ROMA – Santa Pizza è tra Talenti ed il Tufello, ma qui la pizza non può essere solo un rito di quartiere ma un culto autentico per la buona tavola da vivere in compagnia. Questa è la visione “sacra” di Davide Mastroberardino e Marco De Gasperis che, attraverso la buona tavola romana, valorizzano la convivialità.
Roma è piena di quartieri cult, così come quartieri residenziali dove, se non ci capiti per lavoro o conoscenze, difficilmente scopri da solo. Eccomi a Talenti da amici che mi parlano di un locale, punto di riferimento della zona, tutto dedicato alle birre. Inoltre i fondatori di Twofellows hanno appena aperto una pizzeria, quindi, incuriositi anche dal nome, Santa Pizza, si decide di andare a sperimentare.
Così conosco Davide Mastroberardino e Marco De Gasperis che ci accolgono e ci fanno accomodare. L’illustrazione della loro visione si rispecchia nel menù e negli ingredienti scelti ma l’originalità della carta valorizza sicuramente il termine “pizzeria”.

C’è chi la chiama comfort food, chi la considera il pasto perfetto: al Tufello la pizza è un rito di quartiere. È qui che sorge Santa Pizza, la pizzeria di Davide Mastroberardino e Marco De Gasperis, due amici e ristoratori che nel quartiere sono ormai di casa (è sempre loro il pub di zona, Twofellows). Dopo anni di esperienza nel mondo della birra artigianale, nel 2022 hanno deciso di “beatificare” la pizza – il cibo che mette d’accordo tutti – e di costruirle intorno un progetto fatto di cura, ironia e spirito di comunità.

Chiedo sin da subito cosa ha di diverso l’impasto della pizza.
“Noi abbiamo il culto della pizza “romana ma non troppo”.
La pizza di Santa Pizza nasce da un impasto che unisce tecnica e semplicità: panetti da 210 grammi, un 20% di farina integrale e una lievitazione tra le 48 e le 72 ore. La stesura a mano mantiene l’aria, regalando una base sottile ma non fragile, più robusta e gustosa della classica scrocchiarella.
Il forno elettrico Moretti assicura una cottura uniforme e croccante, mentre l’attenzione alle materie prime resta un dogma: farine laziali, pomodoro e fior di latte campani, salumi firmati Bottega Roccia.

Pizze “santissime”, “beate” e “nuove sante”
Il menu, che cambia con le stagioni, gioca con l’ironia del nome del locale. Le Santissime sono le grandi classiche – Margherita (anche vegana), Marinara, Napoli, Boscaiola. Le Beate Rivisitate reinterpretano i gusti tradizionali, come la Satan (’nduja, salame piccante, crema di jalapeño e fili di peperoncino) o l’Ortodossa con verdure gratinate, stracciatella e melanzane fritte. Le Nuove Sante, invece, sono pizze creative come Il Bene e Il Mare (crema di zucchine alla menta, gamberoni cbt, misticanza, maionese al lime e bottarga).

Io ho ordinato la nuova Pepperon de Peperoni (crema di peperoni arrosto, provola affumicata, salame piccante e composta agrodolce di peperoni).

Qui il piccante dava un’energia in più per difendersi da questo freddo inverno romano!
Poi lodevole è la proposta della pizza vegana, sempre diversa, che varia durante le stagioni. Avevamo visto a novembre come pizza del mese la protagonista dal nome Peregrinaggio: con pere Williams, gorgonzola dolce, fiordilatte di Agerola, parmigiano Reggiano, noci tostate, miele e pepe nero.
In quanto alle proposte vegane è molto importante valorizzare questa cucina che qui si può trovare grazie alla filosofia sposata da uno dei due fondatori di Santa Pizza.

Fritti e “santipasti”: peccati di gola benedetti
Lodevoli gli antipasti dove primeggia, a mio avviso, il supplì Patate e provola e i tacos di pizza farciti con pulled pork, (ma ci sono anche con tonno e radicchio o insalata di pollo).
Accanto alle pizze, un reparto fritti che è un piccolo culto a sé. I “Santipasti” spaziano dai supplì tradizionali – SanBasilico, Amatriciano, Che Dio ce ne scampi (con crema di scampi) – ai supplì di pasta come Aglio, olio e peperoncino, Patate e provola e Un limone in riva al mare (tagliolino al limone, fiori di zucca e tartare di gambero rosso). Non mancano i “Re Magi”: fiore di zucca, crocchetta e filetto di baccalà, e i tacos di pizza farciti con pulled pork, tonno e radicchio o insalata di pollo.
Sette dolci per sette peccati capitali. Alcuni arrivano direttamente da Sal De Riso, altri sono realizzati in casa.

Un luogo di quartiere, una casa per tutti
Davide e Marco, sempre presenti in sala, accolgono gli ospiti come veri padroni di casa. Santa Pizza non vuole essere solo una pizzeria, ma un punto di riferimento per il Tufello e per le zone circostanti, dove ci si ritrova per condividere una buona pizza, una birra artigianale e un momento di convivialità autentica. Perché, come ricordano i due proprietari, “alla pizza non si resiste: l’unico modo per liberarsi dalla tentazione è cedere ad essa”.
Santa Pizza – Via di Valle Faonte, 94 – Roma
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