Notre Dame de Paris continua a trionfare con la sua messa in scena

ITALIA – Continuerà fino a giugno l’inarrestabile tournée nel Bel Paese di Notre Dame de Paris, lo spettacolo più amato e seguito dal pubblico italiano.

La storia raccontata da Victor Hugo, in Notre Dame de Paris, si trasforma qui in musica e danza, con una scenografia imponente e la bravura di un cast d’eccezione. In questo nuovo tour in soli tre mesi le repliche sono state novantacinque, molte delle quali sold out; sicuramente il clamoroso dato testimonia l’entusiasmo con cui gli spettatori hanno riaccolto questa colossale rappresentazione dal vivo.


Il testo dello scrittore francese è stato qui riadattato per lo show da Pasquale Panella e le coinvolgenti musiche sono di Riccardo Cocciante. A fare breccia nella messa in scena di Notre Dame de Paris sono senza dubbio le emozionanti coreografie di Martino Müller, i costumi di Fred Sathal e le scenografie di Christian Rätz ma anche e soprattutto l’intensità della storia narrata, l’incalzare delle vicende e la profondità di ogni personaggio rappresentato. La cattedrale di Notre-Dame, elevata nella sua austerità gotica, entra in conflitto con la periferica Corte dei Miracoli: la prima rappresenta, con il subdolo arcidiacono Frollo, la moralità bigotta e la centralità del clero del ‘400 e la seconda, popolata da un gruppo di zingari di origine spagnola che ammalia il popolo con danze e magia, simboleggia l’emarginazione sociale. In ballo vi è la lotta che gli uomini si tramandano di epoca in epoca, quella tra coloro che detengono il potere e le minoranze fatte da “gli stranieri, gli sconfitti, i vinti”.

L’unico punto di contatto tra questi due universi così incredibilmente paralleli sarà la vicinanza tra Esmeralda, bella gitana della Corte dei Miracoli, e Quasimodo, gobbo deforme campanaro di Notre-Dame. Toccanti le voci di Tania Tuccinardi, in scena nelle vesti di Esmeralda, e di Federica Callori, interprete di Fiordaliso, potenti le interpretazioni di Lorenzo Campani nei panni di Quasimodo e di Vittorio Matteucci nel ruolo del malefico Frollo segretamente innamorato della zingara protagonista. Le luci, i trucchi e l’affiatamento tra i ballerini rendono la visione di Notre Dame de Paris un’esperienza unica. Di forte impatto le scene corali che, coinvolgendo il talentuoso corpo di ballo, mettono in campo l’anarchia, la libertà e il movimento del gruppo degli apolidi, ma anche i soliloqui come quello profondamente accorato di Esmeralda che, da dietro le sbarre di una prigione, invoca l’aiuto dell’uomo che crede di amare, il capitano delle guardie Febo.

Le campane che volteggiano festose nell’etere lasciano spazio ai meandri oscuri della chiesa gotica e poi all’infuocato fervore della Corte dei Miracoli. Ad emergere sarà la purezza di Esmeralda e la bontà di Quasimodo; la prima, unica tra gli zingari a non ricorrere alla violenza per poter sopravvivere, e il secondo, il solo a non cedere alle dinamiche del luogo che abita e ad amare sinceramente Esmeralda. Prodotto da David Zard e diretto da Gilles Maheu Notre Dame de Paris rievoca un capo saldo della letteratura europea, con la sua dimensione storica e i suoi protagonisti, facendo emozionare, divertire ma anche riflettere, perché in fondo le meschinità e i pregiudizi del 1482 non sono poi così lontani da quelli del 2017.

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Elisabetta Severino

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