The Odyssey: dov’è finita l’epicità?

The Odyssey: dov’è finita l’epicità?

MONDO – È sicuramente il film più atteso del 2026: “The Odyssey” di Christopher Nolan arriva finalmente al cinema. Tra grandi aspettative sul piano visivo, critiche sulla scelta del cast e la famosa questione IMAX 70mm, il 16 luglio l’Odissea arriva nelle sale italiane. E ne sarà valsa davvero la pena aspettarla?

Più di 250 milioni di dollari di budget, utilizzo per tutte le riprese di cineprese IMAX 70mm, una produzione che ha viaggiato per più di un anno lungo le coste mediterranee. Questa è la storia del film “The Odyssey“, annunciato a fine 2024 dal regista e sceneggiatore Christopher Nolan. Vincitore nel 2024 di due Premi Oscar per “Oppenheimer“, Nolan ci aveva già mostrato come dei capolavori potessero uscire dalla propria mente, in particolare con “Interstellar” – per la cui regia, ricordiamo, non ha ricevuto nemmeno una candidatura-. Non ci ha dunque sorpreso che tra tutti i registi hollywoodiani il grandioso progetto di trasporre l’Odissea sul grande schermo fosse affidato proprio a lui.

Il cast scelto dal regista conta nomi stellari, già protagonisti di altri film di Nolan o di altrettanti grandi autori del cinema contemporaneo. Ulisse è Matt Damon, sua moglie Penelope è Anne Hathaway e il loro figlio Telemaco è Tom Holland. Abbiamo poi Robert Pattinson (Antinoo), Charlize Theron (Calipso), Elliot Page (Sinone), Zendaya (Atena) e tanti altri. Tra le critiche maggiori c’è stata la mancanza di volti “dall’aspetto greco”, ma Nolan ha preferito mettere nel suo importante progetto attori dalla già grande esperienza e preparati a produzioni di un tale livello. C’è poi da dire che le critiche più feroci sono state riservate alla scelta di Lupita Nyong’o per il ruolo di Elena – e chissà proprio perché – e noi, dopo aver visto il film in anteprima, possiamo solo che dirvi che si, è proprio una donna per la quale inizieremmo una guerra.

La nostra recensione di “The Odyssey”

Grazie ad Universal Pictures Italia abbiamo avuto la possibilità di vedere “The Odyssey” in anteprima presso il cinema The Space Moderno di Roma. E bisogna fare una grossa premessa: partivamo con delle aspettative molto alte riguardo il comparto tecnico del film, molto basse sulla fedeltà alla trama originale. Non ci aspettavamo sicuramente che i nostri pensieri venissero quasi ribaltati.

Partiamo da quello che a noi europei, memori delle lezioni di epica fin dalle medie, interessa di più: la trama. Il “riassuntone” iniziale sull’Iliade e la guerra di Troia viene sbattuto in faccia allo spettatore nei primi minuti con una rapidità tale che siamo pronti a stringere la mano a qualsiasi americano (inteso come chiunque non abbia studiato la trama dei poemi Omerici) abbia capito chi è andato in battaglia contro chi.

Telemaco e Ulisse: i due personaggi principali come appaiono?

Tom Holland é un buon Telemaco: il suo fastidio nei confronti dei proci – qui chiamati i pretendenti -, la difficoltà nel cercare di rispettare i valori sacri dell’ospitalità e il rapporto con la madre Penelope sono tutti temi ben rappresentati. Non si può dire però altrettanto di Matt Damon come Ulisse/Odisseo. Caratteristica principale del suo personaggio é nel film il dubbio morale, il trauma causato dall’aver vissuto la conquista di Troia, l’indecisione sul voler tornare a casa. Della tenacia, della voglia di curiosità, dell’astuzia e dello spirito da leader del reale personaggio di Ulisse c’è ben poco: Ulisse ha ideato il cavallo di Troia e sa tendere un arco. Fine.

Gli aspetti visivi del film

E purtroppo la piattezza del protagonista è circondata anche da una piattezza visiva. Il cielo di un azzurro uniforme, il mare dai colori spenti che sia calmo o in tempesta, le città greche che mancano dei colori regali e sgargianti. Le vicissitudini di Ulisse sono rappresentate quasi tutte, anche nel giusto ordine, ma appaiono quasi… un compitino frettoloso. Eccezion fatta per Polifemo e anche lì, di mancanze ce ne sono state – le altre creature mitologiche sono alla pari di un cameo, quando invece, dopo 2h di inquadrature di remate nel mare in tempesta, erano le cose su cui puntare per risvegliare un po’ l’attenzione. Insomma: dov’è finita l’epicità del grande poema epico?

Le scene della guerra di Troia sono godibili – se tralasciamo l’inutilità di creare tensione sul suo esito se la vittoria greca é la premessa per l’inizio dell’Odissea – anche se l’elmo nero, plasticoso, di Agamennone é davvero tanto brutto. La sua apparizione alle porte di Troia é imponente, si, ma sembra di vedere un’apparizione di Phemt di “Berserk” più che di un guerriero greco. Che poi di personaggi e costumi simili al mondo di “Berserk” questo film ne é pieno zeppo, peccato che non si sarebbe dovuta trattare di un’ambientazione medievale.

Ben fatti e finalmente interessanti sono gli ultimi 45 minuti di film, con il ritorno di Ulisse a Itaca e la sua vendetta contro i proci. Ma non bastano a rendere spettacolare uno dei film più attesi dell’anno.

La questione IMAX 70mm in “The Odyssey”

Arriviamo ora alla questione più grande riguardo questo immenso film. Nolan non è nuovo alla pellicola 70mm, che tanto abbiamo amato in “Oppenheimer“. Per “The Odyssey” il regista ha scelto di girare il film interamente con cineprese IMAX 70mm. Il film verrà proiettato nell’esatta maniera in cui il suo creatore l’ha ideato solo in poche decine di sale in tutto il mondo. Poche migliaia di persone avranno l’opportunità, e a prezzo elevato, di vedere interamente questo film.

Pochi giorni fa siamo stati ad uno dei cinema all’aperto organizzati nelle grandi piazze di Roma. Si trattava di una rassegna ad accesso completamente gratuito. Tra il pubblico variegato ci ha colpiti in particolare un signore indigente, appoggiato al suo bastone. Si é commosso sulle scene finali, ha applaudito prima di andarsene. Il cinema è arte e in quanto tale è di tutti e per tutti. Un mondo in cui pochissimi fondi sono dedicati allo sviluppo di sale in grado di mostrare film creati con nuove tecnologie é sbagliato. Ma anche un autore che conosce perfettamente questa situazione e sceglie comunque di rendere il suo film un’esperienza elitaria alla portata di pochissimi, perdonatemi, sta sbagliando tutto.

Come però vi diciamo sempre, ciò che ci trasmette un film è del tutto soggettivo ed è sempre giusto farsi un’opinione personale. Per questo vi consigliamo comunque di andare al cinema, dal 16 luglio, per vedere “The Odyssey”.

Eva Forti

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