvolto un team giovane e affiatato che ha da subito sposato la sua idea di raccontare la nuova tradizione enogastronomica italiana.

Un obiettivo, c’è da dirlo, che Di Clemente porta avanti in tutti i suoi locali capitolini. Le attività che ha avviato sono infatti il frutto non solo di una visione imprenditoriale nuova e coraggiosa che recupera spazi e luoghi importanti per la mappa della ristorazione romana ma anche locali dove la tradizione viene ripercorsa e riscritta con rispetto e dedizione operando una rilettura dei classici in un contesto nuovo.
Il Locale
L’ambientazione che Di Clemente ha scelto per Bacco al Pretorio è quella di luogo che sia dunque una casa di altri tempi, con stoviglie decorate e suppellettili, ma che facesse pensare e sognare anche il viaggio in luoghi lontani. Sono infatti tanti gli oggetti legati a questo tema, come valigie e cappelliere, mappamondi e carte geografiche sparse per le due sale. Il ristorante, composto da due sale, è munito anche di un ampio dehor verde e curato, accogliente come un giardino di città. Adiacente ai locali di Bacco al Pretorio Di Clemente ha rilevato anche un’altro grande spazio adibito ora a sala privata che è possibile riservare per eventi privati e banchetti.
La cucina di Bacco al Pretorio
Il team di Bacco al Pretorio, dunque, è giovane e motivato. Le redini della cucina sono in mano allo chef romano Marco Cirone (in sala c’è anche la sorella gemella Francesca Cirone) che, insieme a Luca Di Clemente, ha elaborato un menù che parla sì di cucina di casa e della nonna ma che si rivolge alle nuove generazioni con interpretazioni sfiziose e giocose che compongono la nuova tradizione italiana.

Marco ha frequentato il liceo classico e poi si è votato al mondo della cucina iniziando un corso al Gambero Rosso. Da qui è passato, dopo una prima fase di gavetta, al Rome Cavalieri Waldorf Astoria dove è rimasto per otto anni lavorando sia nella cucina centrale con Stefano Tantari per poi entrare per alcuni mesi nella cucina di Heinz Back.

Da Bacco al Pretorio propone piatti concreti che raccontano non solo di tecnica appresa con lo studio ma anche e soprattutto di quel nuovo mondo gastronomico che sta nascendo.
Nel menu, un piatto che incarna a pieno la filosofia di cucina di Bacco al Petrorio, è l’antipasto tradizionale della Roma di una volta: la Lingua di manzo con salsa verde, senape e mostarda. La lingua viene cotta in modo tradizionale, bollita per tre volte, mentre la salsa verde con prezzemolo e aceto è arricchita aggiungendo senape in grani per un twist di maggiore contrasto con la dolcezza della carne che ben si sposa con la freschezza della salsa. Marco Cirone racconta di questo piatto che “La lingua è un piatto di famiglia qui a Roma. Io che vivevo con mia nonna, ricordo che la preparava una volta a settimana in casa per tutti. Io la guardavo prepararla e diciamo che la ricetta che eseguo qui viene anche da quella memoria, da quei ricordi, soprattutto per quanto riguarda salsa”.

Poi c’è il Cappellaccio all’Amatriciana, un primo di pasta ripiena fatta in casa, con guanciale stagionato croccante e fonduta al pecorino servita al tavolo.
Un altro antipasto che riprende da una ricetta tradizionale romana è la Crocchetta di bollito che qui ha il tocco personale dello chef nell’aggiunta di acciughe, capperi, aglio, odori e un po’ di paprika. Altro dettaglio interessante, la crocchetta è panata due volte: la prima pangrattato classico con paprika dolce e poi per finire con quinoa soffiata per un morso più vivace e giocoso. La crocchetta viene servita accompagnata con salsa verde come da ricetta della nonna e maionese al lime.
Tra i primi troviamo Lasagna al ragù bianco di cortile con pasta sia gialla che verde agli spinaci, Ravioli ricotta di pecora e spinaci fatti in casa, impastati a mano e chiusi con la forchetta per quel tocco “rustico” e casalingo che si vuole donare alla pasta, Gnocco al ragù di coda tradizionale “Come lo faceva mia nonna” racconta lo chef.
Per i secondi si prosegue con Polpetta al sugo con vitella e maiale e pepe di timut, per un tocco agrumato che riprende il gusto di timo e di limone presenti nell’impasto, e la Scaloppa di saltimbocca alta e succosa con prosciutto di Parma.
Dalla carta dei dessert: Tiramisù tradizionale servito con semisfera di cioccolato fondente e caffè espresso, dolce di Ricotta e visciole contemporanea servita tiepida e Fiordifragola, una coppa di panna cotta ai gusti panna e fragola servite al bicchiere.
Ad arricchire la proposta di Bacco al Pretorio c’è la carta dei vini che, in onore a Bacco, il dio del vino e dell’ebbrezza per i romani, ha al suo interno una ricca selezione di etichette locali oltre a proposte – selezionate insieme alla vicina Enoteca Trimani, che rifornisce tutti i locali di Di Clemente – che spaziano e attingono da altri paesi e continenti.

Bacco al Pretorio
Via Castelfidardo 12 – Roma
https://www.baccoalpretorio.com
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