Discutere la tesi online: potrà essere il futuro delle nostre Università?

Discutere la tesi online: potrà essere il futuro delle nostre Università?

ITALIA – Proviamo a trasformare con ottimismo la grande opportunità tecnologica al tempo del Coronavirus? Discutere la tesi online potrebbe diventare abitudine nei prossimi mesi anche in Italia. Per capire a fondo le differenze, ho intervistato una studentessa italiana che si è appena laureata all’estero discutendo (pur risiedendo nella città universitaria della Facoltà) la tesi online.

Il Coronavirus sta profondamente e rapidamente incidendo sui cambiamenti nel mondo del lavoro, dallo smart-working negli uffici, al e-learning per l’insegnamento fino all’ e-commerce per gli acquisti di prima necessità oltre che allo shopping.


Quanto incide l’emergenza epidemiologica COVID-19 nel nostro mondo professionale? E quanto incide sul mondo degli studenti? Siamo pronti noi insegnanti? Si parla tanto di come noi docenti delle scuole e università varie dobbiamo affrontare questa rivoluzione tecnologica, ma gli studenti come reagiscono?

E’ possibile avere da loro, nati nell’epoca virtuale, millennials e non, iper tecnologici sin dalla nascita istintivamente (perché non hanno conosciuto altro mondo che questo) qualche consiglio su come dobbiamo o possiamo muoverci?

Sono partita facendomi queste domande per poi rivolgerle ad una studentessa italiana che si è appena laureata all’estero discutendo la tesi online (pur risiedendo nella città universitaria della Facoltà), perché così è prassi comune, da tempo.

E allora vediamo di capire differenze, opportunità, timori e stimoli per l’aggiornamento tecnologico proprio delle nostre vite, al di là dell’emergenza sanitaria.

Proviamo a trasformare con ottimismo la grande opportunità tecnologica Coronavirus?

Discutere la tesi online.
Discutere la tesi online. Foto dagli interni dell’Università di Gottinga

Giorgia tu hai frequentato l’università in Germania, quale città e quale facoltà?

Esatto, ho frequentato l’università di Gottinga (Göttingen, in tedesco): la Georg August Universität Göttingen. Ho studiato scienze politiche (bachelor of arts).

Nella mia università sono molto poche le facoltà con frequenza obbligatoria e scienze politiche non rientra fra queste. Io sono comunque sempre andata, ma comunque c’è la possibilità di studiare da casa visto che tutto viene caricato sul sito. Io facevo parte dell’ordinamento prima della riforma, in cui c’erano lezioni e seminari. Per cui se alla lezione potevi non andare, per il seminario era più difficile. Nel nuovo ordinamento, invece, i seminari associati alle lezioni non ci sono più, per cui diventa molto semplice studiare da casa.

Discutere la tesi online
Il Campus dell’Università di Gottinga. Foto di Francesco Pacifici

Sappiamo che tua sorella ha frequentato l’università a Roma, città dove siete nate e risiedete. Che differenze hai potuto constatare con l’università italiana?

Vivendo all’estero mi sono resa conto di quanto la preparazione scolastica italiana sia ottima e completa. A volte mi sono ritrovata a fare cose di cui avevo infarinature già nel liceo. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che l’università italiana sia molto più rigida. Ho visto mia sorella, così come vedo i miei amici, avere una lista di esami da dare ogni anno. Per me non è stato così. Siamo lasciati completamente autonomi nella scelta di una o di un’altra materia ogni semestre, basta che alla fine raggiungiamo almeno 30 crediti. Ipoteticamente una persona potrebbe decidere di fare 60 crediti in un semestre senza che nessuno dica nulla. Molti sono i ragazzi che finiscono il ciclo triennale di esami prima. Sicuramente ci sono eccezioni per alcuni esami, dove la frequenza di un esame è obbligatoria prima di poter capire la materia successiva, ma in linea di massima funziona così.

Un’altra differenza sono sicuramente le tasse. La Germania ha eliminato le tasse in ogni Stato federale (Bundesland). Quello che noi paghiamo è un contributo di circa 300 – 350 € ogni semestre, ma all’università vanno concretamente circa 50€ ogni studente. Il resto va a pagare tutta una serie di servizi di cui noi possiamo usufruire. Più della metà dell’importo va, per esempio, alle ferrovie, che in Germania sono estremamente costose. Tramite il contributo possiamo usufruire di tutti i treni regionali in tutta la Bassa Sassonia (la regione dove si trova Gottinga), arrivare a Kassel anche se si trova in un altro Bundesland, ma comunque al confine con Gottinga ed arrivare ad Amburgo, tutto gratuitamente. Così come non paghiamo gli autobus nella città di Gottinga.

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Il Campus dell’Università di Gottinga. Foto di Francesco Pacifici

A seguire ovviamente tutta una serie di sconti e vantaggi, come anche circa 20€ a semestre per fare fotocopie nelle biblioteche dell’università. Un’altra differenza potrebbe essere il libretto dei voti: noi abbiamo solamente la forma digitale. Inoltre per il mio corso di laurea non ci sono esami orali. Per questo aspetto vedo lati positivi e negativi. Per quanto riguarda le lezioni ci sono solamente esami scritti, alcuni vengono fatti anche al computer, ma solamente in sede. Per quanto riguarda i seminari, invece, c’è la possibilità di un esame scritto, di scrivere una tesina (Hausarbeit) oppure un Essay oppure presentare uno o più argomenti con una presentazione PowerPoint.

Effettivamente la presentazione PowerPoint è l’unica possibilità che abbiamo di esercitarci, per così dire, a parlare davanti ad un gruppo più o meno vasto di persone. Parlando strettamente della mia facoltà, penso sia importante avere la possibilità di esercitarsi a parlare, sebbene la situazione di un esame è sempre più o meno tesa. Per questo motivo erano stati pensati i seminari, ma – come ho già detto – sono stati tolti.

Discutere la tesi online
Discutere la tesi online: l’Università di Gottinga

E sugli esami e la tesi? Cosa puoi dirci nel dettaglio?

Una differenza sostanziale la fa la possibilità di ripetere gli esami: in Italia c’è un’infinita possibilità, in Germania abbiamo solamente tre tentativi. Nel corso di studi abbiamo diverse categorie di esami che dobbiamo completare per arrivare alla fine degli studi: esami obbligatori, esami di una seconda materia a scelta, competenze chiave, profilo scientifico oppure profilo applicato. Pur studiando solamente scienze politiche, ho dovuto scegliere una seconda materia fra quelle proposte e ho dovuto fare alcuni esami. Competenze chiave invece sono quelle che ogni studente sceglie in maniera del tutto autonoma per arricchire il proprio profilo. Possono essere esami o seminari del tutto pratici come ad esempio “Come scrivere un buon Hausarbeit” fino ad argomenti più specifici, che possono anche appartenere ad altre facoltà. Nel profilo scientifico oppure applicato ci sono una serie di esami che danno poi allo studente la possibilità di orientarsi verso un successivo studio (nel profilo scientifico) oppure verso il mondo del lavoro (nel profilo applicato). Il discorso dei tre tentativi si ricollega agli esami obbligatori. Se uno studente viene bocciato per tre volte di seguito in una materia obbligatoria viene automaticamente cacciato dalla facoltà e non ha più la possibilità di studiarla in tutta la Germania e non può iscriversi ad un’altra facoltà dove quella stessa materia fa parte degli esami obbligatori. Questo viene applicato indistintamente a tutti, indipendentemente dalla media degli esami o dal punto in cui si è con lo studio. Se una persona viene bocciata per tre volte di seguito all’ultimo esame verrà comunque mandato via. Sistema assolutamente crudele, a mio avviso, perché si ha una tensione continua per tutto lo studio e non penso sia davvero il senso dell’università. Anche i voti sono una differenza con l’Italia: i nostri vanno da un massimo di 1,0 fino ad un minimo di 4,0 , seguendo i numeri dispari. Quindi: 1,0 1,3 1,7 2,0 2,3 etc. Fra i moduli obbligatori c’è anche la scelta fra tirocinio ed Erasmus, mentre in Italia è solamente una possibilità che gli studenti hanno. Da noi è obbligatorio. Un’altra differenza è sicuramente la tesi.

Dopo un certo numero di crediti, che corrisponde a più dei due terzi di tutto lo studio, lo studente da noi ha la possibilità di cominciare a pensare concretamente alla tesi. Per tutto il processo bisogna calcolare – con ovviamente variazioni che dipendono da professore a professore – circa sei mesi fra preparazione e stesura. Quindi a differenza dell’Italia che vede la tesi come parte conclusiva del percorso universitario, in Germania si può fare anche prima di aver terminato tutti gli esami, come per esempio è successo a me. Bisogna avere un argomento con una tesi e avere un’idea del professore che potrebbe essere interessato. Nel migliore dei casi il professore accetta di essere il relatore e consiglia il correlatore, se lo studente è insicuro oppure non sa a chi poter chiedere. Generalmente per chiedere ad un professore di diventare relatore o correlatore si invia una e-mail e successivamente ci si accorda per incontrarsi. Lo stesso incontrarsi facilita molto le cose, ma non è necessario con tutti. Molti mettono a disposizione e-mail e telefonate. Per quanto mi riguarda ho discusso tutti i passaggi preparatori di persona con il professore.

Discutere la tesi online
Gänseliesel, il simbolo della città

Giorgia, ci racconti quante volte hai incontrato fisicamente il tuo professore e come lui ha seguito e monitorato i vari step preparatori della tua tesi di laurea? Esiste una vera e propria discussione?

Nel momento in cui il professore si è accertato che io avessi tutti gli strumenti per cominciare si è comunque messo a disposizione – cosa non scontata, visto che molti professori non lo fanno – e non ci siamo più visti. A differenza dell’Italia la maggior parte degli studenti vengono poi lasciati soli nella stesura e correzione della tesi. Mi sono incontrata con il professore circa una decina di volte. Mi sono presentata ad ogni incontro con un indice, un tema ed una tesi da svolgere. Allegato a queste tre componenti ho sempre fatto un piccolo essay, di circa una o due pagine, modificandolo ogni volta che il professore mi consigliava di modificare o sistemare uno o l’altro punto. Lo consegnavo al professore e poi lui lo correggeva, discutendone poi con me. Ovviamente il professore mi ha consigliato determinate fonti da cui attingere per informazioni o libri oppure persone con cui parlare per affinare un determinato aspetto. Una volta organizzato il tutto, ho fatto tutto da sola.

discutere la tesi online
Giorgia Morettini

Ma allora in cosa consiste discutere la tesi online?

Nel momento in cui si ha a grandi linee la situazione, bisogna iscriversi per la tesi. Da lì cominciano 12 settimane in cui bisogna scrivere e correggere la tesi. Nel giorno prestabilito, la tesi deve trovarsi dai professori che poi avranno altre otto settimane circa per correggerla. Una volta concluso il tempo, si riceva un’e-mail con il voto, come se fosse un qualsiasi esame. Per cui no, non esiste una discussione.

Secondo te quanto discutere la tesi online e non dal vivo influenza il punteggio che ti viene assegnato in sede di discussione?

Penso che in qualche modo il voto venga influenzato per la mancanza della discussione. Non si ha la possibilità di esprimere un determinato concetto magari poco chiaro, perché è tutto scritto nero su bianco. Quello che viene scritto è quello che viene poi corretto e a cui viene dato un voto. Certo, non si tratta di un’influenza grande, ma secondo me c’è. Già il fatto che col professore si ha un rapporto, ma non è così stretto come poi inevitabilmente si instaura in Italia, dove si ha mediamente un rapporto più stretto con il proprio relatore, secondo me ha un’impostazione non solo più aperta, ma anche più rilassata. Penso si veda più il professore o professoressa come una guida e non come una persona che vuole le cose in un certo modo e basta. Una differenza ulteriore con l’Italia è che si può essere tranquillamente bocciati alla tesi, come in un qualsiasi altro esame. Si può plagiare – non inteso solamente come una copia esatta di fonti, ma anche come un metodo sbagliato di citazione – oppure semplicemente sbagliare a capire ciò che il professore intende. Proprio perché non si viene seguiti molto durante la stesura.

Discutere la tesi online
I giardini all’interno dell’Università

Giorgia, ti è dispiaciuto non prendere parte alla canonica cerimonia di laurea tanto amata da parenti, amici e studenti?

Sicuramente si sente la mancanza di una discussione o di una proclamazione, più per una tradizione che per altro. La mia università offre però la possibilità di prendere parte ad una cerimonia che avviene tre o quattro volte l’anno, dove dopo un discorso di un professore o di un politico, agli studenti presenti viene data una lettera che attesta la laurea all’università di Gottinga. Quindi ho ancora questa possibilità, a cui ovviamente prenderò parte.

Molte persone dopo la discussione di laurea si sentono a dir poco sollevate, tu hai provato la stessa sensazione?

Dopo aver consegnato e superato la tesi, mi mancava un ultimo esame, che ho superato a febbraio. Da quel momento sono ufficialmente laureata. Dopo un momento di felicità per l’esame, devo ammettere di essermi sentita un po’ confusa. Probabilmente proprio per il fatto che ho visto mia sorella e le persone a me intorno sostenere una discussione, quindi arrivare al punto massimo di tensione, e poi essere “liberi”. Forse in questo modo la sensazione è più concreta. In fin dei conti, però, l’importante è avercela fatta, quindi mi sento lo stesso soddisfatta. 

Bene, saluto Giorgia Morettini con l’augurio che quest’articolo possa essere d’ispirazione alle Università italiane, e non solo ora, al tempo del Coronavirus

Università di Gottinga

Fabiola Cinque

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