MONDO – Dal viaggio di nozze alla scoperta della Patagonia, dall’itinerario più noto alle esperienze lontane dai percorsi turistici: Tuttaltromo(n)do racconta come nasce un viaggio in Sudamerica, tra assistenza, sicurezza, destinazioni emergenti e itinerari costruiti sulle esigenze di ogni viaggiatore.
Un viaggio in Sudamerica non è soltanto una destinazione da scegliere, ma un percorso da costruire. Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela offrono paesaggi, culture e possibilità molto diverse tra loro. Per questo Tuttaltromo(n)do ha scelto di puntare sulla personalizzazione, trasformando ogni itinerario in un progetto costruito sulle esigenze del viaggiatore.
L’agenzia propone infatti itinerari che non vengono presentati come semplici pacchetti standard, ma come ispirazioni da adattare insieme al cliente. Dal deserto di Atacama alla Patagonia, dalle Ande al Perù, l’obiettivo è combinare le grandi attrazioni con esperienze capaci di rendere ogni partenza personale.
Ma cosa significa davvero organizzare un viaggio dall’altra parte del mondo? Quali sono gli errori più frequenti? E quanto conta avere qualcuno sul posto quando qualcosa va storto?
Lo abbiamo chiesto direttamente a Tuttaltromo(n)do, in un’intervista che parte dalla storia dell’agenzia e arriva fino a uno dei luoghi più spettacolari dell’America Latina.

Come nasce Tuttaltromo(n)do e cosa racconta meglio la vostra specializzazione nel Centro e Sud America?
“Tuttaltromo(n)do nasce da un disastro! Il tour operator dove abbiamo lavorato negli ultimi 15 anni è fallito e noi, da dipendenti deluse, abbiamo deciso di prendere in mano la nostra vita e la nostra visione del lavoro. Ci piace ricordarlo per sottolineare che è vero che non tutto il male viene per nuocere.
Abbiamo scelto di specializzarci in queste destinazioni non solo perché è quello a cui da sempre ci dedichiamo, ma anche perché crediamo che il male di qualsiasi lavoro sia l’improvvisazione. Nonostante i tanti anni di esperienza, non finiamo mai di imparare: tutto cambia e si evolve, ed è già un gran lavoro occuparsi di un continente tanto vasto.
A questo si aggiunge la passione per tutto quanto è Sud America: il cibo, la letteratura, la lingua, le persone che ci fanno sempre sembrare di essere a casa.“

Se doveste raccontare Tuttaltromo(n)do con tre parole, quali scegliereste e perché?
“Trasparenza, serietà e passione: le prime due raccontano come lavoriamo, la terza il perché.“
Uno dei vostri punti di forza è l’assistenza durante il viaggio. In che modo seguite concretamente i vostri clienti una volta partiti? Vi è mai capitato di dover gestire un imprevisto importante?
“Siamo sempre in contatto con i nostri passeggeri e capiamo anche che c’è chi ama di più avere delle “zie” che lo controllano e chi meno, ma soprattutto abbiamo i nostri uffici, collaboratori preziosi da anni, che possono intervenire per qualsiasi accadimento.
Quest’anno per esempio abbiamo vissuto una nevicata storica e inaspettata in Bolivia e, soprattutto grazie ai nostri collaboratori in loco che monitoravano dal vivo la situazione, abbiamo trasferito via terra alcuni passeggeri che si sono visti cancellare il volo, per altri, con grande soddisfazione di tutti, abbiamo re-inventato l’itinerario: impossibilitati a raggiungere il Cile li abbiamo fatti rientrare dall’Argentina.“
L’assistenza durante il viaggio rappresenta uno degli elementi su cui Tuttaltromo(n)do insiste maggiormente: l’agenzia dichiara di mantenere il contatto con i viaggiatori anche durante le diverse tappe, attraverso mail, WhatsApp, SMS o Skype, affiancando alla propria assistenza una rete di collaboratori sul posto.

La sicurezza è spesso una delle principali preoccupazioni per chi sogna il Sud America. Come affrontate questo tema nella pianificazione del viaggio?
“Ci sono accorgimenti che ogni viaggiatore conosce, passeggiare a Buenos Aires o a Bogotà non è diverso che farlo a Torino o Roma, basti pensare che in tanti anni a noi è capitato solo di un passeggero che, posata incautamente la borsa nella reception dell’hotel, non l’ha più trovata. Ci spaventa di più quello che conosciamo meno, per questo alle volte sembra solo una spesa in più ma avere una guida in italiano che ti accoglie al tuo arrivo significa farti dare preziosi consigli, non solo su quanto possibile fare ma su quanto è meglio non fare. Forniamo poi numeri di emergenza attivi 24/7.“

Quali sono le mete che stanno vivendo una crescita particolare e come riuscite a trovare il giusto equilibrio tra attrazioni famose ed esperienze più autentiche, lontane dai percorsi turistici?
“È difficile trovare una meta non turistica, non solo in Sud America ma nel mondo. Il Brasile per esempio è risorto dopo un periodo meno felice e soprattutto viene richiesta la parte dei Lençóis Maranhenses. Speriamo che il Venezuela si risollevi dal terribile terremoto, perché è un Paese meraviglioso. Lo stesso vale per la Colombia, che è la meno conosciuta a livello turistico, ma al momento, proprio perché molte zone sono meno prese d’assalto, sono care.
Sta andando bene la Bolivia che, proprio perché il Paese in alcune aree è ancora molto genuino, richiede anche un certo spirito di adattamento.
In generale, è difficile conciliare la domanda di meta da scoprire con la voglia poi di comodità. Noi proviamo a proporre mete differenti da sempre, ma spesso “poco turistico” significa anche poco raggiungibile, e spesso bisogna avere tanto tempo a disposizione. Ad esempio nessuno rinuncia a vedere Machu Picchu per la regione di Chachapoyas. È importante quando l’itinerario lo permette proporre una “chicca”, come dormire in un hotel particolare o approfittare di una esperienza eno-gastronomica.“
La proposta di Tuttaltromo(n)do segue proprio questa filosofia: sul sito sono presenti itinerari che attraversano più Paesi, ma anche percorsi dedicati a singole destinazioni, dal Cile alla Bolivia, dall’Argentina al Perù. Tra le proposte figurano, per esempio, itinerari tra Atacama e Machu Picchu, percorsi nella Puna argentina e viaggi attraverso la Patagonia.

Che tipo di viaggiatore si rivolge più spesso a Tuttaltromo(n)do e quali sono gli errori più comuni che commettono i viaggiatori quando organizzano da soli un viaggio in America Latina?
“Moltissime sono le coppie che sognano il Sudamerica e approfittano del viaggio di nozze per avere più tempo e più disponibilità economica, magari proponendo il viaggio come lista di nozze. Spesso anche famiglie che festeggiano un compleanno o una laurea o un anniversario importante, o anche gruppi di amici.
Più difficile che si rivolgano a noi viaggiatori solitari perché spesso cercano viaggi di gruppo con accompagnatore, settore di cui non ci occupiamo.
Principalmente l’errore più comune è cercare la soluzione più economica: alle volte comprare, per esempio, un biglietto intercontinentale in offerta con una compagnia differente da quella che opera i voli interni significa risparmiare sul volo intercontinentale per poi spendere il doppio per spostarsi internamente! E non avere la visione di combinare gli itinerari, risparmiando tempo e fatica: per un viaggio così importante è il valore aggiunto.“

Qual è il consiglio che dareste a chi sogna il suo primo viaggio in Centro o Sud America ma non ha ancora trovato il coraggio di prenotare?
“Come prima cosa, consigliamo di pensarci con molto anticipo per non spendere di più per i voli e poter scegliere le esperienze e le sistemazioni più adatte alla propria idea di viaggio. Ma con una regola fondamentale: si parte sempre dall’itinerario, mai dal biglietto aereo! Scegliere d’impulso il primo volo “in offerta” prima di aver definito il percorso rischia infatti di far lievitare i costi degli spostamenti interni.
Confrontarsi con noi è il modo migliore per sciogliere i dubbi e capire se il viaggio che hai in mente è davvero quello perfetto per te.“
È un approccio che rispecchia anche il metodo dichiarato dall’agenzia: prima ascoltare il viaggiatore, comprenderne desideri, tempi e preferenze e poi costruire l’itinerario, evitando di partire da un pacchetto preconfezionato.
Infine, se poteste consigliare una sola esperienza capace di far innamorare un viaggiatore dell’America Latina, quale sarebbe?
“A maggio, in bassa stagione, da soli davanti al ghiacciaio Perito Moreno.“
Un’immagine che riassume forse meglio di qualsiasi descrizione lo spirito di un viaggio in Sudamerica: grandi scenari naturali, luoghi iconici ma vissuti lontano dalla confusione e la possibilità di trasformare una semplice partenza in un’esperienza personale.
Perché, come racconta Tuttaltromo(n)do, il punto non è soltanto decidere dove andare. È trovare il modo giusto per farlo.
foto MyWhere©
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