ROMA – Ho partecipato alla prima cena evento del Teatro del Gusto. Qui il viaggio tra sapori autentici e produzioni di nicchia del Lazio hanno preso forma grazie allo chef Umberto Vezzoli all’Uliveto Roof Garden dell’Hotel Diana. Vi consiglio di seguire la prossima tappa del 13 maggio!
Il Teatro del Gusto – Aggiungi il Lazio a Tavola è un format che, in quattro diversi eventi, celebrano il Lazio più genuino attraverso cene evento e incontri con i produttori. Un calendario che guarda lontano: I menu tematici restano disponibili anche nelle settimane successive, affiancando la proposta alla carta del ristorante.

- 23 aprile: focus su La Finezza
- 13 maggio: protagonista il Caseificio Maceroni
- 3 giugno: serata dedicata al Salumificio Sano
- 24 giugno: chiusura con Le Faeta
L’accoglienza all’Uliveto Roof Garden per la serata evento ha aperto il suo sipario al ristorante panoramico dell’Hotel Diana, nel cuore di Roma, celebrando l’olio del Lazio. La serata che s’inserisce in un ciclo di cene tematiche dedicate alle eccellenze del territorio laziale, ci ha dato l’opportunità di degustare il menu creato dallo chef Umberto Vezzoli, ascoltando le storie di chi lo produce.

L’appuntamento gastronomico, e soprattutto esperienziale, ha alzato il sipario con L’Olio di Roma IGP de La Finezza, autentico oro verde della Capitale, simbolo di una filiera certificata e contemporanea.

La degustazione ha toccato il suo vertice con il sapere della semplicità ed il profumo verace dello Spaghetto pane e olio con crumble di taralli al prezzemolo.
Non da meno il manzo marango all’olio con agretti selvatici al vapore e purea di patate e fave.

A orchestrare questo quartetto è lo chef Umberto Vezzoli, capace di fondere tecnica internazionale e rispetto assoluto per la materia prima. La visione dello chef Vezzoli: “Non mangio e non bevo mai alimenti e vini che non conosco”, racconta Vezzoli. Una filosofia che si traduce in una ricerca costante di produttori fidati e territori autentici.

Da oltre vent’anni legato a Roma, lo chef si definisce un vero e proprio talent scout del gusto, capace di individuare eccellenze spesso lontane dai riflettori ma ricche di storia e qualità. Il menu della serata sarà costruito proprio per valorizzare ogni singolo ingrediente, trasformandolo in racconto.
Quattro eccellenze, un racconto unico
Protagonista assoluto di una filiera lenta, artigianale e identitaria, espressione del Lazio più autentico, l’olio ci è stato illustrato in tutte le sue diversità.
Ben conosco, tra gli oli laziali, quelli della Tuscia, della Ciociaria così come quelli dell’agro pontino, però l’olio originale della Sabina meritava un approfondimento. Qui ho potuto aggiornare le mie conoscenze partendo dal più famoso olio dell’Umbria dell’azienda Viola, a quello di Quattrociocchi tra Latina e Frosinone, fino a conoscere, e disquisire di uliveti, delle proprietà territoriali anche dei piccoli appezzamenti di terreni di famosi, e non meno famosi, produttori dell’oro giallo laziale.

Un’esperienza tra degustazione e narrazione
Il vero valore aggiunto è stato indubbiamente la presenza dei produttori, protagonisti di un racconto corale che ha accompagnato ogni degustazione. Affascinata non solo dalla storia di sole tre generazioni della meravigliosa Antica Cantina Leonardi a Montefiascone, un paese dell’Alta Tuscia che sovrasta il lago di Bolsena. Qui ci è stata illustrata la struttura con le sue antiche grotte, che dovrò andare a visitare al più presto. Una prelibata cantina in un luogo incantevole.
Un viaggio sensoriale e culturale che è andato oltre il piatto, è stato arricchito dalla sommelier Clara Montesanto che ci ha illustrato la selezione di vini laziali.
L’Antica Cantina Leonardi ci ha conquistato sin dalle bollicine, metodo Classico dosage zèro, per poi proseguire, con una sorpresa dopo l’altra, con lo Syrah “Nero di Lava” che lasciava trasparire tutto il suo intenso profumo che caratterizza proprio la linea dei rossi “i vulcanici”. Il Nero di Lava è stato abbinato al manzo marango all’olio con agretti selvatici al vapore e purea di patate e fave. Ma la sorpresa finale è arrivata con “Le Muffe” abbinato al dessert.

Teatro del Gusto: tradizione, territorio e futuro
Il “Teatro del Gusto” non è solo un evento culinario, ma una dichiarazione d’intenti: celebrare il cuore produttivo del Lazio, valorizzando chi ogni giorno lavora con passione tra campagne, allevamenti e frantoi.
Un progetto che unisce accoglienza, creatività e identità territoriale, trasformando la tavola in un luogo di incontro tra passato e futuro. Perché dietro ogni sapore c’è una storia, e a Roma — almeno per una sera — quella storia va in scena.

Tutte le foto MyWhere©





