MARINA DI PIETRASANTA – La mostra “Io contengo moltitudini”, in corso dal 4 luglio al 30 agosto 2025 alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, propone un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e riflessione sociale. Curata da Arturo Galansino e da Edoardo Monti con Sofya Simakova, affianca l’imponente installazione luminosa di Marinella Senatore alle opere di 11 artisti emergenti, in un percorso espositivo che unisce tradizione e contemporaneità. Di seguito, l’articolo suddiviso per sezioni tematiche.
“Io contengo moltitudini” è sia il titolo di una mostra che il nome del progetto dell’artista Marinella Senatore. Affiancati negli spazi della Versiliana di Marina di Pietrasanta dal 4 luglio al 30 agosto 2025.
Ispirati ai versi del poeta americano Walt Whitman “ I contain moltitudes” ambedue i progetti – curati rispettivamente da Arturo Galansino e Edoardo Monti / Sofya Simakova – intendono sottolineare fin dall’inizio i loro contenuti. Dalla scenografica istallazione luminosa di Marinella Senatore (che all’ingresso funge da vera e propria introduzione) all’esposizione che si snoda all’interno della villa La Versiliana, con opere di emergenti artisti della Versilia e non.

Il contributo di Marinella Senatore
Il contributo dell’artista Senatore riguarda l’imponente istallazione luminosa all’esterno e un gruppo di stendardi all’interno. Nonostante il differente impatto visivo, prendono entrambi vita dall’amore per la tradizione folkloristica e dall’interesse per la dimensione sociale. Come riportato dalla stessa Senatore: l’installazione luminosa è ispirata alle coloratissime luminarie del Sud Italia.

Largamente usate nelle feste popolari, cruciale momento di incontro delle persone, soprattutto nelle regioni meridionali. Non diversamente l’impiego degli stendardi, creati in questo caso appositamente per la mostra. Non solo evocano le parate e le feste del folklore tradizionale, ma si ricollegano anche ai movimenti di lotta e di protesta. In più “tracciano una linea tra passato e presente”.

Un percorso curato con attenzione collettiva alla Versiliana
Quale scelta poteva, quindi, essere migliore per accompagnare gli 11 artisti emergenti in questa mostra? Il merito va ascritto in primis alla coordinatrice culturale delle iniziative artistiche della Villa, Umberta Gnutti Beretta. Lei ha saputo mirabilmente individuare e collocare artisti diversi (per età, formazione e origini) in una tematica comune, che ha come terreno di confronto il legame con il territorio e il senso della collettività.

Le opere al pianoterra: tra natura, meccanica e surrealismo
Appena varcato l’ingresso al pianoterra si viene attirati dai fiori dipinti di Alexandra Vertinskaya. Riprodotti su scala monumentale, oltre a sorprendere per una tecnica eccellente (acrilico su carta), invitano a esplorare il mondo vegetale con maggiore curiosità, inducendo l’osservatore a inusitate riflessioni.

Dalla delicatezza cromatica e materica delle tele con i fiori si passa alla concretezza e corposità delle sculture in ceramica smaltata di Cosimo Valla. Queste raccontano con forza ed energia il mondo rurale agricolo come aratri, trattori, ruote (La fine di un modello agricolo, Mezzo miracolo, Se non cambierà bloccheremo la città). Sottolineando lo stretto legame tra l’artista e il territorio, come a voler ribadire, nei decisi modellati, la presenza di una meccanicità che rischia di soccombero sotto le nuove tecnologie.

Proseguendo non si può non notare l’opera di Vladimir Kartshow “Il sogno è la realtà del cuore”. Una grande struttura a baldacchino di velluto rosso, che occupa prepotentemente la sala. L’intrigante tema delle tele, ispirate alla frase dannunziana, conduce lo spettatore in un viaggio quasi surrealista tra realtà e inconscio. Con immagini intrise di erotismo, mistero e senso di spaesamento.

Spaesamento che si rinnova anche nella stanza successiva con le opere in tecnica mista dell’aretino Jacopo Naccarato. Le cui immagini di lepri in corsa scolpite tono su tono su un pannello chiaro, circondato da strani fiori installati su pietre, sembrano giustificare il titolo Paesaggio anomalo.

Sperimentazioni relazionali e tecniche pittoriche
Giulia Messina, artista milanese ma attiva a Bruxelles, va ancora oltre nel cercare effetti-sorpresa nelle dinamiche delle relazioni umane. Sia con l’opera scultorea Mrs’s Flax lovers, che trovo sinceramente po’ inquietante, sia con le opere pittoriche intorno (Side salad e Charteuse Gossips). Tutte realizzate con l’originale tecnica a pennarello e inchiostro, per la quale la Messina è famosa a livello internazionale.

Il piano superiore: tra aggregazione, simbolismo e fede
Nel salire al piano superiore, siamo accompagnati dai banners di Marinella Senatore. Realizzati in laboratori comunitari, incoraggiano al valore dell’aggregazione sociale.
Nella sala a destra ritroviamo il tema dei fiori ma stavolta nei vasi che sono, in realtà, i veri protagonisti dell’opera scultorea. Con le loro forme fluide e mobili apparentemente in continua trasformazione. Così sembra voler veicolare il suo pensiero l’artista americano (trasferitosi in Italia) Namsal Siedlecki.

La saletta adiacente ci coinvolge come spettatori di un fantomatico dialogo tra Cristo e il Grillo Parlante. Preambolo dell’arte di G. Stefano Rossi che ritroviamo in una stanza più avanti con altre due opere a carattere tra sacro e profano (Ostensorio e biscotto Pan di Stelle e Con silenzio e lacrime). Espressione di una interessante riflessione sui risvolti della fede religiosa, spesso nell’odierno mondo del consumismo fuorviata o banalizzata.

Verso la conclusione: giochi, silhouette e costellazioni
Decisamente suggestive sono le tele di Victoria Kosheleva, improntante a una sorta di arte simbolista-surrealista. In un caleidoscopio di immagini dove boschi, folklore, balli, fontane, divertimento sembrano invitare per un attimo nel loro cromatismo blu-azzurro lo spettatore, prima che tutto svanisca.

Il “parco” dell’artista francese Mathilde Abouy si presenta invece con un carattere più ludico. Con giochi e giocattoli ma fortemente ingranditi (Les favourites), come esseri dotati di vita autonoma.

Questa ambigua giocosità si interrompe con la verticalità e disposizione simmetrica delle tele di Alisa Yoffe, dove le semplici e stilizzate silhouette di cipressi, riportano a un senso di immobilità e permanenza.

Il percorso espositivo si conclude con l’originale installazione di Apollinaria Broche, dove la composizione visiva si combina con quella sonora (rumore del vento): stilizzate figure in bronzo e quarzo che ricordano le costellazioni circondano una scultura dalle forme sottilissime, raffigurante una giovane in una acrobatica posa a ponte, come a evocare una volta celeste.
Un invito alla visita alla Versiliana
Se vi trovate in vacanza in Versilia, ma anche nelle vicinanze, non perdete l’occasione di visitare questa mostra di arte contemporanea, dove (finalmente!) oltre alla riflessione filosofica, antropologica, sociale e tutto quello che volete, c’è anche tanto tanto mestiere.
Tutte le foto di Giuliana D’Urso per foto MyWhere©
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Grazie a questo articolo molto ben dettagliato e alla sua ampia galleria fotografica, ho ripercorso la mostra arricchendomi di sensi e significati che non ero riuscita a cogliere appieno senza questa guida. Complimenti a Giuliana
Sì decisamente “non lineare” da leggere nel suo fil rouge ma, grazie all’articolo esplicativo, rende l’esposizione affascinante ed incuriosisce.