L’incontro con Alessandra Amoroso

L’incontro con Alessandra Amoroso

Aspettando la tappa attesissima dai fan del tour a Bologna di Alessandra Amoroso, l’artista salentina ha tenuto una conferenza stampa all’Unipol Arena dove si terrà il concerto il prossimo 5 Aprile.
Occhi bistrati chiari e profondi, look molto rock in un metro e sessanta di altezza, uno scricciolo dalla voce potentissima che durante l’intervista ha fatto emergere un’anima molto umile e altruista, ma allo stesso tempo ha dimostrato di avere le idee ben chiare per quanto riguarda il suo futuro e la sua vita professionale.
Alessandra ha parlato della sua vita artistica, del tour “Amore Puro” e della collaborazione con Tiziano Ferro, voluta fortemente da lui e che l’ha resa molto orgogliosa: ”In questo periodo pretour mi sento come un frullatore forza 10, sono sempre in giro per le promozioni e, dopo le due anteprime di Roma e Milano, non ho quasi tempo di mangiare ma sono veramente carica. Posso definire il mio ultimo lavoro un album di crescita anche perché mi sento più donna. Partendo dalla copertina si nota un cambiamento a livello estetico ma soprattutto una crescita a livello vocale perché i nuovi pezzi sono giocati su tonalità diverse rispetto a quelle dei miei album precedenti. Ho lavorato molto sui bassi e sono riuscita a comunicare attraverso parole e suoni che non richiedono questa grande estensione vocale, senza sgolarmi per dirla in maniera più semplice possibile”.
L’Amoroso ci svela anche che durante i concerti verrò proiettato sul palco un video di Lecce, la sua città, con i suoi amici come comparse e tutto ciò per rimarcare quanto ci tenga alle proprie radici e quanto sia importante per lei far conoscere al pubblico il suo percorso di vita attraverso le meraviglie del suo Salento.
Alessandra ha parlato anche delle sue passioni, naturalmente ascoltare musica, ma soprattutto r&b, reggae e poi scrivere. Quando è stanca di parlare con gli altri, decide di farlo con se stessa e mette nero su bianco i suoi pensieri, come quando da bambina compilava ogni giorno il suo diario. E quando le viene chiesto se quello di autrice possa essere un mestiere futuro lei risponde che le piacerebbe ma avrebbe anche bisogno di tanto aiuto dagli autori affermati perché è difficile approcciarsi alla scrittura senza saper suonare uno strumento. La sua umiltà si evince anche dal fatto che parla di “veri cantanti” e che lei non si sente ancora degna di essere chiamata così: “Sono orgogliosa che una vera cantante come Fiorella Mannoia mi abbia chiamata per “La sera dei miracoli”, il suo omaggio a Lucio Dalla, ma allo stesso tempo sono imbarazzata quando lei mi definisce sua collega perché ho ancora così poca esperienza e non voglio certo essere messa al suo livello. Sono però fiera di tutte le mie collaborazioni in particolar modo di quella con Tiziano. All’anteprima di Milano mi ha fatto una sorpresa bellissima: è salito sul palco e io non lo sapevo. La gente urlava che voleva un duetto ma io non sapevo che fare, non avevamo preparato nulla. Vorrei sempre questo genere di sorprese!”

Immancabilmente il discorso cade sui talent e lei non si schermisce ma anzi dice di essere orgogliosa di essere stata letteralmente partorita da un talent perché questo genere di format ha dato ai giovani la possibilità di far emergere passioni e capacità altrimenti nascoste. Lei prima di “Amici” non sapeva nemmeno suonare ma aveva qualcosa da dire attraverso la sua voce e così ha trovato il modo di essere ascoltata. E sul fatto che recentemente molti artisti giovani si ritrovano nel ruolo di coach nel giudicare altri artisti ripete che per ora non è interessata. Le è stato proposto proprio ad “Amici” e lei ha rifiutato perché la sua partecipazione al programma è un’esperienza che deve ancora metabolizzare e viverla un’altra volta in qualità di giudice è una cosa che non le appartiene. Quando Maria De Filippi le ha proposto invece di fare il direttore artistico, lei ha accettato perché l’ha trovato più confacente alla sua personalità, non dovendo giudicare un cantante, ma dovendo dare solo consigli: ”Io non sono nessuno per giudicare il talento di una persona, io voglio solo essere una buona amica, è difficile stare lì dentro ed essere sottoposti a quella forte pressione che proviene sia dai giudici che dal pubblico a casa”.
La grande disponibilità di Alessandra verso il suo pubblico traspare anche dalla risposta che ci dà relativamente alla nostra domanda sulla sua passione per la musica soul.

Alessandra quando nasce la tua passione per la musica soul ? E credi che ora che hai raggiunto un certo livello di notorietà e sei diventata un idolo anche per molti adolescenti riuscirai a portare il tuo pubblico ad amare questo genere musicale?
“La mia passione per il soul nasce prima della partecipazione ad Amici. Però vedi,non voglio costringere il pubblico ad amare quello che amo io ma voglio essere io ad adattarmi ai gusti del pubblico, nella vita mi piace accontentare la gente,son sempre stata così,anche mia madre mi diceva sempre di pensare di più a me ma io non lo facevo mai.”

Quando poi le viene poi fatta l’immancabile domanda su San Remo risponde così: “Per San Remo non aveva un brano adatto, in questo periodo ho pensato molto al tour. Ci sarà sempre tempo per partecipare al festival”.
Al termine della conferenza stampa ci siamo messi nei panni dei fan di Alessandra Amoroso e siamo andati ad aspettarla in un noto centro commerciale della provincia di Bologna dove un pubblico di giovanissimi era assiepato sotto al palchetto in trepidante attesa. Al suo arrivo è stata accolta da un coro da stadio che intonava ”E l’Amoroso ce l’abbiamo solo noi” e lei subito gentilissima e disponibilissima ha cominciato a fare foto e a firmare tonnellate di autografi gentilissima come sempre.

Sara Di Paola

Fin da quando ero bambina si diceva che in me convivevano due lati opposti: seria e quasi timida a scuola ed estroversa nella vita privata. Questa mia seconda caratteristica l’ho applicata a due attività che potessero esprimere al meglio la mia vena artistica e il mio amore per lo spettacolo: il ballo, ma soprattutto, il teatro che, dopo tanta gavetta, mi ha portato a diventare attrice professionista e mi ha permesso di trasformare un hobby in un secondo lavoro. E se è vero che si comincia un po’ a morire nel momento in cui cala il fuoco di ogni nostra passione, il mio non si è ancora spento e così passo la mia settimana destreggiandomi tra lavoro, amici, fidanzato, ballo e teatro in un incastro perfetto…o quasi!
Sara Di Paola

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