Marita: dalla Marinara alla Margherita, dalla tradizione alle pizze gourmand

Marita: dalla Marinara alla Margherita, dalla tradizione alle pizze gourmand

ROMA – Inaugura Marita di Roberta Esposito a Ponte Milvio. Da buona campana, rivolge l’occhio sempre alla tradizione, alle origini delle cose, dedicando a questo concetto il nome stesso della pizzeria. Il nome Marita infatti, ci ricorda che tutto nasce dalla Marinara e dalla Margherita.

Marita è da non perdere. Il quartiere della movida più chic, a Roma Nord, è da sempre Ponte Milvio. Qui si possono trovare enoteche, ristoranti, trattorie di tutte le specialità. E’ un susseguirsi di offerte nella sua varietà culinaria che può confondere. Ci sono locali storici e catene più popolari, e a parte lo stress del parcheggio tutto il viale, dal piazzale di Ponte Milvio a Corso Francia, brilla sempre con le sue luci e la moltitudine di gente che ama questa zona in particolar modo.

Marita è una scoperta. Inizialmente il piccolo cancello con il viale alberato ti porta in un giardino che ti accoglie con un particolare angolo bar dalla tenda bianca e rossa.

Marita di Roberta Esposito Foto MyWhere

Più di duecentocinquanta metri quadrati, tra un vasto interno (di circa con 90 posti a sedere) ed un accogliente dehors. Qui gli ospiti, durante la bella stagione o anche in quest’autunno che ci riserva belle serate dal clima mite, possono assaporare la cucina di Marita avvolti dal profumo della pizza appena sfornata nell’accogliente spazio esterno.

La ristrutturazione del locale, curata dall’architetto Martina Stancati, è stata portata avanti in un’ottica di sostenibilità, riprogettando l’ambiente preesistente senza stravolgerlo, ma recuperandone i materiali e adattandoli all’insegna. 

marita
Io Fabiola Cinque da Marita

Tutto nell’arredamento richiama l’amore per la pizza, dalle candide pareti, citazione della farina, alle maioliche verdi e alla moltitudine di piante che ricordano il colore del basilico fresco, in cui i protagonisti principali sono i due forni elettrici (della Moretti).  Il risultato è un ambiente luminoso, che ha il sapore della felicità, lo stesso della pizza di Roberta.

Ma chi è Roberta Esposito?

Campana doc, ha la ristorazione e la passione per le cose buone nel sangue. Inizia ad impastare quasi per gioco nel ristorante dei suoi genitori, La Contrada di Aversa. Un gioco serio al punto da spingerla ad affermare «voglio fare la pizza». Una svolta inusuale, dunque, per la sua carriera, iniziata come sommelier e proseguita talmente egregiamente, da far guadagnare al suo ristorante i 3 spicchi del Gambero Rosso.

Nel suo nuovo progetto romano, appena inaugurato, porterà tutta la sua energia e la testimonianza delle sue origini, perché «La Contrada resta sempre casa mia». Marita (che si legge con l’accento sulla i), promette quindi di essere un vivace asse Roma-Aversa, impastando con gusto entrambi i mondi. 

Il piatto della mia pizza da Marita di Roberta Esposito Foto MyWhere

Ho chiesto a Roberta Esposito: da cosa nasce Marita?

Da buona campana, l’occhio sarà sempre rivolto alla tradizione, alle origini delle cose, dedicando a questo concetto il nome stesso della pizzeria. 

Marita nasce, infatti, un po’ come monito, per ricordarci sempre che tutto nasce dalla Marinara e dalla Margherita. Da “pizzaiola donna” volevo fortemente che il nome finisse in “a”.

La degustazione dei vari tipi di pizza da Marita di Roberta Esposito Foto MyWhere

La tua pizza la definisci più romana o napoletana?

In realtà mi piace la parte croccante dell’impasto. Ero alla ricerca di un prodotto diverso, che fosse totalmente personale, per questo non riesco e non voglio inquadrarlo negli stereotipi di romana o napoletana. 

Fondamentale è la realizzazione dell’impasto, per un risultato raffinato, leggero e croccante. Il tutto dev’essere condito in maniera perfetta, così da realizzare non solo una “canonica pizza”, ma un prodotto gustoso che possa anticipare anche una portata classica. 

Amo sperimentare, ma mantenendo le origini tradizionali, realizzando la mia pizza con una farina di tipo 1. 

Fabiola Cinque Marita MyWhere
Il Supplì Marita

Dal suo panetto da 260g (quello napoletano è da 270-280g) prende forma una pizza unica dalla forte identità, la pizza di Marita. Leggera, dal bordo consistente ma croccante, che certamente si distingue per il suo cornicione dal “crunch” deciso.

Concettualmente non c’è una divisione tra pizze della tradizione e pizze gourmand, essendo tutte condite con prodotti d’eccellenza, dall’origano, ai San Marzano biologici Casa Marrazzo, ai latticini Gioiella, ma, per praticità, una pagina del menu sarà dedicata alle pizze classiche, un’altra a quelle più creative. 

Tra i gusti in carta si può spaziare dai grandi classici della pizzeria tradizionale de La Contrada, come la Marinara Evolutiva, realizzata con pomodoro San Marzano schiacciato a mano, datterino, origano fresco, aglio rifermentato, foglia di cappero, terra di olive nere e caviale di acciughe e la Scarola in crosta, realizzata con il tipico contorno partenopeo delle festività natalizie (saltato con uvetta, pinoli e olive) e servita come un calzone. 

Marita Scarola in Crosta

Come pensi di conquistare i pizza lovers romani?

Con la selezione delle nuove varianti pensate per Roma, come l’Amarita, un’amatriciana bianca con guanciale croccante e sugo di pomodoro servito a parte, così che il cliente possa pucciarne il cornicione della pizza.

Noi vi segnaliamo, tra le signature, la Summer Light, che ha vinto il premio pizza dell’anno nel 2022 per il Gambero Rosso, a base bianca con provola affumicata, baccalà in olio cottura, rosti di patate, hummus di ceci, fiori di cappero e limone candito, e la Aglio, olio e peperoncino, omaggio al classico spuntino notturno per soddisfare il languorino della mezzanotte, a base bianca con crumble di pane saltato con aglio e peperoncino e pomodorini semi-dry, che attenuano il piccante. 

Fabiola Cinque Marita MyWhere
Marita Corbarì Fritta Forno

Ad arricchire il menu anche le “pizze al padellino”, citazione della pizza nel ruoto di Aversa, realizzata con la pasta del pane avanzato che si mette in teglia a bassa temperatura, con una cottura diretta, e condita a piacere. Promette di far innamorare anche la carta delle 7 Margherite, già presente ad Aversa e che, pian piano, verrà introdotta anche nella Capitale. 

marita
Marita, Marinara evolutiva con Negroni

Spoiler romano sarà la Margherita Bruciata, una pizza nata per caso, per aver dimenticato in forno dei pomodorini che si sono eccessivamente caramellati, ridotti in salsa e conditi con paprika, timo e rosmarino. Ogni margherita è realizzata con una qualità di pomodoro differente. Questo per far apprezzare ai commensali le varietà di questi golosi frutti che ci regala il nostro territorio, dal San Marzano, al Pomodoro del Vesuvio e di Corbara, passando per il Datterino giallo e molti altri.

Marita si propone anche di essere più inclusiva possibile, concedendo grande spazio a pizze senza lattosio e gluten free. Lo fa con un’area della cucina dedicata, e ai vegani, con topping pensati appositamente.

Fabiola Cinque Marita MyWhere
Marita di Roberta Esposito Foto MyWhere

Ad aprire le danze ben più di una carta dei fritti, ma di sfizi gourmand, che strizzano l’occhio ai classici. Tutti realizzati in collaborazione con lo chef Jacopo Manganello (così come i top delle pizze), che vanta in curriculum numerose esperienze presso importanti ristoranti londinesi fregiati della stella (e non), come Portland, Akoko e il Chiltern Firehouse. Dall’irrinunciabile Supplì romano, passando per il Crocchè, classico e di baccalà, alla partenopea Frittatina di pasta in diverse varianti, dalla Cacio e pepe alla Nerano, a creazioni divertenti e golose come il Bao home-made, farcito di Sugo di carne alla genovese.

marita
Marita di Roberta Esposito Foto MyWhere

Nell’attesa di una carta dedicata alle pizze dolci, si potrà chiudere il pasto con tanti dessert in pieno stile Marita. Uno fra tutti il Tira babà, un tiramisù che sostituisce il babà ai savoiardi.

La carta offrirà ben più di una soddisfazione anche sul fronte del beverage. Dalle birre, ma anche vini, ai cocktail signature, studiati per essere abbinati all’offerta gastronomica.

marita
Marita di Roberta Esposito Foto MyWhere

Una menzione particolare va all’idea di dedicare un’intera sala alle degustazioni, con 3 percorsi proposti. Percorsi che è possibile modulare in base ai gusti del commensale.

Insomma c’è l’imbarazzo della scelta, e di sicuro sarà difficile non apprezzare la varietà e la bontà della cucina. Oltre che delle pizze nelle diverse varianti, da provare assolutamente anche i vari fritti.

Io non sono riuscita (ovviamente!) ad assaggiare tutto, ma il profumo ed il sapore della cucina tradizionale campana è rimasto vivo nelle mie papille gustative. Infatti, presto tornerò per mangiare le altre varianti delle pizze firmate Marita.

In homepage Roberta Esposito titolare di Marita

Fabiola Cinque

Leave a Reply

Your email address will not be published.