L’AQUILA – Il 17 gennaio 2026 la città ha ufficialmente aperto il suo anno da Capitale italiana della Cultura, con una cerimonia istituzionale e un programma che promette oltre 300 giorni di eventi, progetti diffusi nei quartieri e nei borghi, la riapertura di luoghi simbolo e l’avvio dell’Osservatorio culturale urbano.
L’inaugurazione si è svolta all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza de L’Aquila. Presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco Pierluigi Biondi e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Durante la cerimonia, il sindaco ha donato al Capo dello Stato la riproduzione della Bolla del Perdono di Papa Celestino V, simbolo identitario e spirituale della città.

L’Aquila, il centro storico diventa palcoscenico
Subito dopo, la festa si è spostata nel cuore dell’Aquila. Alla Fontana Luminosa lo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo” ha dato il via agli eventi pubblici. In seguito, la parata con il gigante di luce Dundu ha attraversato corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Duomo. Qui lo spettacolo “La Città Celestiale” e l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99” hanno chiuso la giornata inaugurale, accompagnati da performance artistiche itineranti.
Un programma diffuso per tutto il territorio
Con il 17 gennaio parte un calendario che accompagnerà l’intero 2026. In programma ci sono mostre, spettacoli, musica, teatro, danza e cinema, ma anche progetti di ricerca e partecipazione attiva. L’obiettivo, però, va oltre il cartellone di eventi. L’Aquila punta infatti a costruire un sistema culturale territoriale che coinvolge borghi, aree interne, università, istituzioni culturali e imprese creative. Allo stesso tempo vengono rafforzati appuntamenti identitari come la Perdonanza Celestiniana, i Cantieri dell’Immaginario e il Jazz Italiano per le Terre del Sisma.
Cultura e rigenerazione urbana
Un altro asse centrale è quello della rigenerazione urbana. Durante l’anno nasce
ranno cantieri culturali nei quartieri e nei paesi del territorio. Inoltre, il 2026 segnerà la restituzione alla città di luoghi simbolo come il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo. Il Munda, invece, ha già ripreso possesso del Forte Spagnolo a dicembre 2025. In parallelo partirà il primo Osservatorio culturale urbano in Italia, pensato per misurare l’impatto delle politiche culturali su benessere, coesione sociale e sviluppo.
Le parole delle istituzioni
Il ministro Alessandro Giuli ha parlato di una città con una “vocazione eminente di rigenerazione culturale”, sottolineando il valore nazionale di questa esperienza. Il sindaco Pierluigi Biondi ha ricordato come la cultura sia diventata una leva di sviluppo e coesione, anche grazie agli investimenti avviati negli ultimi anni. Infine, il presidente Marco Marsilio ha definito il titolo un atto di fiducia verso una comunità che ha saputo rinascere, trasformando la cultura in un motore di futuro per tutto l’Abruzzo.
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