7000 visitatori per il Fumetto Italiano

Ultimi giorni, fino al 24 aprile 2016, per non perdere la mostra che ha visto più di 7000 visitatori a Roma, decretando il successo di pubblico per “Fumetto Italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati”, in corso al Museo di Roma in Trastevere.

Sono più di 7000 i visitatori che ad oggi, hanno potuto ammirare le 300 tavole originali dei più celebri e influenti artisti italiani. Dati positivi che sottolineano un interesse costante e crescente da parte del pubblico nei confronti della “nona arte” e del più recente fenomeno della graphic novel, settore in continua crescita nel panorama editoriale.

I curatori della mostra Paolo Barcucci e Silvano Mezzavilla si sono detti molto soddisfatti dei risultati finora raggiunti: “Il numero notevolissimo di persone che hanno visitato la mostra ed apprezzato il catalogo sono il segno evidente del gradimento della scelta di raccontare mezzo secolo di fumetto italiano attraverso le opere che ne hanno caratterizzato la storia. Abbiamo offerto al pubblico, per la prima volta, la possibilità di ammirare le tavole originali che formano gli incipit di quaranta “romanzi grafici” firmati da grandi artisti italiani di ieri e di oggi e così riconoscere e valutare, come era nel nostro intento, non solo le doti grafiche degli artisti selezionati, ma anche quelle letterarie.

L’ampia partecipazione di pubblico e l’attento interesse di stampa e critica ci portano alla considerazione che è stato raggiunto pienamente l’obiettivo che ci eravamo posti ovvero evidenziare il grande valore letterario e artistico espresso dagli autori italiani negli ultimi cinquanta anni. E’ una mostra che gli appassionati, i curiosi, e tutti coloro che ambiscono diventare sceneggiatori o disegnatori di fumetti, non possono assolutamente perdere”.

Stiamo parlando di “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati”, una panoramica sull’arte del fumetto che ha l’intento di portare all’attenzione del pubblico le opere che, indipendentemente dalla veste editoriale e dai generi, possono fregiarsi, per la qualità dei testi e dei disegni, della qualifica di romanzi, qualcosa che va oltre la vecchia espressione “romanzi a fumetti”.

Il Museo di Trastevere è in piazza S. Egidio 1/b, un bell’edificio secentesco ex convento Carmelitano. Questo spazio ospita come già detto, 300 tavole originali di autori del calibro di Hugo Pratt con “Una ballata del mare salato” (1967), passando attraverso Pazienza, Altan e Manara, fino ad arrivare ai più recenti Zerocalcare, Toffolo, Vanna Vinci e Leo Ortolani (la lista è lunghissima).

Questa rassegna ci aiuta a ripercorrere le tappe fondamentali della storia del fumetto italiano, dei suoi principali generi narrativi e delle sue tecniche (didascalie, illustrazioni, uso della prospettiva, montaggio).

La panoramica ha inizio dal capolavoro di Hugo Pratt del 1967, anno della prima pubblicazione di Corto Maltese e della storia “Una ballata del mare salato”. Seguendo poi il percorso narrativo-cronologico della rassegna, incontriamo, in ordine, “Valentina nel metrò” di Guido Crepax, “Le straordinarie avventure di Pentothal” del grande Andrea Pazienza e “Sheraz” di Sergio Toppi, direttamente dagli anni ‘70.

Per quanto riguarda gli anni ‘80, troviamo “La Dalia Azzurra” di Filippo Scozzari e “Sognare forse” di Milo Manara, altro grande protagonista del fumetto tutto italiano che ha ottenuto un successo internazionale. Proseguendo il percorso della mostra, arriviamo agli anni ‘90, dove incontriamo “Max Fridman”, straordinario lavoro del fumettista bolognese Vittorio Giardino. Poi, i giorni nostri. Come non citare quindi Zerocalcare e il suo quinto libro a fumetti intitolato “Dimentica il mio nome”, opera classificata seconda al Premio Strega Giovani 2015. E non finisce qui. Concludiamo il viaggio con altri grandi nomi come Altan, Toffolo e Leo Ortolani. Insomma, ci sono tutti, ma proprio tutti. Il percorso si conclude con l’inedito “Walker” dell’artista Gipì.

Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati”, non è solo un’occasione per conoscere a fondo la storia del fumetto italiano, ma ci mostra anche, se ce ne fosse il bisogno, la qualità immensa di questi disegnatori e narratori, che hanno interpretato e fortemente influenzato l’immaginario contemporaneo.

Il fumetto, infatti, non ha sempre goduto dei riconoscimenti di cui gode ai giorni nostri. Spesso è stato bistrattato, in passato, e spinto ai più bassi livelli della gerarchia culturale. Considerato come un banale passatempo per ragazzi e, spesso, come un’inutile distrazione nel periodo d’apprendimento.

Col tempo però, il fumetto ha messo letteralmente le ali, tanto che attualmente, in tempo di crisi della lettura, rappresenta come detto in precedenza, uno dei generi letterari più letti al mondo.

Il fumetto inoltre non si è accostato solo alla letteratura e alla pittura (si pensi all’arte Pop di Warhol). Anche il cinema ha ricevuto un grande vantaggio dal talento e dall’immaginazione dei disegnatori. Basti pensare alle miriadi di film ispirati da fumetti attingendo ai più svariati generi: fantascienza, epica, humour, caricatura, poliziesco, suspense, thriller.

Insomma il fumetto è fantasia, comunicazione, evasione e scrittura creativa, quella che è stata definita la “nona arte” o arte sequenziale.

E questa mostra, vi aiuterà a capire ancora di più il perché.

Fumetto Italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Fumetto italiano

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

Leave a Reply

Your email address will not be published.