NAPOLI – Il Teatro Diana apre le sue porte a Scandalo, la commedia di Ivan Cotroneo che resterà in scena fino al 16 novembre. Un cast d’eccezione, Anna Valle, Gianmarco Saurino, Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi e Matilde Pacella, dà vita ad un racconto brillante e provocatorio. Ed a completare la magia teatrale, le scene di Monica Sironi, i costumi di Alberto Moretti, le musiche originali di Gabriele Roberto e le luci di Cesare Accetta.
Dal 5 al 15 novembre Scandalo, il nuovo spettacolo di Ivan Cotroneo, è in scena al Teatro Diana di Napoli. Volto noto anche della televisione grazie a serie amate come Tutti pazzi per amore ed È arrivata la felicità, l’autore racconta così la sua nuova commedia.
“Scandalo è una commedia brillante sul pregiudizio, sui rapporti fra il maschile e il femminile, sui tabù che crediamo esserci lasciati alle spalle e che invece continuano a tormentarci, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini ma mai per le donne. Un testo lucidamente spietato sul sesso, sull’amore, su tutto ciò che si può dire e non dire, fare e non fare o, nel mondo letterario, scrivere o non scrivere. Un racconto su una donna di oggi, libera, spregiudicata, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio e un giovane uomo che forse la sta usando o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno. L’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso, inaccettabile o immorale.”
Ivan Cotroneo ha costruito nel tempo una poetica attenta ai temi sociali. Con Scandalo, affronta la questione del gender gap, denunciando la doppia misura con cui la società approva certi comportamenti negli uomini e li condanna nelle donne.

Lo spettacolo
La storia raccontata in Scandalo è quella di Laura (Anna Valle), scrittrice cinquantenne e sposa bambina, titolo di uno dei suoi romanzi di maggior successo, suggerito dallo stesso marito, Goffredo Moreschi, scrittore affermato da poco scomparso. Nella sua elegante villa sull’Appia Antica, Laura vive circondata da un piccolo universo affettivo: la fidata editor Giulia (Orsetta De’ Rossi), l’amico fraterno Roberto (Angelo Tanzi), segretamente innamorato di lei, e la giovane Alice (Matilde Pacella), una sorta di presenza angelica che si prende cura della casa e, in un certo senso, anche di lei.
Eppure, dietro l’apparente serenità di questo microcosmo borghese, si nasconde una profonda inquietudine. Laura è bloccata. Le manca il marito, certo, ma quel vuoto si traduce in un silenzio creativo, in un’incapacità di scrivere. Giulia la sprona: tutti si aspettano che racconti la storia della sua relazione con Goffredo. Ma Laura rifiuta. Non vuole ripetersi, non vuole compiacere. Cerca, piuttosto, una nuova scintilla. Qualcosa che la risvegli, che la costringa a tornare in contatto con la vita. E quella scintilla arriva, inaspettata, con l’ingresso di Andrea (Gianmarco Saurino). Un giovane che, a quanto pare, Goffredo aveva assunto pochi giorni prima della sua morte per riordinare la biblioteca di casa.
Il ruolo di Andrea
Andrea irrompe quindi come un segno del destino, un elemento perturbante, quasi un angelo mandato dall’alto per scuotere la quiete della protagonista. Lui è l’opposto di Laura: dice di saper fare “tante cose”, ma in realtà non ne sa fare davvero nessuna. Vive alla giornata, si arrangia come può, e il suo linguaggio, costellato di errori, la sua mancanza di cultura e la sua leggerezza si scontrano con la raffinatezza e la profondità intellettuale di lei. Ma, come spesso accade nelle storie di Cotroneo, è proprio da questa distanza che nasce la tensione.
Fra Laura e Andrea ci sono ventiquattro anni di differenza, esattamente gli stessi che la separavano da Goffredo. E, come allora, quando il loro amore fece scandalo, anche ora Laura intuisce che lasciarsi andare potrebbe avere un prezzo alto. Perché, come dice in uno dei momenti più intensi dello spettacolo, il desiderio di una donna fa sempre paura. Non se ne parla mai, porta scompiglio, è eversivo, rivoluzionario e scandaloso.
Cotroneo costruisce su questa frase il cuore della sua commedia: un gioco di specchi tra passato e presente, tra potere e vulnerabilità, tra giudizio sociale e libertà personale. E mentre la storia di Laura e Andrea si intreccia di passione, incertezze e bugie, lo spettatore assiste al progressivo scardinarsi delle ipocrisie di chi li circonda. Perché, come suggerisce il finale, non tutto è come sembra, e lo scandalo, forse, non è nell’amore, ma nello sguardo di chi giudica.

Attraverso il pregiudizio
Che cosa accade quando una donna intreccia una relazione con un uomo più grande? E cosa succede, invece, quando è lei a innamorarsi di un uomo più giovane?
Sono queste le domande che Laura pone sul finale dello spettacolo e che, confesso, mi hanno fatto riflettere a lungo. Forse perché, come accade spesso, non avevo mai considerato la questione da questa prospettiva. Sì, si grida quasi sempre allo Scandalo, e lo si fa con facilità, con quella disinvoltura tipica di chi è pronto a giudicare senza esitazione. Ma, a ben guardare, il discorso tende sempre a mettere al centro l’uomo. L’uomo sedotto, l’uomo vittima della femme fatale. Oppure, al contrario, l’uomo che approfitta dell’ingenuità di una donna.
Raramente, però, ci si interroga sulla possibilità opposta. Perché?
Come mai il desiderio di una donna, che sia desiderio di affermarsi, di vivere, o semplicemente desiderio fisico, continua a pesare così poco? Perché viene sminuito, svilito, confinato in un angolo di vergogna o di imbarazzo?
E se qualcuno pensasse che si tratti solo di costruzioni mentali, di retaggi ormai superati, basta assistere a una delle scene più significative dello spettacolo, una scena che arriva quasi all’inizio e che racchiude, in piccolo, il cuore del testo.
Il primo inganno
Mentre Andrea sistema i libri nella biblioteca, trova alcuni volumi con dediche piuttosto audaci. Perplesso, chiede a Laura dove riporli: teme che un ospite, prendendo un libro a caso, possa imbattersi in quelle parole intime, scritte, crede lui, dal defunto marito. Ed è proprio lì che si consuma il primo inganno, il primo pregiudizio. Perché dare per scontato che fosse stato lui a scrivere quelle dediche, e non lei, come invece è accaduto davvero?
Un piccolo gesto, un dettaglio apparentemente banale, che però racchiude l’essenza dello spettacolo e la sua verità più profonda: “Il desiderio di una donna fa sempre paura. Non se ne parla mai, porta scompiglio, è eversivo, rivoluzionario e scandaloso.”
L’ambientazione
La pièce si svolge interamente in un unico ambiente: una casa. Un interno domestico che riflette, fin dal primo sguardo, la personalità e la grande cultura della protagonista. A dominare la scena è una grande libreria, colma di volumi, simbolo tangibile dell’universo letterario e intellettuale che Laura ha costruito nel tempo. È il suo rifugio sicuro, ma anche un palcoscenico dove si muovono maschere, fragilità e pregiudizi.
Proprio quella libreria scorrevole diventa il segno visivo delle contraddizioni del testo: un ponte e al tempo stesso un confine tra due mondi che si cercano e si respingono, in una narrazione che fino all’ultimo sorprende e spiazza lo spettatore.
Laura è una donna che i pregiudizi li ha subiti e li porta addosso come cicatrici. Sono proprio i giudizi altrui ad averla formata, costretta, cresciuta. Ma ora vuole scegliere, vivere, decidere per sé. Anche a costo di essere osservata di traverso, giudicata, etichettata. Perché, finalmente, è lei a condurre il gioco.
Amore o inganno?
In scena prende forma una storia di emancipazione femminile, di desiderio e di ribellione agli schemi borghesi. Una rottura nella rottura, perché nulla, fino alla fine, è davvero chiaro. Neppure per lo spettatore.
L’incontro con un uomo più giovane, interpretato da un intenso e coraggioso Gianmarco Saurino, non è solo il motore della passione, ma anche il pretesto per una rinascita interiore. È attraverso di lui che Laura riscopre se stessa, afferma la propria libertà e, forse per la prima volta, si sceglie.
Saurino costruisce un personaggio credibile e sensibile: non un predatore, ma un apparente complice, uno specchio affettivo in cui la protagonista si riconosce. La loro relazione diventa così metafora di una rinascita, di una libertà finalmente consapevole. Non è lui a salvarla, è lei a decidere di vivere.
Anna Valle, al suo debutto teatrale, offre una prova vibrante e piena di sfumature. La sua Laura attraversa il desiderio, la vergogna, la forza e la fragilità, componendo una parabola che parla al femminile ma, in fondo, anche all’universale.
Il linguaggio del corpo come veicolo di emozioni
Lo spettacolo non teme il linguaggio del corpo: alcune scene di nudo restituiscono con verità la dimensione fisica e simbolica della liberazione dai vincoli morali e sociali.
Accanto a lei, Gianmarco Saurino si conferma un interprete versatile, capace di misurarsi con ruoli molto diversi e di dar loro autenticità. Il suo Andrea è diretto, sfrontato, anticonformista, libero da vecchi retaggi patriarcali. A tratti appare un opportunista, soprattutto quando si scopre che Laura gli ha chiesto di sposarla; altre volte, invece, sembra semplicemente offrirle l’amore che lei ha sempre cercato.
Alcuni aspetti del suo personaggio sembrano, in un primo momento, volutamente accentuati. Ma tutto troverà un senso. Eppure, Andrea ripete a Giulia e Roberto, i principali oppositori della relazione, che nulla di ciò che accade tra lui e Laura è imposto, che ogni gesto nasce dalla volontà di entrambi. Come, del resto, dovrebbe essere in ogni rapporto autentico.

Lo Scandalo non esiste
Il rapporto tra Laura e Andrea nasce e si costruisce lentamente, con pazienza e complicità. È fatto di passione, certo, ma anche di fiducia reciproca: lei prende da Andrea ciò di cui ha bisogno, lui fa lo stesso. Perché alla fine l’amore è anche questo scambio silenzioso e profondo. Ma quanto pesa davvero il giudizio degli altri sui sentimenti che provano l’uno per l’altra?
Giulia e Roberto li condannano, e gli attori che li interpretano, Orsetta De’ Rossi e Angelo Tanzi, riescono a trasmettere perfettamente questa prospettiva intrisa di cinismo. Alice, al contrario, interpretata con freschezza e naturalezza dalla giovane e promettente Matilde Pacella, ispira negli spettatori simpatia e fiducia nelle nuove generazioni. È un personaggio che non giudica, celebra la felicità di Laura e supporta la loro unione. Un messaggio importante, affidato a una giovane interprete, che lascia speranza per un futuro in cui la parità e il rispetto possano essere autentici.
Niente è come sembra
Eppure, come spesso accade, nulla è come sembra. Dopo un’ora e mezza, scopriamo la verità. Laura non ha mai avuto intenzione di sposare Andrea. Tutto ciò che è accaduto negli ultimi mesi è frutto di un piano ideato per scrivere il suo nuovo libro, Scandalo. Non uno scandalo nel senso comune dato che lo scandalo, in fin dei conti, non c’è. Piuttosto, un’opera che mette al centro lei, sulle sue scelte e sulla sua vita. Andrea è quasi un’ombra, una figura plasmata dalla sua immaginazione e dal suo desiderio. Laura precisa che non tutto è stato finto: è stato vero, ma a modo suo.
Nonostante sembri aver riconquistato la fiducia di Giulia e Roberto, Laura li condanna con durezza. Loro, che si professano amici, non l’hanno compresa ma giudicata, compatita, definita ridicola, insieme alle colleghe giornaliste e ai colleghi. Alice invece subisce il colpo con autentica sorpresa: è la reazione di chi credeva davvero in un sentimento puro, estraneo ai giochi di potere, fedele all’idea romantica dell’amore.
Il colpo di scena finale
E infine c’è Andrea. Ci si potrebbe aspettare un personaggio sollevato o distaccato di fronte alla scoperta, ma non è così. Gianmarco Saurino, noto al grande pubblico per le sue interpretazioni in progetti di grande successo come DOC – Nelle tue mani o Per Elisa – Il Caso Claps, offre a teatro una prova di rara autenticità e magnetismo. Andrea è sinceramente ferito. Non c’è cinismo né calcolo, ma la piena consapevolezza di aver amato davvero, fino in fondo. Con un gesto semplice e carico di dignità lascia tutti i regali ricevuti e se ne va con lo zaino con cui era arrivato, confermando che il suo amore era reale, indipendentemente dal ruolo che Laura gli aveva assegnato nella sua storia. Anche leggere e imparare a parlare meglio era parte di quell’amore autentico. La sua performance cattura lo spettatore, con una forza emotiva che resta impressa e che trasforma Andrea da personaggio a presenza viva sul palco, intensa, indimenticabile, vera.
Alla fine, scopriamo che molti gesti che in scena ci erano stati mostrati in un modo in realtà erano ben diversi. Li abbiamo visti così perché quella era la storia di Laura, scritta da Laura. Ed anche Andrea, in quella storia era scritto proprio da Laura. Questo rende il finale ancora più potente e la performance di Saurino ancora più autentica, perché ci mostra un uomo ferito, vero, e non semplicemente “personaggio” nella narrazione di qualcun altro.
La morale
Il messaggio di lotta contro il pregiudizio e di fiducia nelle nuove generazioni viene affidato pienamente a personaggi giovani come Alice (ma anche come Andrea).
È un segnale forte ed ottimista: la responsabilità di costruire un futuro più giusto è nelle mani delle nuove generazioni.
Lo spettacolo, che unisce qualità interpretativa e profondità dei temi trattati, offre molteplici spunti di riflessione. Più che provocare, infatti, Scandalo invita a riflettere sul fatto che l’autonomia delle donne, in tutte le sue forme, resta un atto coraggioso e straordinariamente rivoluzionario.
Uno spettacolo audace, necessario e profondamente contemporaneo. Alla fine il pubblico resta sospeso. Laura, che fino a quel momento sembrava felice e padrona della situazione, davanti alla verità su Andrea appare vulnerabile e ferita. Questo finale aperto lascia spazio a numerose interpretazioni e riflessioni, ma è proprio ciò che il teatro deve fare: far pensare, scuotere ed interrogare lo spettatore. La storia ci accompagna fino all’ultimo gesto, e poi ci lascia con domande che continuano a risuonare nella mente e nel cuore, ricordandoci che il vero teatro è quello che provoca, commuove e resta con noi anche dopo le luci che si spengono.

La tournée
Lo spettacolo è una nuova produzione del Teatro Diana che continua la felice collaborazione con il regista ed autore Ivan Cotroneo, dopo il successo di pubblico e di critica per due stagioni teatrali della commedia Amanti. Ma la tournèè continuera in tuttà Italia. Per qualsiasi informazione cliccare qui.
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