Angelo Pintus e il ritorno delle sue “Sfumature”

Angelo Pintus e il ritorno delle sue “Sfumature”

Teatro Duse, Venerdì 17 Novembre.  Fra meno di mezz’ora Angelo Pintus, andrà in scena ma prima dovrei scambiare un paio di domande con lui, vista l’esiguità del margine a disposizione sarà un eufemismo definirla ‘intervista’. Il personaggio però è talmente particolare che vorrei almeno provare ad abbozzarne una.
Rompo il ghiaccio dicendogli che avrei una quarantina di domande da sottoporgli ma che purtroppo, potrebbe non bastarci il tempo. “Ma sì dai, facciamone minimo venti!” mi risponde, affatto sconvolto.

D.F.: Partirei da ciò che proprio non ti garba: la satira politica. Lo scorso anno avevi detto alla mia collega che la satira politica ti faceva“proprio schifo” (Mywhere fedele alla sua richiesta, l’aveva pubblicato in: ‘50 Sfumature di Pintus’) perché “non fa ridere i bambini”. Colgo quindi il pretesto per rifarmi all’universo bambino, e nello specifico al ‘tuo bambino interiore’, esiste  ancora?

A.P.: Sì certo! Mi serve per rimanere esattamente dov’ero, mi aiuta a rimanere sempre lì. Capito? Rimango sempre legato alle cose a cui ero legato. Quindi non ho botte di testa… a parte che  sono già grande, per averle, però… ecco è la cosa che mi ricorda chi ero e chi sono: la vita normale.

D.F.: Senti conciliare la vita normale con tutti gli impegni, spettacoli, la televisione, il cinema anche …

A.P.: Mah, si può fare tutto!

D.F.: Si può fare davvero tutto?

A.P.: Ma sì, poi io non esagero, cerco di fare veramente al massimo… la priorità, per me, è la tournèe teatrale, tutto il resto è in più. Le altre cose occupano poco tempo, no? A me interessa fare il live, in giro per l’Italia. Questa è l’unica cosa che mi piace veramente, perché è quella che so fare meglio: mi piace il pubblico, la gente, i bimbi che vengono, mi piace fare le foto, vedere i sorrisi…

D.F.: Per quanto riguarda invece il tuo ultimo film,     non vorrei però parlare tanto di questo perché  c’è chi lo farà o che si occupa di cinema con più competenza della mia, vorrei sapere come sono state le tue relazione coi tuoi colleghi che magari erano quelli di ‘Colorado’

A.P.:Beh, io nel frattempo ho fatto anche quello di Natale (uscirà il 14 dicembre n.d.r.) vabbè ma la parte era talmente breve… invece devo dire che la parte con Salemme è quella che mi ha arricchito tantissimo ho imparato in due settimane, un patrimonio, da lui eb parlo personalmente; ho capito un sacco di cose intendo, guardandolo da vicino. Che poi mi servono per il live io cerco di guardare e di capire, no? Quindi è stato incredibile quello che mi ha insegnato.

D.F.: Qualche aneddoto divertente?, di quelli che si possono raccontare, ovviamente…

A.P.: No… facevo ridere perché io dimenticavo le cose e ricordo la sua faccia (si riferisce a Salemme ndr) a come mi guardava:“Ue te l’è scurdato, un’antra volta” e allora mi prendevano in giro perché non ero un genio della memoria.

D.F.: Lo scorso anno ci sono stati alcuni ragazzini che hanno giocato a fare i giornalisti con te, ti hanno posto delle domande e tu allora hai garbatissimamente risposto, personalmente – non tutti lo fanno! – e saranno qui in prima fila ad applaudirti, domani sera,  per cui sarebbe bello- visto che forse se lo aspettano –un saluto a tutti loro

A.P.: Ah, sì? Non lo sapevo neanche(…) hai fatto bene a dirmelo… tanto come dice Salemme non me lo ricorderò neanche!

D.F.: Una curiosità della Redazione…il senso dell’amicizia per te, in questo momento mi riferisco ad Angelo…non tanto a Pintus il comico

A.P.: No, no, io sono Angelo, io sono Angelo Pintus, il comico nel senso che sono nato comico; sono comico nella vita e sul palco, non faccio molta differenza. La differenza è che lì sono molto meno volgare che nella vita. Io ci tengo a fare degli spettacoli che siano puliti e belli. Vorrei avere nella vita la stessa capacità che ho lì. Ma è difficile no? Perché quando sei in macchina ti arrabbi come tutti, no? Quindi qua riesco a essere al meglio, rendo al massimo, per come vorrei essere. Però io non è che sono uno il comico e l’altro poi a casa… No, no, scordala questa differenza io sono proprio uguale(…) però la domanda qual era?

D.F.: Il senso dell’amicizia…

A.P.: Non te l’ho detto?!? Fondamentale. Basta. Perché gli amici c’erano, ci sono e ci saranno.

D.F.: Quali sono i  tuoi progetti futuri, invece? Stai studiando qualche personaggio nel frattempo…

A.P.: No, io non studio no, non c’ho voglia… dovrei studiare, studiare, non uso quel metodo: a scuola ero quello che cercava di uscire in qualche modo e la vita secondo me è uguale. Devo sempre trovare… dovrei star là studiare, provare… Lo trovo poi il metodo di far ridere, perché devo mettermi lì a… no, è troppo complicato. Io non sono un grande imitatore, io faccio delle caricature, ci sono degli imitatori, in Italia, bravissimi rispetto a me: non occorre essere bravissimi bisogna essere paraculi. Quello è fondamentale. No, bisogna far ridere con le cose che sai, non occorre essere eccezionalmente bravi, o almeno è quello che penso. E’ (…)

A questo punto mi dice una battuta spassosissima chiedendomi però di tagliarla e io fedele e divertita obbedisco e… la tengo per me!

Aggiungo, invece, di capire perfettamente il sold out che “perseguita” Angelo, lo spettacolo è esilarante, coinvolgente e a tratti commovente. Lo avevamo visto l’anno scorso ed eravamo certi del suo successo, uno spettacolo pulito per grandi e bambini che fa ridere davvero, che diverte e fa venire voglia di ballare, che mette a confronto il mondo delle mamme con quello dei papà e ognuno di noi ci si ritrova, che sia in una di queste due figure o che sia il figlio “vittima” di un andamento cosmico di un modo totalmente differente di affrontare la vita da parte di questi genitori. Che altro non è quello che lo stesso Angelo ci ha raccontato…portare sé stesso e il suo mondo e i suoi ricordi, su un palcoscenico davanti ad un pubblico che davvero lo ama…Eh si! Si è dimenticato di salutare i nostri giovani giornalisti, ma loro in prima fila non si dimenticheranno facilmente delle risate che il loro beniamino gli ha regalato!

pintus_duse_2014

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Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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