Fortuna in Musica 2026, il festival arriva anche al Parco archeologico di Gabii

Fortuna in Musica 2026, il festival arriva anche al Parco archeologico di Gabii

PALESTRINA – Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica, il festival dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii. Tre appuntamenti tra musica, spettacolo e archeologia. Con una nuova struttura temporanea nel Parco di Gabii.

Dal 6 al 12 settembre torna Fortuna in Musica, la rassegna dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, che per l’edizione 2026 amplia il proprio percorso dal Santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina al Parco archeologico di Gabii.

La principale novità di quest’anno è proprio l’apertura del festival a Gabii, dove sarà realizzato il Teatro campestre. Una struttura temporanea e reversibile costruita utilizzando balle di fieno e materiali presenti all’interno del Parco. Uno spazio pensato per accogliere gli spettacoli dal vivo creando un dialogo diretto tra paesaggio, musica e memoria archeologica.

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Tre appuntamenti tra Palestrina e Gabii

Il programma si apre domenica 6 settembre alle 19.30 a Palestrina con Circo Diatonico – Acrobazie, ritmo ed emozioni dello spettacolo viaggiante. Ospitato dal Santuario della Fortuna Primigenia, in Piazza della Cortina.

La rassegna proseguirà quindi a Gabii. Venerdì 11 settembre alle 19.30 sarà la volta di Simone Prattico – Oriundo Quartet, che si esibirà nel nuovo Teatro campestre del Parco archeologico di Gabii, in Via Prenestina Nuova, km 19,300.

A chiudere l’edizione 2026 sarà, sabato 12 settembre alle 19.30, Javier Girotto & Aires Tango – 30, sempre negli spazi del Teatro campestre.

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Un nuovo modo di vivere i siti archeologici

Con il trasferimento di parte della programmazione a Gabii, Fortuna in Musica rafforza l’idea di utilizzare i luoghi della cultura non soltanto come contenitori, ma come parte integrante dello spettacolo.

Il Teatro campestre, costruito con materiali semplici e reversibili, nasce infatti per inserirsi nel paesaggio senza modificarne permanentemente l’identità. Musica e spettacolo diventano così strumenti per riscoprire un’area archeologica attraverso una modalità diversa e immersiva.

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L’ingresso è gratuito con un costo simbolico di 1 euro. Per giornalisti, fotografi e operatori dell’informazione è possibile richiedere l’accredito comunicando preventivamente lo spettacolo scelto e il numero di partecipanti.

Fortuna in Musica 2026 si prepara quindi a trasformare per una settimana alcuni dei luoghi archeologici più suggestivi dell’area prenestina in palcoscenici a cielo aperto, unendo arte, musica, storia e paesaggio.

Gigi Botti

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