FIUMICINO – Salotto Valadier ti accoglie in una raffinata eleganza d’altri tempi con una proposta gastronomica ittica autentica e originale. Qui ho incontrato l’ideatrice Francesca Carli e degustato la cucina firmata da Simone Chindamo, che vede al suo fianco ai fornelli Davide Leone. I due giovani chef portano in tavola una proposta essenziale e pulita, con un grande rispetto della materia prima, e l’aggiunta di estrosi e interessanti fuori menu.
Il ristorante sorge in un antico palazzo nel Borgo Valadier dal nome del famoso architetto che ha progettato a Roma Piazza del Popolo, e a Fiumicino una serie di case per l’abitazione civile, ponendo al centro di esse una chiesa.
Il progetto immaginato da Giuseppe Valadier è tuttora conservato presso l’Accademia di S. Luca a Roma e fu realizzato intorno al 1820. Eccomi in una bella giornata primaverile, e qui la scelta non poteva che ricadere nello spazio all’aperto.

Al Salotto Valadier ti accoglie con i tavoli esterni sul fronte del canale, nella strada principale del nuovo borgo, sorto tra la torre Alessandrina ormai in disuso e la maestosa torre Clementina.

Ma si può accedere da un secondo ingresso. Il primo è quello che ti accoglie nello spazio esterno attraverso anche una grande vetrata che anticipa il cammino tra le diverse sale. Il secondo ingresso è su via di Torre Clementina nel pieno del Borgo Valadier.
L’ambiente di Salotto Valadier
L’ideazione del progetto è stata di Francesca Carli, Matteo Capoteca e Andrea Ragno, già proprietari del chioschetto al mare Azul. I tre giovani imprenditori hanno creato questo locale con un tocco vintage e elegante dove la proposta gastronomica di Simone Chindamo viene esaltata in tutta la sua creatività.

Qui tavoli antichi hanno lunghe tovaglie ricamate a mano, piatti di ceramica decorata in stile floreale e sedie che raccontano una storia ricreando il calore del salotto di casa ed evocando i caffè letterari parigini.
Sono stata ricevuta qui da Francesca Carli ma, essendo io una adepta de Le Brocchette (di cui il proprietario è il padre Carmine) sapevo già che le mie aspettative non sarebbero state deluse.

Francesca Carli mi ha illustrato le sale interne di Salotto Valadier dove emerge un’atmosfera retrò e allegra. Ci soffermiamo dinanzi all’antica credenza che ha fatto restaurare donandole un bellissimo colore verde petrolio.

La proposta gastronomica di Salotto Valadier
L’antipasto si presenta con i crudi, dove la qualità emerge ampiamente anche attraverso il sapore semplice, per nulla artefatto, ed esaltato da accostamenti sorprendenti.
il percorso gastronomico si è aperto con Polpo su vellutata grezza di ceci al lime e rosmarino.

Lo Chef ha dato grande spazio al prelibato pescato locale, che ha panato con crema di cavolo romanesco, taralli e mandorle tostate.

Per quanto riguarda i primi ho avuto il privilegio di assaggiare in anteprima la proposta primavera-estate con il Tonnarello e totani del pescato locale e asparagi.
Lodevole poi è anche il Risotto con assoluto di gambero rosso, salsa di datterino arrosto e crumble al cacao.

Nei secondi viene dato grande risalto al pescato fresco che arriva ogni giorno, nel rispetto della stagionalità e dei “capricci” del mare. Per secondo il pesce “povero” il baccalà trova la sua essenza nel sapore a contrasto della melanzana resa più dolce dalla cottura alla “scapece”, tipica ricetta napoletana, e dalla delicatezza dell’acqua di pomodoro che rende ancora più delicato il baccalà.

Un altro secondo originale è senz’altro l’Ombrina scottata con vellutata di patate e curcuma, e chips di zucca. L’evocazione all’Oriente con l’uso delle spezie, non sovrasta mai i sapori che rimangono freschi e delicati.

Si chiude con le dolcezze realizzate da chef Chindamo, anche queste molto originali e gustose, dalla Tartelletta con crema pasticciera al fondente, nocciola tostata, namelaka al cioccolato bianco e gelé al lampone, alla Cheesecake al caramello salato cremoso.
Gli abbinamenti creati proprio da Francesca Carli, che cura anche l’offerta enologica, hanno onorato i consigli dello Chef Simone Chindamo. La cantina si fregia di bottiglie “must have” e referenze meno note e tutte da scoprire, guidati dalle sue competenze di sommelier professionista.

Il percorso gastronomico illustrato man mano dallo chef Simone Chindamo, rende la proposta ancora più sorprendente. Infatti con estrema semplicità ti illustra come ha elaborato il pesce povero o come ha creato le salse che guarniscono il piatto. Qui la maestria emerge negli accostamenti, e ancor più con una meticolosa attenzione alla cottura.
Grande importanza, non solo estetica per i loro variopinti colori, è data alle salse. Qui non sono solo cornice ma catturano l’olfatto con i freschi profumi ottenuti dalla lavorazione delle verdure così come come degli odori esaltati a loro volta dalle spezie.
Ma il sapore di queste ultime non copre mai la semplicità della cottura del pesce. Piuttosto evoca l’esperienza di Simone Chindamo che si è formato lavorando a lungo all’estero, compreso in Oriente.
Salotto Valadier
Via della Torre Clementina 90, Fiumicino. Tel. 06 5710 3917. Sempre aperto.
www.salottovaladier.com
facebook.com/p/Salotto-Valadier-61554595102132
instagram.com/salottovaladier

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