VENEZIA – Alla 61ª Biennale d’Arte di Venezia, anche le tote bag diventano protagoniste. Tra materiali innovativi, formati XXL, grafiche concettuali e dettagli nascosti. Ecco dunque una guida alle borse più ambite e fotografate della Biennale 2026, veri simboli di stile e appartenenza per visitatori e addetti ai lavori.
La 61ª Biennale d’Arte di Venezia non è solo il palcoscenico dei grandi temi del nostro tempo. E’ anche, per il popolo dei vernissage, una sofisticata caccia al tesoro. Tra le calli e i canali infatti, si consuma un rito collettivo che celebra l’oggetto del desiderio momentaneo per eccellenza: la borsa di tela (o plastica, o fibra tech).
Ecco una guida alle borse che stanno definendo lo stile tra i Giardini e l’Arsenale.
Le Tecnologiche e le Ultra-Resistenti alla Biennale di Venezia
Se la tendenza generale vira sul tessile, alcuni padiglioni scelgono la strada dell’innovazione materica. Il Padiglione dell’Uzbekistan sorprende così con una borsa realizzata in un inedito materiale plastico rinforzato, un pezzo che sembra progettato per sopravvivere a decenni di biennali future.
Sul fronte della robustezza poi spicca anche la proposta del Kiran Nadar Museum of Art (foto 2), che punta su una grafica fortemente caratterizzata abbinata a una fattura super resistente, ideale dunque per chi non vuole rinunciare a caricare cataloghi pesanti.

Formati XXL e Comfort
Per chi cerca la capienza invece, il Sultanato dell’Oman propone un modello dal formato allargato, che pur restando estremamente leggero, permette infatti di stipare ogni tipo di gadget raccolto durante il percorso.
Molto riuscita anche la borsa del Padiglione dell’Irlanda: qui la forma piacevolmente ampia si sposa quindi con una grafica comunicativa e una realizzazione curata nei dettagli.
Grafica e Concettualità
Taiwan vince il premio per la complessità visiva: la borsa del Padiglione di Taiwan è forse la più interessante della manifestazione, poiché riprende il video presentato in mostra attraverso immagini stampate sia all’interno che all’esterno, creando un’immersione visiva totale: la borsa diventa non solo un oggetto, ma un’estensione dell’opera video stessa.
L’Istituto Svizzero sceglie invece la strada del minimalismo “high-impact”: una grafica fosforescente che stacca prepotentemente su un fondo nero, perfetta per farsi notare anche durante gli eventi serali.
Eleganza e Dettagli Interni alla Biennale di Venezia
Piccolo non significa meno prezioso. Il Padiglione di Singapore (foto 7) offre un modello in caldi toni terracotta; sebbene il formato sia ridotto, la borsa emana una sobria eleganza ed è arricchita da un pratico taschino interno.
Anche il Padiglione Nazionale degli Emirati Arabi Uniti (UAE) punta sul dettaglio nascosto: una borsa apparentemente basica che rivela la sua unicità nel taschino interno, dove è stampato il colophon del padiglione.
Le “Popolari” e le Outsider
Il titolo di borsa più avvistata spetta senza dubbio al Qatar.
La più distribuita e utilizzata dai visitatori, grazie a una grafica efficace che l’ha resa un instant-cult. Sorprende positivamente anche Exibart. Nonostante l’altissima tiratura e una grafica minimale infatti, la testata non ha rinunciato alla qualità, offrendo un tessuto solido e resistente.
Nota di contrasto per il Museo Kiasma di Helsinki: sebbene il colore sia estremamente efficace e d’impatto, la fattura appare purtroppo un po’ cheap rispetto alla concorrenza.
Il Classico si Rinnova
Infine, non poteva mancare la regina madre: la Borsa ufficiale della Biennale .
Pur mantenendo il suo consueto formato verticale infatti, quest’anno abbandona le tinte del passato per vestirsi di un inedito e vibrante color turchese, un omaggio cromatico che sembra dialogare con i riflessi della laguna veneziana.
di Roberto Zanon e Greta Bignami




























