Hortus vini 2026: la manifestazione che celebra l’eccellenza del vino italiano

Hortus vini 2026: la manifestazione che celebra l’eccellenza del vino italiano

ROMA – Guidata dalla curiosità di scoprire un mondo a me semi-sconosciuto, lo scorso weekend sono andata all’Orto Botanico di Roma alla scoperta di gusti e sapori legati al nettare degli Dei.

L’Orto botanico illuminato dalle stelle e dalle luci e avvolto dalle musiche. Un calice di buon vino in mano e una leggera brezza serale. I presupposti per trascorrere un’ottima serata c’erano tutti e non sono stati disillusi. La settima edizione di Hortus Vini si è svolta lo scorso fine settimana all’Orto Botanico di Roma, nel cuore di Trastevere.

hortus vini 2026

Tre serate per onorare le eccellenze vitivinicole italiane con a capo come sempre Luca Maroni, esperto e autore del progetto.

Per me, poi, una prima volta in assoluto. Prima volta all’Orto botanico e prima volta di una degustazione di vini. È stato il battesimo dei vini. Il fine settimana della settima edizione di Hortus vini 2026 ho vissuto un vero e proprio percorso alla scoperta dei principali vitigni italiani con oltre duecento etichette in degustazione.

hortus vini 2026

Gli stand da Nord a Sud ad Hortus Vini 2026

Munita del mio bicchiere al collo ho iniziato il giro delle isole delle varie aziende. All’entrata c’erano i vini del Nord, poi si arrivava alla piazza del Centro, e infine il sentiero del Sud e delle Isole.

E tutto intorno palme, piante e giocolieri sui trampoli. E visto che non si vive di solo vino, ogni tanto ci si imbatteva in food truck dove si friggevano e cuocevano cibi da degustare con il nettare degli Dei. Un cuoppo di patatine fritte, una porzione di polpette al sugo o un trancio di pizza con la mortadella e poi di nuovo un giro tra bianchi, rossi e rosati.

Non sono una esperta sommelier, io di vino ne bevo poco ma quelli che ho assaggiato mi sono rimasti impressi per il gusto leggero e fresco.

hortus vini 2026

In particolare segnalo un bianco e un rosso.

La cantina “Marco Mergè”, del Lazio, ha come mission innovare e investire sul territorio con una storia vitivinicola di quattro generazioni. E il loro Sauvignon Omnia Mater mi ha conquistato per le sue note fruttate, dal passione fruit, alla pesca. Un vino che ha vinto il premio come Miglior vino in assoluto del 2025.

E se per il bianco sono rimasta nella mia zona, per il rosso sono andata un po’ più a Nord, nella terra dei paesaggi riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità: il Piemonte.

Qui, l’Azienda “Antonio Bellicoso produce circa ventimila bottiglie all’anno. Un vino di eccellenza che interpreta alla perfezione i colori, i profumi e i sapori di Montegrosso d’Asti e del Monferrato. Poche parole, quelle del Patron Bellicoso, ma ricche di amore per il territorio: “Il mio vino” – mi ha detto durante la degustazione della sua Freisa, tra le migliori in circolazione – “è l’affermazione della natura, è l’amore per il frutto e per la mia terra.” L’amore e la passione in un bicchiere, con la promessa di visitare le sue vigne e assaggiare ancora i suoi vini.

Testo e foto di Francesca Sama per MyWhere

Francesca Samà

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