Meryl Streep illumina la Festa del Cinema di Roma

ROMA – E’ l’attrice dei record, l’icona della semplicità e del talento, della riservatezza e della bravura incomparabile. E’ Meryl Streep. L’attrice 3 volte Premio Oscar (su 19 candidature) ha presentato il suo nuovo film e si è raccontata alla Festa del Cinema di Roma, spaziando dalla politica, alla musica, dal cinema italiano alle sue tecniche di interpretazione.

Una carriera incredibile quella di Meryl, nata a Summit e laureata in arte drammatica alla Yale Drama School. Il trampolino di lancio è datato 1978 e risiede ne Il Cacciatore, film che le valse la prima candidatura agli Oscar. Ma chi poteva immaginare che le candidature sarebbero poi divenute 19? Anno dopo anno, l’attrice americana ha sfoderato prestazioni incredibili, come quella in Kramer Contro Kramer o in La Scelta di Sophie e nel più recente The Iron Lady, tutte impreziosite dal riconoscimento massimo nel panorama cinematografico.

Ma oltre ai Premi Oscar e le innumerevoli candidature, è quasi impossibile trovare un passo falso nella filmografia di Meryl: dal romantico La Mia Africa a La morte ti fa bella, da Innamorarsi a Manhattan alle vesti monacali de Il Dubbio, senza ovviamente dimenticare la super glamour Miranda Priestley de Il Diavolo veste Prada.

Una fuoriclasse, nel cinema come nella vita. Pur essendo un personaggio più che famoso, Meryl Streep è una donna assai riservata; filantropa, ha sempre cercato di evitare i rotocalchi e le luci dello star system, vivendo con grande discrezione, la bellissima storia d’amore con lo scultore Don Gummer.

Ma torniamo all’Incontro-Intervista di Roma. Partiamo dal film che la vede protagonista, dal titolo Florence Foster Jenkins e in sala dal 22 dicembre. La pellicola, tratta da una storia vera, racconta le vicende della signora Florence, ereditiera newyorkese, che negli anni 40 tenne alcuni concerti come cantante lirica pur essendo completamente stonata, grazie alla sua grande ricchezza e alla protezione del marito (Hugh Grant).

Non vi diciamo troppo, ma possiamo assicurarvi che Florence Foster Jenkins è candidabile a film più divertente dell’anno. Tra siparietti divertenti e dialoghi accattivanti, la nuova opera del regista Stephen Frears (The Queen, Alta Fedeltà, Relazioni Pericolose) riesce a far ridere e a farci respirare il clima delle strade di New York al tempo della Seconda Guerra Mondiale.

Bellissima la fotografia, firmata da un veterano del genere storico come Danny Cohen (Il Discorso del Re, I Miserabili, The Danish Girl) così come perfetta è la scenografia di Alain MacDonald (Philomena, The Queen). Straordinaria, ma c’era da aspettarselo, l’alchimia tra la Streep e Hugh Grant, 2 attori completi sotto ogni aspetto.

Per chi non lo sapesse la Streep è anche una brava cantante, e per interpretare questo ruolo, ha dovuto imparare a stonare: “Prima mi sono preparata a cantare le liriche di Florence con un coach, meglio che potessi. Poi ci siamo divertiti tantissimo a mandare tutto all’aria, a rifare tutto stonando – ha raccontato una divertita Streep durante l’Incontro col pubblico.

Meryl ha poi parlato delle grandi attrici italiane che l’hanno influenzata, Silvia Mangano e Anna Magnani su tutte: “Sono le Madonne del Cinema – e ha voluto sottolineare anche la sua ammirazione per una delle migliori attrici italiane in circolazione – Mi piace molto Alba Rohrwacher, la trovo incredibilmente speciale”.

Non poteva mancare la domanda sui prossimi Premi Oscar e anche qui, l’attrice americana ci ha felicemente sorpreso: “Sosterrò Fuocoammare di Gianfranco Rosi (che l’Italia ha scelto per la selezione per il Miglior Film in lingua straniera n.d.r.) perché credo sia un’opera veramente unica che ci tocca con tante immagini. La scena del bambino che viene tirato fuori dalle acque del mare è straordinaria. E poi c’è la storia di questo medico, che combatte senza sosta contro l’orrore del mondo”.

Nella parte finale dell’Incontro-Intervista condotto dal direttore Antonio Monda, la Streep ha espresso idee molto chiare riguardo alle presidenziali americane: “Con il suo sessismo, Trump sta facendo un ottimo lavoro contro se stesso, ma tra una ventina di giorni avremo alla presidenza Hillary Clinton. E tutto questo verrà dimenticato, per fortuna”.

meryl streep

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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