CAMPANIA – Forse meno nota rispetto agli altri percorsi del centro Italia la Via Francigena Campana offre delle inaspettate scoperte. In questo mio racconto vi illustro il percorso affrontato a tappe che merita decisamente più tempo di quanto ne abbia potuto trascorrere io. E come si conquista il timbro ufficiale del pellegrino.
La Via Francigena Campana è un percorso impegnativo se fatto totalmente a piedi come la tradizione richiederebbe, ma concentrato in una giornata abbiamo necessitato dell’ausilio di mezzi messi a disposizione dell’organizzazione, veramente efficiente e perfetta.

Cominciare il tour della Via Francigena Campana da Caserta, è un ottimo pretesto per iniziare con il “piede giusto”. La sera dell’arrivo nel piacevolissimo Hotel Plana, ha segnato già il passo dalla accoglienza della gentilissima reception fino al piacevole incontro dei colleghi. L’Hotel Plana, oltre per la mirabile posizione a pochi passi dalla Reggia, ha confermato la mia piacevole impressione la mattina successiva con la fantastica colazione continentale con pillole di specialità locali .

Ci avviamo chiacchierando alla cena, verso il centro di Caserta. Bella scoperta di una città normalmente nota per “La Reggia” che invece mostra un centro storico interessante, vivo, pieno di locali interessanti (ovviamente principalmente pizzerie e ristoranti).

Abbiamo un tavolo da “Sasà Martucci – Pizzeria I Masanielli”, locale gourmet, file interminabile fuori (per fortuna abbiamo il tavolo prenotato), buon segno, crea aspettative. Infatti ottime pizze, ben lievitate e cotte al punto giusto, napoletane come devono essere nella tradizione.

Ah, attenzione, ci sono due Masanielli a Caserta, ovviamente al primo colpo avevamo sbagliato indirizzo, poi recuperato quello corretto.

Il ponte Real Ferdinando II
E veniamo al motivo del viaggio. Sveglia prestino, trasferimento in van da Caserta a Minturno, traffico, sulle consolari, pezzi di Domiziana poi Appia, sempre piene di auto, di semafori e…di autovelox. Prima tappa Minturno per una sosta al ponte “Real Ferdinando II” sul Garigliano, interessante opera degli anni 20 dell’800; fu il primo ponte sospeso a catenaria di ferro realizzato in Italia, importante esempio dell’architettura industriale borbonica, situato nei pressi del Parco Archeologico di Minturnae, città distrutta dai Romani nella II° Guerra Sannitica e poi.. ricostruita come colonia un paio di secoli dopo.

E via di nuovo in van, destinazione Sessa Aurunca, punto di partenza della via Francigena Campana. Entriamo a piedi nel centro storico, in una giornata di tradizionale mercato settimanale.

Pieno di gente che passeggia, compra, chiacchiera in mezzo alle bancarelle di ogni genere e colore; ci inseriamo nel flusso di persone attraverso il centro storico del paese, dirigendoci verso il Duomo, la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, esempio di primo romanico a cui poi vennero aggiunti portico e un finestrone al posto del rosone, mutandone un po’ il carattere austero.
Dopo Sessa Aurunca si riparte in van verso Roccaromana, destinazione ospiti all’Ostello “Il Giardino Segreto”. A Roccaromana, piccolo paese immerso nel verde delle montagne che lo sovrastano, troviamo l’Ostello, che, oltre alla struttura alberghiera ha in carico una splendida biblioteca, nata dalla donazione della raccolta libraria dell’Ing. Pasquale Guida, con oltre 20.000 tomi tra testi moderni e fondo antico di 500 volumi. Ci concediamo anche un attimo di meditazione nel giardino e … un più prosaico aperitivo, graditissimo.

La Torre Normanna e Alife
…e via di nuovo, destinazione Statigliano, per la visita alla Torre Normanna, situato sulla sommità del Monte Castello, a 450 metri slm. La torre, costruita dai Normanni su dei resti di una torre precedente attorno al 1100 con fini strategici e difensivi, è di pianta circolare e realizzata con apparecchiature in opera mista a blocchi omogenei di calcare, è alta complessivamente 18 metri e all’interno si sviluppa su tre piani. Dalla sommità della torre si gode di una vista a 360 gradi su tutto l’orizzonte. E qui ci attende un piacevole e affabile incontro con realtà locali per illustrare la situazione del luogo e le sue prospettive di sviluppo turistico, e… una degustazione di salumi, formaggi e vini, prodotti tipici locali.

Ampiamente rifocillati, si riparte per raggiungere l’ultima tappa del nostro tour, Alife. Facciamo però una breve sosta per un divertente intermezzo: l’attraversamento del fiume Volturno su una zattera detta “lontra”, che collega la sponda di Alife a quella di Dragoni lungo la Via Francigena. Trainata da un sistema di carrucole, manuali, ci consente di bruciare un po’ di calorie accumulate in questa giornata.

Eccoci ad Alife, città con origini sannite circondata da mura romane tuttora esistenti, con una pianta quadrata, distrutta dai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale, ma conserva un importante anfiteatro romano, coperto di recente e un criptoportico romano databile nell’età augustea. Tutto lascia presagire che il criptoportico fosse la parte secondaria di una importante struttura realizzata al di sopra di esso, molto probabilmente una tenuta delle famiglie di rango senatorio dell’epoca.

E si chiude la visita nel palazzo Comunale di Alife, alla presenza delle autorità locali, con la concessione del timbro ufficiale del pellegrino.
La Via Francigena Campana: il ritorno a Caserta
Si riparte quindi per Caserta, portando con noi il piacere della scoperta scoperta di luoghi diversi dai percorsi tradizionali, di una gita nella natura, nella storia e nella cultura di comunità alla ricerca di valorizzazione del loro territorio.

Beh, non poteva mancare una seconda cena a Caserta, questa volta in un elegantissimo ristorante, il “Sunrise Restaurant”, uno dei più bei locali del centro cittadino; si sviluppa in profondità al pianterreno di un palazzo di origine borbonica e offre il meglio sul fondo, dove si trovano la sala “veranda letteraria” e, al di là del finestrone, il bellissimo dehors circondato dal giardino con agrumeto.




