ITALIA – Avevamo pianificato di andare alla mostra inaugurata solo un paio di giorni prima della sua scomparsa, nella sede di PM23 Valentino Garavani, Venus – through the eyes of Joana Vasconcelos, ma è stata sospesa per lutto.
Una pausa necessaria, carica di significato. La scomparsa di Valentino Garavani segna la fine di un’epoca, ma non del suo linguaggio estetico. Dalla moda all’opera, dall’arte del ricevere ai libri che raccontano il suo universo, ripercorriamo la vita e la carriera di un Maestro che ha fatto dell’eleganza una forma di cultura.
Ci sono nomi che non hanno bisogno di cognome. Valentino è uno di questi.
Con la sua scomparsa, il mondo perde non solo uno stilista, ma un costruttore di bellezza, un uomo capace di trasformare la moda in una forma di educazione estetica.
Il suo stile non è mai stato una tendenza, ma una costante. Una visione chiara, riconoscibile, profondamente colta. Ha vestito il corpo femminile come si veste un’idea: con rispetto, armonia e misura.

Una mostra sospesa, un ricordo che resta
Avevamo pianificato di andare alla mostra inaugurata solo un paio di giorni prima della sua scomparsa, nella sede di PM23 Valentino Garavani, Venus – through the eyes of Joana Vasconcelos, ma è stata sospesa per lutto.
Una pausa necessaria, carica di significato.

Così vogliamo cogliere l’occasione per ricordare Valentino e segnalare la mostra a lui dedicata nella sua città natale, Voghera. Un ritorno alle origini che assume oggi un valore ancora più simbolico: perché ogni grande storia, prima di diventare mito, nasce da un luogo preciso.

La passione per l’Opera: amore, teatro, bellezza totale
In questi giorni si parla molto del grande Maestro e del suo profondo amore per l’Opera. Un legame autentico, viscerale, che racconta quanto Valentino abbia sempre concepito la moda come parte di un sistema culturale più ampio.
Esattamente dieci anni fa, nel 2016, raccontavamo il capolavoro verdiano presentato all’Opera di Roma, con la regia di Sofia Coppola e i costumi disegnati per La Traviata dalla Maison Valentino.
Un incontro perfetto tra moda, musica e teatro, dove il vestito non era semplice ornamento, ma narrazione visiva, estensione emotiva dei personaggi.

L’arte di ricevere come forma di stile
Per approfondire la sua ricerca estetica, che andava ben oltre la passerella, c’è un libro prezioso:
Valentino: At the Emperor’s Table.
Qui Valentino Garavani parla dell’arte di ricevere, di ricette e di senso estetico nell’imbandire la tavola. Lo stesso che lo ha reso eterno nella moda.
Una sorta di galateo personale, fatto di rivelazioni e costanti, redatto su carta per raccontare il padrone di casa e re della cucina.
Eppure, questo più intimo non è così lontano dalla leggenda. Perché, in fondo, l’eleganza è sempre un atto di accoglienza.

Raccontare l’icona: libri, voci, memoria
Se volete saperne di più sui libri dedicati al celebre stilista, vi segnaliamo la nostra intervista a Tony di Corcia, autore di Ritratto a più voci dell’ultimo imperatore della moda.
Un libro che restituisce complessità, sfumature, contraddizioni. Perché i veri miti non sono mai semplici.
Raccontare l’icona della moda oggi significa preservare una visione, non imbalsamarla. Significa riconoscere che il suo lavoro continua a parlare, anche in un mondo che corre veloce e dimentica facilmente.
Valentino, per sempre
Valentino Garavani non ha solo creato abiti.
Ha creato un alfabeto della bellezza, un’idea di eleganza come disciplina, cultura e responsabilità.
E se oggi una mostra si ferma, se il silenzio prende il posto dell’inaugurazione, è perché alcuni nomi meritano rispetto, non rumore.
La leggenda resta.
Nel rosso che porta il suo nome, nei teatri, nelle tavole imbandite con cura, e in ogni gesto fatto con grazia.
In homepage immagine dalla copertina del sito della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti PM23 dove si era appena inaugurata la mostra di Valentino Garavani attraverso gli occhi di Joana Vasconcelos
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